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L’ANSIA MI PERSEGUITA A SCUOLA E AL LAVORO

Difficoltà relazionali (15/06/2020)

Salve, è da circa 8 mesi che soffro di ansia molto forte. Sono sempre stata una persona ansiosa, ma nonostante tutto sono sempre riuscita a conviverci. Ultimamente è diventato impossibile. Ogni giorno, anche senza motivo, inizia a venirmi la tachicardia e male al cuore, come se stesse per succedere qualcosa di brutto, e non riesco più a controllarlo. Io ho 18 anni e per questo motivo ho deciso di non continuare più scuola, perché era uno dei motivi principali della mia ansia, dato che nella mia classe non c’era molto aiuto né da parte dei miei compagni né da parte dei professori. Purtroppo, mia madre non ci ha mai creduto molto e giustamente mi ha detto che se non voglio finire scuola devo lavorare. Sono d’accordo, ma il problema si ripropone. Non riesco a stare a contatto con la gente e sono davvero molto sensibile, anche una parola di troppo da parte di un qualcuno mi ferisce e non riesco a far finta di nulla. Ho provato anche a prendere delle gocce naturali o delle tisane molto forti che dovrebbero calmarmi ma non cambia nulla... non riesco ad affrontare più niente e ho pensieri molto negativi. Quale potrebbe essere il motivo e una possibile soluzione? M.

terapeuta Nisia Cosenza

Dott. Nisia Cosenza

Risposta del 15/06/2020

Milano

ANSIA: ANSIA SOCIALE? - IL PARERE DEL NOSTRO PSICOTERAPEUTA

Cara M.,

mi sembra che effettivamente tu abbia un problema legato all’ansia, ma forse possiamo dire qualcosa di più riguardo questo tipo particolare di ansia. Mi sembra tu associ la fatica e l’ansia nell’andare a scuola alle situazioni che attualmente possono presentarsi sul lavoro.

  • La tua ansia sembrerebbe aumentare nelle situazioni “sociali”, legate al confronto ed allo scambio con gli altri.
  • L’ansia potrebbe accompagnarsi al timore di essere giudicata dagli altri, e alla conseguente sensibilità alle critiche.
  • Potresti fare fatica ad esporti (ad esempio dire la tua opinione, o anche semplicemente intervenire in un discorso).
  • Potresti essere a disagio in mezzo agli altri.

Si tratta solo di un’ipotesi, che andrebbe meglio approfondita anche alla luce della tua storia, ma penso che la tua situazione si potrebbero collocare nel quadro dei disturbi da ansia sociale.

 

COME AFFRONTARE L’ANSIA NELLE SITUAZIONI SOCIALI

Non esiste una soluzione risolutiva in assoluto per l’ansia. Ciascuno deve provare a dare un senso alla propria ansia e farci i conti, riconoscendone le caratteristiche particolari, per affrontarle nel modo più utile.
La buona notizia è che l’ansia si cura. Come? Un primo passo potrebbe essere quello di comprendere meglio quali sono le situazioni in cui vai in ansia ed il meccanismo emotivo che si innesca. A tale fine potrebbe essere anche utile provare a ricordare se c’è stata qualche situazione particolare in cui ti sei sentita in modo simile. Magari ti sei sentita giudicata? Trattata duramente dagli altri? Una situazione nella quale hai sentito di non poterti difendere? Un’occasione in cui lo sguardo altrui ti ha ferito in modo particolare? Spesso, se si comprendono le origini della propria ansia, i sintomi si possono attenuare, fino talvolta a scomparire.
Così, ci si può convivere, e si possono imparare delle strategie per non esserne sopraffatti. Qui di seguito ti darò qualche spunto, che spero ti possa servire nella situazione in cui l’ansia arriva:

