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OPERATORI SANITARI E COVID 19: AFFRONTARE ANSIE E PAURE

Ansia-Fobie-Paure (09/07/2020)

Sono sfinito. Ho lavorato per mesi in un reparto COVID, la soglia prima della terapia intensiva. Ora che il lavoro sta leggermente diminuendo io mi sento malissimo e non so il perché.
La notte mi sveglio, vedo gli occhi di tutte le persone trasportate in terapia intensiva e che poi sono morte. E poi aumenta la paura di ammalarmi, l’isolamento dai miei familiari, che forse continuerà ancora…mi sento malissimo e non so come fare a tornare sereno…non riesco a parlare di queste cose.
G

terapeuta Marta Grossi

Dott. Marta Grossi

Risposta del 09/07/2020

Milano

LAVORO IN OSPEDALE: ANSIA STRESS E PAURE - LA PAROLA AL NOSTRO PSICOTERAPEUTA

Gentile G., credo che le tue parole riescano a trasmettere bene lo stato di estrema fatica in cui ti trovi. Dopo tanti giorni in cui hai dovuto dare la precedenza ai bisogni degli altri, ti ritrovi ora a contatto con te stesso, carico dello stress e delle pressioni psicologiche subite in tutto questo tempo.
In quanto operatore sanitario che si è interfacciato in prima persona con l’emergenza COVID – 19 ti trovi al centro di una situazione estremamente complessa:

  • da un lato il peso dei mesi appena trascorsi: il contatto con la paura propria e altrui, con la morte, con i ritmi serrati del reparto, con l’isolamento;
  • dall’altro il timore per il futuro: le incertezze lavorative, la minaccia alla propria salute, la lontananza dai propri affetti

Occupandoti così tanto degli altri, è possibile sia stato difficile trovare tempo e spazio, sia fisico che mentale, per occuparti di te e cercare quella possibile giusta distanza, che ti permetta di affrontare la complessità del tuo lavoro.

 

COME GESTISCO QUESTA SITUAZIONE?

Vorrei provare a darti qualche spunto su cui riflettere che potrebbero aiutarti ad affrontare questo momento di crisi, proteggendo il tuo benessere psicofisico e facilitando il ritrovamento di un possibile equilibrio.

  • Cera di essere comprensivo con te stesso: riconoscere lo stress cui sei stato sottoposto è il primo passo per stare meglio. Reazioni di sconforto, ansia, insonnia sono del tutto normali in una situazione come la tua. Quello che senti è importante per comprendere quale sia la direzione giusta per te in questo momento.
  • Potrebbe essere necessario del tempo per elaborare quello che hai vissuto: dopo due mesi in cui sei stato estremamente coinvolto, sia da un punto di vista fisico sia emotivo, ora sembra che pensieri ed emozioni emergano tutti insieme, creando una sorta di ingorgo mentale. Lascia che questo ingorgo torni a scorrere, concediti del tempo.
  • Prova ad organizzare la tua giornata e cerca di concentrarti sul qui ed ora: davanti a vissuti di ansia e incertezza per il futuro, può essere utile darsi un ritmo quotidiano che permetta di affrontare le cose giorno per giorno, a volte ora per ora. Coltivando l’intenzione di provare a staccare la mente se ci si riesce, in qualche modo. Una gita fuori porta, un amico, un film, un libro.
  • Prova a trovare il tuo il limite da non oltrepassare: in questo momento può essere difficile, soprattutto per chi è impegnato in prima linea con il Covid, sottrarsi all’impegno lavorativo. C’è un grande bisogno e grandi aspettative, pesanti da sostenere. Per quanto possibile, può essere funzionale dire dei “no”, o provare a sottrarsi da eccessive eventuali richieste. È un momento complesso ma per prenderti cura degli altri è necessario che tu stia bene.
  • Prova a rimanere in contatto con i tuoi cari: per te, così esposto a paure e stress, l’isolamento può essere ancora più difficile che per tutti gli altri. La lontananza fisica può però essere parzialmente compensata dalla vicinanza affettiva. Nutrire gli affetti in questo momento può contrastare il senso di solitudine che potrebbe, altrimenti, dominare. I momenti di conversazione possono essere utili per consolarti e

 

STRESS DA LAVORO IN OSPEDALE: QUANDO CONTATTARE UNO PSICOLOGO?

Potrebbe succedere che, nonostante tutti gli accorgimenti, tu possa continuare a sentirti inquieto, preoccupato, senza calma. Forse i sintomi di cui parli (insonnia, ansia, pensieri invasivi) non ti lasciano tregua.
Parlare con uno psicologo - psicoterapeuta potrebbe aiutarti a gestire questo momento di crisi.
Il contatto stretto con la morte, la situazione di emergenza, lo stress e le paure emerse, potrebbero aver originato una condizione di trauma da cui può essere difficile uscire da soli, senza l’aiuto di un professionista.
Uno psicologo – psicoterapeuta può aiutarti a focalizzare quello che stai provando in questo momento e che ti porta a stare male. Le emozioni che provi potrebbero così trovare espressione, permettendoti di liberarti, almeno parzialmente, del peso paralizzante che senti.
Inoltre, insieme a qualcuno che non è un tuo familiare, potrebbe essere più facile condividere il peso di quello che hai vissuto da vicino. Uno psicologo – psicoterapeuta può anche aiutarti a intervenire sui sintomi nel momento in cui essi dovessero diventare debilitanti (ansia, insonnia), anche attivando una collaborazione con altri specialisti del settore.

Un caro saluto.