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BAMBINI, COVID-19, FASE 2 E 3: LE PREOCCUPAZIONI CONTINUANO

Difficoltà infanzia-adolescenza (01/07/2020)

Buongiorno, sono la mamma di due bambini, di 5 e 8 anni. Quando hanno chiuso le scuole e ho potuto continuare il mio lavoro part-time da remoto mi sono sentita super fortunata. Potevamo passare del tempo tutti insieme, senza gli orari imposti da scuola, lavoro e le tante attività pomeridiane. Abbiamo trascorso le settimane di lockdown abbastanza serenamente, abitudini si sono modificate ma non troppo. Ora, da più di un mese mio marito ha ripreso ad andare al lavoro. Io fino a fine luglio continuo il lavoro a distanza. La grande ha finito la scuola ma non riesce a godersi le vacanze. Non vuole andare a nessun centro estivo, rifiuta anche di vedere amici o andare al parco. Il piccolo ha ricominciato a fare la pipi nel letto, non proprio tutte le notti ma nell’ultimo mese è successo almeno una decina di volte. Io che pensavo che la paura per il Coranavirus fosse passata con la riapertura. Comincio a pensare che ora più di prima i miei bambini siano preoccupati, ho ragione? L.

terapeuta Claudia Maspero

Dott. Claudia Maspero

Risposta del 01/07/2020

Milano - Cantù

FASE2 E FASE3: PERCHE’ I BAMBINI SONO PIU’ PREOCCUPATI DI PRIMA?

Cara L.,
l’esperienza vissuta in questi mesi è stata nuova per tutti. E come tutte le esperienze nuove e sconosciute, ognuno di noi, piccoli e grandi, ha provato ad affrontarla.
Il periodo di isolamento probabilmente non è sempre stato facile, anche se tu, L., lo descrivi come piuttosto sereno. Forse i bambini in casa si sono sentiti al sicuro.
Per alcuni bambini la fase due e tre potrebbero essere peggiori del lockdown. Ora ci si deve destreggiare con la gestione della socialità, senza il contatto a cui erano abituati. I bambini possono manifestare lo stress in molti modi come ad esempio: difficoltà a dormire o enuresi notturna, con regressioni al periodo precedente dello sviluppo o con paure nuove. Riporto a questo riguardo l’indagine condotta dall’IRCCS Gaslini di Genova, che conferma che una grande percentuale di bambini e ragazzi ha vissuto durante il lockdown una regressione in uno o più aspetti della propria vita (disturbi del sonno o ansia, irritabilità, mancanza d’aria ma anche regressione in fatto di enuresi notturna).

 

BAMBINI IN ANSIA: COME AIUTARLI DURANTE LA FASE-2 E LA FASE-3

La dimensione casalinga è stata di conforto per settimane, ma ora bisogna confrontarsi con il mondo fuori e come forse accade alla tua bimba (che sembra non aver piacere di socialità), dobbiamo confrontarci con la paura di uscire.
Spiegare ai bambini il Coronavirus non è stato facile all'inizio della pandemia e forse non lo è nemmeno ora. Bisogna utilizzare parole chiare e semplici, ascoltare le domande del bambino, se ci sono, e rispondere con sincerità, accettando e rispettando le sue emozioni. È importante anche provare ad aiutare il bambino a recuperare le sue sicurezze.
Ad esempio, è di aiuto spiegargli cosa sta succedendo e cosa potrebbe succedere utilizzando parole, tempi e anche strumenti adatti a loro in base all’età e alla diversa capacità di comprendere, lasciando spazio alle loro domande curiose, alle loro incertezze, alle insofferenze del momento.
Può essere utile condividere semplici regole e farle divenire buone prassi. I bambini seguono l’esempio dei genitori.
Accompagnarli a rientrare in contatto con il mondo esterno è fondamentale. Non banalizzare, non far credere loro che è tutto come prima, ma sostenerli nel poter affrontare questa nuova modalità di vicinanza/distanza.

 

IN CONCLUSIONE

Cara L., che dire, hai proprio ragione! I tuoi bambini paiono più preoccupati ora di prima ma è assolutamente normale. Continua ad ascoltarli e cerca di comprendere cosa li mette più in difficoltà, senza dimenticare che loro si affidano a voi genitori e alle indicazioni che date.
Buon graduale ricontatto con il mondo esterno.