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PROBLEMI DI AUTOSTIMA E DIFFICOLTA’ RELAZIONALI. COME AFFRONTARLI

Difficoltà relazionali (15/10/2019)

Salve,
Vorrei un consiglio da voi. Sono molto lunatico, vivo spesso alti e bassi, a volte mi faccio sopraffare dallo stress e dall’ansia, altre volte mi sento molto pigro. Ho difficoltà a capire gli altri e a sentirmi accettato. Mi faccio molto condizionare dal mondo circostante e da quello che le persone potrebbero pensare di me. Sono insicuro, mi sento spesso fuori posto. Forse sono troppo empatico ed emotivo?
Attendo una vostra risposta,
Cordialmente,
E.

terapeuta Claudia Macaluso

Dott. Claudia Macaluso

Risposta del 15/10/2019

Milano

DIFFICOLTA’ RELAZIONALI E AUTOSTIMA – ECCO IL PARERE DELLO PSICOLOGO

Gentile E.,
mi sembra che il suo possa essere un problema di autostima spesso connesso alle difficoltà relazionali.
Avere un’autostima sufficiente buona è molto importante perché può determinare il modo in cui facciamo le nostre scelte. Ad esempio, con una bassa autostima si tende a sottovalutarsi, e a scegliere opzioni al di sotto delle proprie potenzialità. Anche in campo affettivo l’autostima incide. Sentirsi inadeguati ad esempio porta a pensare che sia normale e scontato non ricevere attenzioni.
Quindi ha senso non sottovalutare il problema, e non dare per scontato che sia normale che le cose vadano così, convinti che dipenda da una propria mancanza di base.

 

COME AFFRONTARE UN PROBLEMA DI AUTOSTIMA

Credo sia utile comprendere “gli effetti generati” dalla propria scarsa autostima. Magari Le sarà utile per comprendere alcune delle situazioni che vive tutti i giorni quando si trova in mezzo alle persone.

  • Sentimenti di disistima e scarsa fiducia nei confronti di se stessi e degli altri.
  • Iper criticismo diffuso, nei confronti di tutto e di tutti. Ottenendo l’idea che il mondo esterno a sua volta sia critico nei propri confronti.
  • Mancanza di via di uscita, che porta spesso conseguenze a livello dell’umore e dell’ansia percepita.
  • Tutto ciò spesso si riflette sul mondo esterno, e si vedono gli altri come incomprensibili e spesso rifiutanti nei propri confronti.
  • La conseguenza può essere l’isolamento e la sensazione di non essere visti.

 

COS’è L’AUTOSTIMA E COME NASCE.

Ecco cos’è l’autostima e come si genera dentro di noi.

  • Ha origini “antiche”. Fin dai primi inter-sacambi del bambino con le sue figure di accudimento. Maggiori sono le esperienze precoci positive in tal senso e migliori possibilità abbiamo di avere una buona stima di noi stessi. Queste esperienze in termini psicologici si chiamano esperienze di rispecchiamento positivo, quelle da cui dipende la convinzione di essere importante e degno di amore.
  • Anche le esperienze di vita della prima infanzia sono rilevanti. Ad esempio, quelle che si fanno entrando nel mondo della scuola. Fin dalla scuola materna. Insomma, nel momento del primo vero incontro con una comunità allargata. Dove cominciano i primi incontri/scontri con il mondo esterno. Qui si fanno le prime esperienze frustranti, che se tollerabili e ben elaborate possono incidere sul modo di reagire ai fallimenti. Ad esempio è utile nasca la credenza che i fallimenti siano da imputare in parte a noi stessi ed in parte a motivazioni esterne. Ciò aiuta a preservare il valore di sé, ma non secondo il mito della perfezione.
  • I segnali del mondo esterno sono importanti e lo rimarranno nell’arco di tutta la propria vita. Fino a quando non si formerà un senso di Sé (identità) sufficientemente stabile.
  • L’autostima non viene nutrita solo dagli apprezzamenti che otteniamo dall’esterno ma anche da come interpretiamo tali rimandi.
  • Quando si ha un’autostima “che funziona” si ha una sensazione di maggior controllo della propria vita e questo andrà a influire sulle scelte lavorative, affettive, amicali e famigliari.
  • Con una sana autostima si è molto più inclini e aperti a creare relazioni costruttive e appaganti. Le persone con una buona autostima nutrono un sano rispetto e benevolenza nei confronti di se stessi e sono più inclini a trattare gli altri con rispetto e benevolenza. Inoltre c’è meno bisogno di attivare difese (ad esempio: critiche costanti), poiché non considerano l’altro come una minaccia alla propria integrità.

