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BRUTTI VOTI A SCUOLA: NON VALGO NULLA

Difficoltà infanzia-adolescenza (04/02/2021)

Buonasera,
vi contatto per mia figlia che ha ….. anni e da quando ha iniziato la prima superiore soffre di un'ansia importante che a volte sfocia in attacchi di panico. È sempre stata una brava studentessa, ma ultimamente è arrivata persino ad identificarsi con il voto che prende. Oggi perché ha preso un 7 ha iniziato a piangere e a ritenersi una persona che non vale nulla. Cosa posso fare per fargli capire che la scuola non è così importante? Grazie

terapeuta Claudia Macaluso

Dott. Claudia Macaluso

Risposta del 04/02/2021

Milano

IO SONO IL VOTO CHE PRENDO A SCUOLA

Gentile M.,
Da quanto riferisci tua figlia sembra essere in difficoltà, come se si fosse persa nel percorso della sua evoluzione personale. Il fatto che si identifichi così tanto nei voti mi fa pensare ad aspetti di vuoto e insicurezza che per un certo verso sono tipici della sua età, ma posso anche ipotizzare siano un segnale che lei stia faticando a trovare altre competenze e risorse al di fuori del suo rendimento scolastico. Come se il rendimento scolastico fosse la sua ancora di salvezza, che le consente di sentirsi una ragazzina degna di riconoscimento e valore. In questo caso, è possibile che di fronte al pericolo di un calo del rendimento scolastico subentri uno stato di disorientamento e di paura, perché il “valore di sé” viene messo in pericolo dal fallimento. Così, potrebbero emergere preoccupazioni e pensieri, come ad esempio: sono un’incapace, non valgo nulla, non mi riconosco più, non mi merito nulla.

 

ADOLESCENZA E ISOLAMENTO: QUALI EFFETTI?

Il mio pensiero va anche al momento storico che stiamo vivendo, cioè al periodo di emergenza sanitaria determinato dalla Pandemia Covid-19. La Didattica a Distanza (DaD), la mancanza di contatto e di confronto con i coetanei, così importante per i giovani adolescenti, sta avendo un forte impatto su di loro. Credi che questo abbia avuto un impatto anche su tua figlia? Forse potrebbe essere stato il detonatore della sua crisi?
Contestualizzando la tua richiesta nella fase evolutiva e storica di tua figlia, immagino abbia dovuto terminare un ciclo importante di scuola, nel periodo di forti restrizioni sociali della scorsa primavera. Inseguito, ha iniziato a frequentare un altro importantissimo ciclo di formazione scolastica sempre in condizioni di distanziamento sociale.
Tutto ciò accade in una fase di vita molto delicata per tua figlia, cioè più o meno l’inizio dell’adolescenza. È una fase fondamentale per la costruzione della propria identità. Il giovane adolescente per potersi sganciare dalle sue certezze infantili va alla ricerca di modelli in cui identificarsi e di solito trova questi riferimenti nel gruppo dei pari. In questo periodo il gruppo e le relazioni con i coetanei divengono fondamentali riferimenti per potersi differenziare dalla famiglia di origine, nascere come individui e trovare la propria unicità. È possibile che gli aspetti di ansia di cui ci hai parlato possano essere anche collegati a questa inusuale situazione di isolamento? È possibile che tua figlia trovi delle difficoltà nell’affrontare queste fasi della crescita (compiti evolutivi)? Forse l’isolamento sociale imposto dalle restrizioni le ha fatto perdere i contatti con il mondo esterno? Forse si è chiusa in se stessa?

 

CRISI EVOLUTIVA: COME RICONOSCERLA?

Per poterti fornire una risposta più precisa avrei sicuramente bisogno di alcuni dati per approfondire meglio la situazione. Parli infatti di ansia importante e attacchi di panico, mi sarebbe sicuramente utile capire meglio da quanto tempo ne soffre, in quali contesti e in quali circostanze avvengono e la pervasività di queste manifestazioni ansiose. Quanto tempo durano le crisi e come sta poi negli altri momenti della giornata. E se ci sono altri aspetti che ti preoccupano.
La crisi identitaria può essere tipica della sua età, ma è anche possibile che tua figlia sia davvero in difficoltà nella ricerca di risorse interne ed esterne alternative allo studio. Complice forse anche il fatto che è isolata e priva di esperienze situazionali e relazionali in cui potersi sperimentare e in cui mettere alla prova le proprie risorse per ricavarne nuovi spunti identitari.
La domanda cruciale mi pare quindi essere: si tratta di una fisiologica crisi identitaria adolescenziale o sono presenti vissuti di insicurezza, inadeguatezza, mancanza di autostima che necessitano di supporto per essere affrontati?

 

BLOCCO IN ADOLESCENZA: COME AFFRONTARE LA CRISI

Mi pare che la situazione di tua figlia andrebbe approfondita. Credo di poter intravedere che abbia bisogno di aiuto per recuperare un po’ di fiducia in se stessa e un po’ di speranza nel presente e nel futuro. Nei momenti di crisi, può essere molto difficile sbloccare in autonomia la situazione e riscattare un’immagine di sé fragile e di poco valore. Credo che alcuni colloqui iniziali con uno psicoterapeuta esperto in psicologia dell’adolescenza, potrebbero inizialmente essere utili a voi genitori per capire meglio dove si trovi vostra figlia e per delineare un quadro più preciso della sua situazione, così da valutare in seguito se attivare o meno un supporto psicologico per la ragazza.

Un saluto.