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COVID-19: CONSEGUENZE PER ADOLESCENTI E GENITORI CHIUSI IN CASA

Difficoltà infanzia-adolescenza (30/04/2020)

Sono R.,
mamma di un adolescente di 17anni che, come tutti, è chiuso in casa da circa due mesi. Cambia umore spesso, troppo spesso. È molto annoiato, è taciturno, chiuso nei suoi pensieri, a volte è nervoso e intrattabile, raro che parli con me.
Passa tutto il giorno in chat. A me sembra troppo ma non accetta limiti. Per questo litighiamo e in casa il clima è spesso teso. In casa non ci sono mai state grandi tensioni, è una situazione nuova per me e non so bene cosa fare. Mi devo preoccupare? Forse ha bisogno di uno psicologo?
Vorrei un vostro consiglio su come potrei comportarmi con lui. Io sono già affaticata e preoccupata dalla situazione del Coronavirus ed il comportamento di mio figlio, mi risulta a volte insopportabile.  R.

terapeuta Marta Grossi

Dott. Marta Grossi

Risposta del 30/04/2020

Milano

ADOLESCENTI E LOCKDOWN: LO SGUARDO DEL NOSTRO PSICOTERAPEUTA 

Buongiorno R., 
La situazione che tutti stiamo vivendo è molto complessa. Costretti in casa per tutta la giornata, dobbiamo rivedere la nostra quotidianità e i nostri modi di relazionarci con i familiari. 
Come giustamente osservi, è difficile. 
Tuo figlio potrebbe chiudersi nel suo mondo, per tenere tutti lontani? Questa situazione potrebbe effettivamente innervosire, soprattutto quando non si ha possibilità di sfogo fuori da casa, le tensioni si accumulano, ci si può sentire frustrati e litigare più spesso rispetto a prima. Come gestire la situazione? 

 

COVID-19, ADOLESCENTI E FIGLI IN LOCK-DOWN: AFFRONTARE LA SITUAZIONE 

Mi pare di capire che tu sia legittimamente in un momento di preocupazione e fatica, sicuramente diversa da quella che può provare tuo figlio. Ogni fase di vita porta con sé differenti questioni da affrontare. Immagino tu possa essere preoccupata per il lavoro, per la vostra salute o per i parenti (soprattutto se anziani). Tuo figlio invece potrebbe avere altre preoccupazioni probabilmente più in linea con l'adolscenza e le sue problematiche. Per questo potrebbe essere teso e inquieto anche lui. Inoltre, è possibile che senta la preoccupazione in famiglia, o la tensione che accompagna tutti noi in questo difficile momento di emergenza sanitaria.
Ecco alcuni spunti per affrontare la relazione con un adolescente in un momento così complesso.

  • Parlate di quello che accade fuori: prova a trovare un terreno comune con tuo figlio per condividere momenti di ‘informazione’, ad esempio guardare insieme il telegiornale, come spunto per parlare di quello che sta succedendo. Potreste dedicare a questa attività solo un momento della giornata, per evitare che ci si ‘abbuffi’ di informazione.
    Parlare di quello che sta succedendo aiuta a sentirsi vicini e simili nell’affrontare questo momento. 
  • Parlare delle difficoltà che incontrate, in modo libero e senza minimizzare le tue e le sue fatiche. In questa situazione potreste essere alleati: per lui potrebbe essere importante trovare il modo di dare voce alle preoccupazioni che circolano in casa. 
  • Il bisogno di autonomia: essere tutti a casa potrebbe dare a tuo figlio l’impressione di essere tornato indietro nel tempo. Si sente privato dei suoi spazi di autonomia, ora è sempre sotto ai vostri occhi e potrebbe essere difficile per lui. Per gli adolescenti il bisogno dei propri spazi da cui tenere fuori la famiglia è vitale (es. stanza, chat, ecc.). 
  • Utilità sociale ed evolutiva delle chat: in questo momento internet e il telefono sono le uniche cose che lo tengono connesso con il mondo dei suoi coetanei. Senza la scuola, le attività sportive, le uscite, tuo figlio può sentirsi proprio perso. Molti adolescenti in questo momento possono soffrire della paura di perdere gli amici (138), di rimanere isolati, soli, dimenticati. Forse potrebbe capitare questo a tuo figlio? In questo caso sarebbe utile sostenerlo nel suo bisogno di mantenere i legami ed aiutarlo a gestirli in modo più equilibrato, attraverso gli strumenti che ha a disposizione.

