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CORONAVIRUS E FAMIGLIA CHIUSA IN CASA: COME SE LA CAVANO GENITORI E DUE BIMBI PICCOLI

Difficoltà infanzia-adolescenza (20/05/2020)

Buongiorno, 
ormai è da molto che siamo chiusi in casa. Viviamo in appartamento con due bambini di 3 e 6 anni, io e mia moglie siamo a casa entrambi e cerchiamo di lavorare in smart-working. È davvero difficile, perché i bambini non comprendono la situazione e noi non sappiamo come spiegargliela meglio di così. Siamo tutti esausti e molto nervosi. Avreste qualche consiglio? 
A., un papà.

terapeuta Nisia Cosenza

Dott. Nisia Cosenza

Risposta del 20/05/2020

Milano

ESSERE GENITORI AI TEMPI DEL COVID, IL PARERE DEL NOSTRO PSICOTERAPEUTA 

Caro A., 
improvvisamente abbiamo visto trasformarsi la nostra quotidianità. Ci siamo ritrovati all’interno di confini sempre più stretti. Inizialmente pensavamo si trattasse di un periodo breve, poi l’abbiamo visto prolungarsi. Oggi siamo abbastanza consapevoli del fatto che l’emergenza non rientrerà così semplicemente. La fine è a data da destinarsi e questo crea una condizione di forte incertezza 
Abbiamo domande alle quali non sappiamo dare risposta. Ci sentiamo spaventati da questo virus, sconosciuto anche per gli scienziati. Frustrati per quello che non possiamo più fare. Forse impotenti, in qualche misura.  
Ci viene richiesto di adattarci in poco tempo ad una condizione diversa: lo smart working magari era una modalità lavorativa a noi già nota, ma certamente non in questa forma. E sicuramente non da portare avanti con due bambini a casa! 
E i bambini? Si trovano catapultati in una quotidianità mutata, privati delle loro routine. Capiscono poco i motivi di ciò che accade. Prevale la confusione 
Non hanno più contatti con le loro maestre, i loro compagni. Se sono fortunati hanno potuto parlarci al telefono o su qualche piattaforma in videochiamata. Se no li hanno solo visti scomparire da un giorno all’altro. Insomma, non sono stati preparati a questa privazione. Non c’è stata alcuna gradualità nel togliere loro le principali libertà.  
Sono sempre a casa con mamma e papà e questo di solito gli piace. Ma sperimentano anche vissuti di solitudine, ansia, paura, frustrazione, rabbia… Sentimenti cui neanche loro sanno bene dare un nome, che finiscono per confluire in un nervosismo generalizzato.  
Ci possono sembrare più agitati, iperattivi, incapaci di fermarsi 
Oppure possono essere preda di crisi di pianto o di rabbia 
Appaiono più capricciosi, suscettibili, irascibili 
Come possiamo aiutarli? Provo a darti qualche spunto rispetto ad una condizione molto comune in questo momento tra i genitori di bambini in età prescolare come i vostri. 

 