 

AUTOSTIMA: ESSENZIALE PER LA SOPRAVVIVENZA PSICOLOGICA

Ecco alcuni segnali di allarme rispetto alla necessità di coltivare maggiormente un senso buono di sé.
Molte persone provano sentimenti di inadeguatezza, insicurezza, hanno dubbi su se stesse, hanno sensi di colpa o paura di partecipare attivamente alle esperienze, sentendosi di non essere adeguati, di non essere abbastanza e muovendosi di conseguenza in maniera evitante e autodifensiva (ad esempio non pensare di poter avanzare di carriera o non avere il coraggio di cambiare lavoro).
La mancanza totale dell’apprezzamento nei confronti della propria persona è uno dei segnali di allarme ed è una condizione presente in molte situazioni di sofferenza, come ad esempio la depressione, l’ansia, i problemi relazionali.

 

L’AUTOSTIMA INFLENZA LE RELAZIONI CON GLI ALTRI

I legami sociali sono molto importanti per gli esseri umani ma spesso generano delle paure. Ad esempio: la paura di essere delusi, rifiutati, abbandonati o traditi. Oppure ancora la paura di perdere la propria individualità perché troppo influenzati dagli altri.
Un’attitudine di partenza negativa (diffidenza, critica, atteggiamento distanziante) nell’incontro con l’altro, influisce sul desiderio che suscitiamo nell’altro di avvicinarsi a noi. Questo è importante dato che buoni rapporti di amicizia ci fanno sentire persone apprezzate e stimate.
A volte alcune persone presentano una forte ambivalenza tra il volere e il non-volere instaurare delle relazioni. Così tendono ad isolarsi, ma nello stesso tempo diventano vittime della solitudine e poi dello sconforto, soffrendo la mancanza di relazioni sociali e di confronto con gli altri.
Se Le sembra di rientrare in una di queste situazioni è importante non sottovalutare quanto sta accadendo e pensare a come interrompere questo circolo vizioso.

 

COS’è L’AUTOSTIMA: DEFINIZIONE

La parola autostima deriva dal termine ‘stima’, ossia la valutazione e l’apprezzamento di sé stessi e degli altri. Essa è un senso soggettivo e duraturo di autoapprovazione del proprio valore e influenza la nostra identità e il nostro equilibrio emotivo.
Non è semplice definire il concetto di autostima perchè dipende da moli fattori: cognitivi, affettivi e valutativi.

  • Fattori cognitivi: comporta un complesso processo di interiorizzazione delle esperienze fatte negli anni. Come una sorta di bilancio delle esperienze positive e negative vissute.
  • Fattori affettivi: si tratta ad esempio dell’interiorizzazione (cioè come vengono archiviate dentro di noi) le esperienze affettive infantili, e poi quelle fatte nel corso della vita;
  • Fattori valutativi, cioè i criteri di auto-valutazione. Ad esempio livelli ideali di rendimento (non voglio sbagliare mai) porteranno fallimenti certi.

E’ bene mettere a punto nel corso della vita un sistema di auto-valutazione ben equilibrato:

  • Che non punti ad un ideale di perfezione;
  • capace di accettare eventuali fallimenti e frustrazioni.
  • Che sappia mantenere una visione costante di sé, nonostante i fallimenti

 

IN CONCLUSIONE….

L’immagine che ciascuno ha di sé stesso può non rimane fissa ed immutabile. Ma invece è influenzata costantemente da nuove variabili, che con il passare del tempo possono diventare via via sempre più determinanti.
Tale mutamento, che riguarda anche l’autostima, deve però essere voluto dalla persona, che è necessario si metta in una posizione ricettiva rispetto sia alle novità positive, sia alle novità negative, cercando di fare una sintesi ragionevole tra esse, conservando la percezione del proprio valore.

Caro E.,
può non essere semplice riflettere su questi spunti da solo. Eventualmente si può far aiutare da uno psicologo-psicoterapeuta a fare un quadro più dettagliato della sua situazione personale e del suo modo di percepire e reagire alle relazioni.
Un saluto.