 

CONVIVENZA NEL LOCKDOWN: ADOLESCENTI E GENITORI: UN AIUTO PSICOLOGICO? 

Rispondere alla tua domanda sulla necessità o meno di un consulto psicologico, non è semplice. La criticità di una situazione è un fatto molto soggettivo e specifico, e sarebbero da approfondire ulteriori elementi. Ma il mio suggerimento è quello di non aspettare che la situazione diventi troppo critica. Un consulto psicologico precoce può aiutare ad affrontare la situazione in modo meno traumatico per tutti.
Molti psicologi e psicoterapeuti si sono organizzati in questo momento per offrire supporto a distanza, effettuando colloqui da remoto tramite strumenti di telecomunicazione, che supportano videochiamate ed altro. 
Come primo passo potresti chiedere tu qualche colloquio di supporto genitoriale per orientarti nella difficile situazione che descrivi. Di cosa si tratta?

  • Durante il lockdown, lo psicologo può offrire uno spazio di ascolto, che permette di uscire, seppur solo simbolicamente, dalle mura di casa.  
    Parlare con un’altra persona, formata per ascoltare e supportare chi si trova in difficoltà, fa sentire meno in gabbia, specialmente in questo periodo. 
  • Insieme potrete riflettere sui comportamenti di tuo figlio che ti fanno arrabbiare, cercando di trovare delle soluzioni che possano aiutarvi a sopravvivere a questo periodo di convivenza forzata. 
  • Parlandone, potrete inoltre riflettere insieme sui motivi di certi comportamenti, provando a capire meglio che cosa succede nella testa di tuo figlio e permettendoti di avvicinarti a ciò che lui vive in questo momento, e magari migliorando il vostro rapporto. 

 

ADOLESCENTI IN LOCKDOWN DA CORONAVIRUS: MA COSA GLI PASSA PER LA TESTA? 

Cara R., per riassumere, vorrei condividere con te qualche riflessione su che cosa potrebbe accadere nel mondo emotivo di tuo figlio in questo momento. 
Possiamo infatti provare a ipotizzare le difficoltà e le preoccupazioni cui sta andando incontro, cosa che ci permette di capire meglio il suo comportamento chiuso, rabbioso e ostile. 

  • Non ha più la sua indipendenza: niente scuola, niente attività extrascolastiche. Era abituato ad avere i suoi spazi di indipendenza e ora è sempre a casa con voi. Per un adolescente questo è molto difficile, perché proprio nel momento in cui sta cercando di rendersi più autonomo, si ritrova costretto alla vita di quando era un bambino.  Potrebbe quindi rivendicare in modo assoluto la sua indipendenza, mantenendo il più possibile le distanze da voi.
  • Senso di solitudine e noia: per un adolescente la vicinanza fisica degli amici è spesso fondamentale, vitale. In questo momento è probabile si senta solo e sperduto, immerso nella noia con cui non sa ancora fare i conti. È frustrato? Potrebbe reagire chiudendosi ancora di più, arrabbiandosi con chiunque ha intorno o cercando disperatamente di mantenere vivi i suoi contatti. 
  • Paura per il futuro. Tutti ci domandiamo: cosa succederà poi? Come cambierà il mondo? Per un adolescente questa è una domanda particolarmente spaventosa: sta già cambiando lui, adesso cambia anche il mondo intero. Si ritrova immerso in una sensazione di incertezza, di preoccupazione, questo potrebbe renderlo particolarmente
  • Paura della morte: se ne sente parlare tutti i giorni, continuamente. Per un adolescente è molto difficile stare così a contatto con la perdita e la caducità. Capisce, ormai, la realtà della morte e forse teme per i propri cari e/o punti di riferimento (nonni, genitori, insegnanti). Potrebbe sentire il bisogno di difendersi da questi pensieri, chiudendosi. Oppure potrebbe mostrarsi triste e arrabbiato senza riuscire a trovare il modo di esprimerlo. 

Cara R., come puoi immaginare, credo che anche tuo figlio sia in un momento di fatica e confusione. Non è facile convivere in questa situazione che può generare preoccupazioni e ansia, mi auguro che questi spunti possano esserti utili per ritrovare almeno un po’ di serenità in questa difficile quotidianità. 

Un caro saluto.