CORONAVIRUS E GESTIONE DELLA QUOTIDIANITA’: COME AFFRONTARE LA SITUAZIONE 

  1. Raccontare e riraccontare ai bambini cosa sta accadendo.  
    Tutti questi cambiamenti devono trovare una spiegazione semplice ed il più veritiera possibile Le informazioni da dare possono riguardare il coronavirus, l’obbligo di stare in casa e le altre limitazioni alla loro vita quotidiana. Non è facile trovare le parole adatte, ed anche quando le hai trovate, per loro non è così facile capire una situazione che è per certi versi inimmaginabile anche per noi. È possibile che i bambini abbiano bisogno del tempo per entrare in questo nuovo ordine di idee. E forse avranno che gli adulti possano loro raccontare più volte, in più “puntate” quello che sta succedendo. Ci sono diverse pubblicazioni che aiutano i genitori in questo. Eccone un paio, fatte recentemente, che puoi trovare on-line ai seguenti link: 
  2. Potreste costruite insieme una sorta di agenda della giornata 
    Può essere utile fare uno schema della settimana, sulla base delle nuove routine. Provate ad utilizzare colori o disegni che simbolizzino le diverse attività della giornata. Può essere un modo per renderlo comprensibile anche ai più piccoli. Guardare coi bambini questa organizzazione del tempo li aiuta a scandirlo, a prevedere cosa accadrà. A non essere sospesi in un lungo tempo vuoto, che da soli faticano a gestire.  
  3. Potresti proporre attività dedicate ai bambini. 
    Sfruttando la vostra nuova agenda, potreste fissare dei momenti di gioco, di svago. Sapere che arriverà quel “momento speciale”, li potrebbe aiutare a tollerare meglio l’attesa, ed evitare che ti chiedano infinite volte “quando? Adesso? Tra quanto?” Non farti venire l’ansia da prestazione. Infatti, possono essere anche attività molto semplici. Il web in questo momento è inondato da sputi utili di ogni genere. Potrebbero essere attività anche da fare in parte da soli, in parte coi genitori. Questo può dipendere dalle caratteristiche individuali dei tuoi bambini, ed anche da com’è il loro rapporto (ad esempio, se gli viene facile collaborare, oppure passano volentieri del tempo assieme). Inoltre, li potreste coinvolgere in attività che voi comunque dovreste fare durante la giornata (cucinare, stendere, pulire, apparecchiare). Ci vuole poco per rendere questi momenti speciali per i bambini. Valorizzare le attività che stanno facendo: fare un segna posto per ogni commensale, un centro tavola, insaponare un capo fintamente sporchissimo, ecc.). L’importante è farli sentire partecipi di quello che state facendo. 
  4. L’utilizzo del digitale in questo momento è una faccenda complessa. 
    La tentazione potrebbe essere quella di impiegare molto a lungo i bambini di fronte ad uno schermo. TV, tablet e cellulari, che aiutano i genitori ad avere un momento di pace in questo momento di convivenza forzata. Prendersi del tempo per lavorare, ad esempio. Attenzione però a non esagerare, perché il rischio è di passivizzare i bambini e renderli molto abituati a quel genere di tecnologia, tanto da incidere sulla creatività e sulla possibilità di inventare dei giochi più in autonomia. Credo, però, che in questo momento il canale digitale, sia molto importante per mantenere la possibilità di avere degli scambi relazionali con amici, compagni, insegnanti, familiari. Insomma, oggi è la nostra finestra sul mondo, e quella funzione va preservata anche per loro. 

 

COME PUO’ AIUTARE UNO PSICOLOGO  

In questo momento, la consulenza psicologica è possibile in modalità attuabili da remoto, tramite colloqui Whatsapp, Skype e altre piattaforme di telecomunicazione che soddisfino standard di sicurezza adeguati.  
Per genitori in difficoltà nella gestione dei figli e non solo potrebbe essere utile una consulenza genitoriale. 
Infatti, buona parte del lavoro psicologico coi più piccoli viene fatto attraverso i genitori, ed i comportamenti, comunicazioni, ruoli educativi ed affettivi che possono mettere in atto. 
Si può ragionare assieme su: 

  • cosa comunicano affettivamente i bambini attraverso il loro comportamento? 
  • Modalità educative: contesti e possibili-utili modifiche. Ad esempio, vale la pena renderle più flessibili in questo momento particolare? Senza tuttavia rinunciare a porre limiti ragionevoli, indispensabili soprattutto in questo momento. Più che mai servono buone abitudini di convivenza. 
  • Vissuti dei genitori: cosa provano mamma e papà? Che spazio di condivisione di coppia riescono a ritagliarsi? Ci sono paure o preoccupazioni specifiche rispetto al coronavirus 

Gentile A., 
spero di averti e avervi dato qualche idea di come i bambini potrebbero vivere questa situazione e su come potereste muovervi come genitori. Saluti.