  1. Prova a parlarne, se hai accanto una persona di cui ti fidi.
    Dicevamo che, a volte, chi ci vuole bene può avere difficoltà a capirci. E noi, magari per vergogna, tendiamo a non parlarne. Si crea così un circolo vizioso di incomprensione, che si alimenta e non ci è di nessun aiuto. Invece, è importante non essere soli e sapere di poter contare sull’aiuto di chi abbiamo attorno.
  2. Prenditi del tempo: in modo da attendere che la crisi d’ansia passi. Spesso se si è obbligati a restare dove ci si trova, e si ha l’impressione di non avere alcuna via di uscita. I sintomi peggiorano.
  3. Cerca di mettere in pratica alcuni accorgimenti nella situazione specifica di ansia.
    Cerca un luogo tranquillo. Se possibile, appartato. Se no, cerca di metterti seduta. Prova a lasciar andare le tensioni muscolari, distendendo le gambe, lasciando le braccia molli, stando attenta a non serrare la mandibola. Fai dei respiri, non troppo profondi, per non andare in iperventilazione. Attendi, ci vorrà qualche minuto e ti sembrerà un’eternità ma la sensazione fisica potrebbe passare.

Tieni conto che spesso, nei casi di ansia sociale, come potrebbe essere il tuo, il tema dell’autostima è centrale. Una soluzione potrebbe essere quella di intraprendere un percorso personale per supportare il senso del valore di sé. Questo potrebbe aiutarti a gestire i contatti con le altre persone e eventuali reazioni di sconforto ed ansia.

 

ANSIA? DA DOVE VIENE E PERCHE’?

Immagino tu possa sentirti ed esserti sentita un po’ sola e forse poco compresa nelle tue difficoltà. Dici che tua madre “non ci crede”, che a scuola né compagni né insegnati ti hanno supportata. Chi non soffre di ansia può essere molto in difficoltà nel comprendere di cosa si tratti. L’ansia può essere scambiata per pigrizia, mancanza di forza di volontà o semplicemente per un momento di confusione legato all’età o al “cosa fare da grande”. È possibile che alla ricerca di una soluzione per la propria ansia si tentino soluzioni concrete, come ad esempio, quella di cui ci parli, di lasciare la scuola e cominciare a lavorare. Potrebbe essere difficile immaginare che anche lavorare può scatenare meccanismi simili all’andare a scuola.
Oltre a questo, forse a volte ti preoccupi per il tuo stato di salute. C’è tutta un’attivazione fisica (tachicardia, possibile aumento della sudorazione, sensazione di debolezza o svenimento), legata all’ansia, che crea un forte senso interno di allarme. Frequentemente le persone con attacchi di panico si recano al pronto soccorso pensando di avere un infarto. Mi chiedo se parlando di “male al cuore” tu non ti stia riferendo ad una situazione simile.

Inoltre, veniamo da un periodo molto particolare: quello del lockdown. Ti è capitato di fare caso a come (e se) la tua ansia si è modificata in questa circostanza? L’emergenza COVID ha creato in molti una situazione di forte incertezza, preoccupazione, paura. Per qualcun altro, invece, la reclusione forzata in casa è stata motivo di sollievo. 

 

QUANDO CHIEDERE UN AIUTO PSICOLOGICO

Hai mai pensato di chiedere una consultazione psicologica? Si tratta di 4-5 incontri nei quali poter approfondire alcuni aspetti che molto spesso incidono sulle reazioni ansiose:

  1. Legati all’ansia.
    Cosa la genera? Il possibile timore di fallire, di non essere all’altezza delle aspettative proprie o altrui. Che tipo di ansia è? Costante, con momenti di picco particolari o legata a situazioni specifiche.
  2. L’autostima.
    A volte l’ansia è legata al non sentirsi abbastanza bravi, capaci, in grado di fare qualcosa.
  3. Gli aspetti relazionali.
    Che esperienza si è avuta dello stare insieme agli altri. Faccio riferimento ai legami familiari, ma anche alle amicizie, o alla relazione con altre figure di riferimento scolastiche o extrascolastiche, ad esempio professori o allenatori di sport ecc.

Già pochi colloqui sono in grado di mettere a fuoco gli aspetti principali connessi all’ansia e di inquadrarli nella tua storia. È un modo per poterti dare un’indicazione più precisa su come poterci lavorare.

 

Gentile M.,
penso che tu abbia proprio ragione nel voler approfondire e capirci qualcosa di più. Non sottovalutare l’ansia, è un primo passo nell’acquisire consapevolezza su ciò che ti accade. Ed ogni processo di miglioramento inizia così.