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CORONAVIRUS - FASE 2: GESTIRE L’ANSIA E RIORGANIZZARE LA PROPRIA VITA

Ansia-Fobie-Paure (27/05/2020)

Buongiorno... innanzitutto ringrazio per il servizio offerto. Ho già deciso di intraprendere una terapia appena si potrà andare in studio, ma al momento non riesco ad iniziarla da remoto. Mi trovo in Lombardia da … anni per lavoro e poco prima che chiudessero i confini, il mio fidanzato era tornato giù in sud Italia per lavoro, rimanendo così bloccato. Quindi mi sono ritrovata da sola, continuando sempre a lavorare perché mi occupo di …, ma in maniera alternata e comunque vivendo il tutto da sola in casa, ad eccezione del mio (…) gattino. Se i primi due mesi sono andati abbastanza bene, adesso da 3/4 settimane ho iniziato ad accusare dei malesseri importanti, riconducibili ad un attacco d'ansia. Dal nulla parte l'affaticamento, un nodo allo stomaco e tanta agitazione. Mi sento impotente, soprattutto se penso di non poter tornare a casa dai miei familiari che non vedo da tanto tempo mettendo così anche in discussione l'idea di continuare a rimanere qui anche superata l'emergenza sanitaria. Capita soprattutto la sera poco dopo la cena oppure nei weekend. Preferirei non prendere alcun tranquillante, ma il malessere si fa sempre più presente, facendo emergere anche situazioni passate che non hanno niente a che fare con l'attuale, ma che comunque creano disagio. Cosa potrei fare? Vorrei stare meglio e soprattutto non prendere scelte azzardate sul mio futuro. Grazie

terapeuta Claudia Macaluso

Dott. Claudia Macaluso

Risposta del 27/05/2020

Milano

GLI EFFETTI EMOTIVI DEL CORONAVIRUS - FASE 2: IL PARERE DEL NOSTRO PSICOTERAPEUTA

Gentile F.,
in molti ci hanno scritto di situazioni simili alla tua. Hai trascorso tutto il periodo di lockdown lontano dai tuoi cari e anche dal tuo ragazzo e ora affronti le conseguenze emotive di un periodo che non deve essere stato semplice. Hai dovuto gestire da sola la solitudine, non hai potuto condividere la tensione, la paura, l’incertezza per il futuro, così come il disorientamento che l’emergenza Coronavirus ha provocato in te, come in tutti noi. E adesso che le restrizioni si sono un poco allentate siamo ancora incerti e disorientati. Forse questo periodo ci ha cambiati, non siamo più gli stessi. Nel tuo caso mi pare di capire che fino a un certo punto tu sia stata bene poi è sopraggiunta l’ansia. Come se questa situazione possa avere avuto la funzione di metterti in contatto con le tue priorità, con i tuoi bisogni più profondi portandoti a rivedere alcune tue scelte.

 

COME CONTENERE L’ANSIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

L’ansia è un sentimento che permette di attivarci nelle situazioni di emergenza, la sua funzione è quella di evitare i pericoli e metterci in salvo. In questo momento di Coronavirus quindi è pertinente sentirsi in uno stato di attivazione dell’ansia ma è altresì importante non farsi travolgere da essa e imparare a gestirla. Mi pare di capire che tu ci stia ponendo principalmente due domande:

  • come gestire l’ansia?
  • come gestire le scelte di vita nel migliore dei modi?

Le questioni mi pare siano interconnesse, nel senso che lo stato di emergenza sanitaria che viviamo attiva ansia e di conseguenza il desiderio di vicinanza con la tua terra e i tuoi cari. Questo da il via a riflessioni su eventuali scelte di vita da fare. Forse avevi fatto dei progetti differenti e questa situazione te li fa mettere in discussione improvvisamente (tanto da non sapere nemmeno più se vuoi rimanere in Lombardia o tornare al tuo paese). A volte può accadere di non riconoscersi, ed emergono in noi pensieri che fanno sentire persi.
Credo che nel tuo caso le parole chiave per gestire la situazione possano essere: andarci piano, prendersi il tempo, ascoltare. Qui di seguito provo a fornirti qualche spunto, che spero possa esserti utile:

  • cerca di non agire impulsivamente e non compiere nessuna scelta affrettata
  • Ascolta ogni pensiero che nasce in te, senza censura. Dare voce ai propri pensieri può migliorare gli stati d’ansia.
  • Rimanda le decisioni importanti ad un momento di maggiore tranquillità.
  • Confrontati con il tuo compagno o con le persone di tua fiducia. In modo da condividere e riflettere sulle decisioni.
  • Mi sembra sia un momento in cui stai soffrendo in particolare la solitudine. Appena possibile torna a casa dai tuoi cari. È possibile che questo abbia un effetto positivo sull’ansia e ti aiuti a recuperare una prospettiva più oggettiva sulle cose. Pensa che non sarai sola ancora per molto, questa situazione finirà.
  • Considera questa situazione di disorientamento come momentanea, legata ad una situazione contingente di grande complessità, straordinaria.

 

ANSIA: CONSULENZA PSICOLOGICA E SUPPORTO FARMACOLOGICO

Nella tua domanda esprimi il desiderio di intraprendere un percorso psicologico. Certo questo potrebbe aiutarti a rimettere in ordine i pensieri e recuperare la prospettiva sulle cose, che in questo momento sembra confusa. Quindi, mi pare possa essere assolutamente un’esperienza utile per te in questo momento.
Per quanto riguarda l’utilizzo di farmaci, non lo escluderei a priori. Ci rifletterei, magari assieme al terapeuta con il quale inizierai il tuo percorso. Talvolta il supporto farmacologico, unito ai colloqui psicologici portano ad una vera svolta rispetto alla sintomatologia ansiosa. Inoltre, c’è da considerare l’aspetto del riposo notturno. Non hai fornito nessun elemento al riguardo, ma potrei ipotizzare che qualche difficoltà nel “riposare bene” ci potrebbe essere. Considera che il “mal dormire” incide parecchio sugli stati di preoccupazione e la conseguente ansia. Ad esempio, anche in relazione a questo aspetto si potrebbe considerare l’utilizzo di farmaci oppure a sostanza naturali che aiutino.
In questo periodo noi Psicologi di Risolvere siamo attivi e forniamo anche la possibilità di fare consulenze online. A breve dovremmo poter ricominciare anche parzialmente con l’attività in studio. Nel tuo caso potrebbe essere utile eventualmente partire con una consultazione psicologica, cioè una serie iniziale di colloqui conoscitivi (circa 4 o 5) volti a inquadrare la situazione. I colloqui iniziali sono dedicati a raccogliere informazioni e formulare ipotesi utile a capire come affrontare il problema portato. Al termine di questa prima fase il terapeuta darà un suo parere clinico e si valuterà assieme se e in quale direzione concentrare gli obiettivi terapeutici.

 

APPROFONDIMENTI

Se vuoi approfondire il tema dell’ansia puoi anche consultare un'altra risposta già pubblicata su questa piattaforma: disturbo d’ansia, attacco di panico, fobie 

Un caro saluto.