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COVID E ANSIA DA FASE 2: NON VOGLIO TORNARE AL LAVORO!

Ansia-Fobie-Paure (23/06/2020)

Tutti aspettavano la fase 2 e io invece non ho nessuna voglia di riprendere.
Ho paura del contagio. Mi preoccupo anche per il rientro al lavoro. Lo stress, i ritmi della città…in questo periodo di chiusura sono riuscita a ritagliarmi molti momenti per fare le cose che mi piacciono, per rilassarmi, e adesso sono terrorizzata all’idea di rientrare nel vortice. Tutto mi fa paura, l’ansia mi assale e mi viene quasi da piangere. Vorrei rifugiarmi nel mio letto.
Avete qualche consiglio da darmi?
S.

terapeuta Marta Grossi

Dott. Marta Grossi

Risposta del 23/06/2020

Milano

LA PAURA DELLA RIPRESA: PARLIAMONE CON IL NOSTRO PSICOTERAPEUTA

Cara S.,
È vero, ritornare alla vita di prima può fare molta paura. Forse è stato faticoso adattarsi alla nuova quotidianità e proprio ora che è possibile godere di una vita più lenta e ritirata, in cui ci si sente protetti, dobbiamo nuovamente riadattarci.
Parli di paura, ma anche di lavoro e stress, fai pensare ai ritmi serrati della città, ai mezzi pieni, alle corse per arrivare in tempo agli appuntamenti fino a tardi…che fatica!
Credo che la fase 2, portandoci fuori dalle nostre case sicure, possa risvegliare paure intense, legate all’incertezza della nuova situazione e alla mancanza di indicazioni precise. Può venire la voglia di “rimettere la testa sotto il cuscino”.
Il timore per il rientro può essere legato sia alla ripresa di ritmi di lavoro precedenti, sia alle legittime preoccupazioni connesse alla situazione attuale. Entrambi questi aspetti potrebbero far emergere vissuti d’ansia e di tristezza (depressivi).

 

COME AFFRONTARE IL RIENTRO AL LAVORO. ALCUNI SPUNTI

Recuperare la confidenza e fiducia necessarie per poter star bene anche fuori di casa, può essere un obiettivo da riconquistare. Dopo questo isolamento forzato ci si ritrova più prudenti, più sospettosi. Può essere difficile riacquisire confidenza con i luoghi che non vedi da tempo, tornare ad abitare la tua città e non soltanto la tua casa. Riprendere i contatti con il mondo può essere un passaggio necessario anche a riequilibrare i sentimenti negativi (ansia e tristezza) che percepisci. Infatti, spesso la solitudine non aiuta a migliorare il proprio equilibrio emotivo, anzi può incrementare lo stato di malessere, senza capire come mai si sta male. Infatti, si può soffrire di solitudine, anche senza percepirlo in modo chiaro e razionale.

Vorrei provare a condividere con te alcune riflessioni che spero ti aiutino ad affrontare la ripresa nella fase2:

  • L’ansia o la tristezza possono essere una “resistenza”: cioè rappresentare quella parte di noi che “punta i piedi”, che non si vuole adeguare alla ripresa forzata della normale routine.
  • Prova a partire con calma: non pretendere troppo da te, e ancor di più non pretenderlo subito. Anche il rientro è un grande cambiamento delle nostre abitudini quotidiane. Potrebbe aiutarti essere tolleranti con noi stessi, dandoci il tempo di riadattarci ad un ritmo di vita completamente diverso da quello che abbiamo avuto negli ultimi mesi.
  • Prova a dare un senso ai sentimenti che provi: non sempre è facile, potresti però provarci. Che cosa scatena l’ansia? Quali pensieri ti stressano? Provare a chiarirli dentro di te, potrebbe aiutarti a circoscrivere la preoccupazione, ridandoti un maggior senso di controllo sulle tue emozioni.
  • Cerca di preservare i tuoi spazi, per quanto possibile. Forse può sembrare impossibile, ma pensa che fino a 2 mesi fa sembrava impossibile fermarsi anche solo per 1 giorno, e invece molte persone sono state costrette a farsi per più di 2 mesi.
  • Se questa quarantena ti è servita per riscoprire cose che ti fanno stare bene, può essere la buona occasione per cercare di integrarle nella tua vita futura. Forse è questa l’occasione per ripianificare le tue priorità?
  • Poter uscire, nel rispetto delle regole, può essere anche una risorsa. Una buona occasione per riappropriati gradualmente degli spazi fuori da casa. Ritornare al lavoro significa anche poter uscire, fare una biciclettata o semplicemente sentire il sole battere sulla tua pelle, ascoltare la voce di qualche altro passante.

 

ANSIA DA FASE2: QUANDO CHIEDERE AIUTO

Se l’ansia è troppo forte e tutto continuasse a farti paura anche dopo esserti presa il tuo tempo di riadattamento, allora potresti considerare di chiedere un consulto psicologico, per mettere a fuoco meglio le risorse a cui fare appello per risollevarti.
Dalla tua richiesta mi sembra di cogliere un pensiero dubitativo rispetto al riprendere la vita di prima con i suoi ritmi frenetici e cittadini. Magari potrebbe essere utile approfondire questo aspetto, per comprendere se possa essere in parte fonte della tensione che senti?
Un consulto psicologico può aiutarti a fare chiarezza rispetto a quello che senti e pensi in questo momento di preoccupazione.
Può essere, inoltre, l’occasione di provare a cogliere le fonti del tuo malessere, sostenendoti nella ricerca di un equilibrio, magari alternativo, più in sintonia con le esigenze che senti ora.
Che siano preoccupazioni strettamente connesse alla situazione attuale, o che siano da essa semplicemente innescate, il prenderne consapevolezza ti potrebbe aiutare.