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AUTOLESIONISMO IN ADOLESCENZA E GENITORI PREOCCUPATI

Difficoltà infanzia-adolescenza (26/02/2021)

Sono la mamma di M., una ragazza adolescente. Da qualche tempo ho scoperto che si taglia, e si procura bruciature sulle braccia e sulle gambe. Non so come aiutarla, non capisco il suo comportamento e non riesco a comprendere come possa farsi così del male…
Lei non vuole ascoltarmi, non vuole parlarmiCome la aiuto?
C

terapeuta Marta Grossi

Dott. Marta Grossi

Risposta del 26/02/2021

Milano

AGITI AUTOLESIVI: TAGLI E BRUCIATURE

Buongiorno C.,
comprendo bene la tua preoccupazione, si tratta di condotte che per come hai scritto nella tua richiesta, fanno pensare a comportamenti autolesionisti (autolesionismo) da non sottovalutare. Dici infatti che tua figlia si taglia e si procura bruciature, quindi mi pare che la condotta autolesiva sia poco equivocabile. Può essere utile capire meglio da quanto tempo succede e in quali circostanze.
Sono comportamenti che gli adolescenti possono mettere in atto per manifestare un disagio che non riescono a esprimere diversamente. Come se utilizzassero il loro corpo per dare parola ad una sofferenza difficilmente pensabile.
Tua figlia è in una fase di vita molto delicata, cioè l’adolescenza e a volte è possibile che questo delicato processo di crescita possa subire degli intoppi. Le questioni in gioco a questa età sono tante: la formazione della propria identità, la scoperta delle proprie risorse, il corpo che cambia, la sessualità, le relazioni con i pari, la scuola, le relazioni sentimentali. Sono temi che possono sollecitare parecchio e a volte causare un ingorgo emotivo.

 

MIO FIGLIO SI TAGLIA E SI BRUCIA: COME POSSO AIUTARLO?

Per capire meglio come aiutare tua figlia, sarebbe opportuno avere qualche informazione in più sul di lei, sulla scuola, sulle amicizie, sulla sua infanzia e sulla storia della vostra famiglia, così da avere degli elementi per provare a comprendere il suo possibile disagio.
Hai scritto che tua figlia si è chiusa e sembra volervi tenere fuori dal suo mondo, sarebbe tuttavia importante che tu provassi a parlare con lei, per dirle che hai capito che sta male e che vorresti aiutarla. Perché credo che sia possibile che lei stia lanciando, magari in maniera poco consapevole, una richiesta di aiuto. Non ti aspettare subito l’accettazione da parte sua del tuo aiuto. Ma intanto è importante fare questo passaggio.
A tale proposito è utile sapere che gli adolescenti che si fanno del male spesso provano un profondo senso di colpa e vergogna.
Questo li può indurre a nascondersi, a evitare il confronto per il timore di essere scoperti, giudicati, aggrediti, isolati. Soprattutto, hanno il profondo timore di deludere, in particolare i genitori, mostrandosi vulnerabili e in difficoltà. Per questo motivo è molto importante avere un approccio non giudicante e non invasivo, ma nello stesso tempo fermo e rassicurante sulla posizione che sia necessario farsi aiutare.
Se sei in difficoltà nell’affrontare la questione, se non trovi il modo di capire cosa accade e se non trovi le parole giuste, potresti valutare la possibilità di chiedere supporto a un professionista, uno psicoterapeuta esperto in adolescenza.

 

PERCHE' L’AUTOLESIONISMO IN ADOLESCENZA: PERCHE’ CI SI FA DEL MALE?

 Forse tua figlia non sa il perché, ma qualcosa sembra non andare:

  • dentro potrebbe sentire tante emozioni: rabbia, tristezza, paura
  • potrebbe essere confusa, e non sapere come dare forma a ciò che sente
  • magari si vergogna, come può arrivare a farsi tanto male?
  • forse si sente sola, diversa
  • non ha parole per spiegare come sta. Quindi l’unica opzione è il silenzio

Quindi, per lei in questo momento “farsi male” in queste situazioni potrebbe essere l’unica soluzione possibile. Perché?

  • il dolore del corpo sembra far sparire per un po’ quello della mente
  • la sofferenza diventa visibile, la si può addirittura toccare
  • il dolore diventa comunicabile, volendo è là, davanti agli occhi di tutti
  • farsi male fa sentire forti. Non si subisce più soltanto quel dolore inspiegabile, lo si può controllare

 

SEGNI DELL’ AUTOLESIONISMO: COME SI MANIFESTA?

Cosa si intende per condotte autolesive? Si intende la messa in atto volontaria e intenzionale di comportamenti volti a ferire o attaccare parti del proprio corpo. Si fa riferimento a molti comportamenti diversi; provo a citartene alcuni, tra i più diffusi:

  • tagli/cutting, ci si taglia o ferisce la pelle con lamette, coltelli, forbici
  • bruciature/burning, ci si brucia la pelle con sigarette, accendini
  • scarificazioni/graffi, che ci si autoinfligge sul corpo con strumenti taglienti
  • lesioni, come ad esempio sbattere la testa contro il muro, provocarsi lividi

Anche l’auto-danneggiamento intenzionale può essere una forma di autolesionismo, quando tali condotte si consolidano nel tempo e vengono praticate con frequenza ed intensità.
Rientrano in questa categoria:

  • l’abuso di alcool/droghe
  • una sessualità molto promiscua
  • la tendenza a mettersi in situazioni pericolose
  • il gioco d’azzardo

 

QUALCHE DATO SULLE CONDOTTE AUTOLESIVE IN ADOLESCENZA

Numerose ricerche testimoniano che l’età di esordio dei comportamenti autolesionistici è tra i 12 e i 14 anni. Tra gli 11 e i 13 anni, circa 2 ragazzi su 10 dichiarano di aver messo in atto almeno una condotta autolesiva
Il 42% degli adolescenti si fa del male per diminuire il senso di ansia, frustrazione o rabbia, e in generale per moderare l’intensità emotiva sperimentata.