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ATTI DI PREPOTENZA E SPINTONI TRA RAGAZZINI.

Difficoltà infanzia-adolescenza (02/07/2021)

Salve, mio figlio ha subito un atto di prepotenza, con spintoni e altri atteggiamenti fisici violenti, da un altro ragazzino, nel centro estivo che frequenta. Mi ha raccontato l'accaduto e non vuole più tornarci. Stiamo provando a spronarlo per non scappare di fronte alle avversità, che comunque sono pronte a presentarsi, ma ad affrontarle, senza farsi intimidire. Ma dice di non volerne sapere, che non lo vogliamo proteggere, capire etc... che è stato inutile raccontarcelo e via dicendo. Non sappiamo come districarci... Grazie, una mamma ansiosa.

terapeuta Chiara Navarra

Dott. Chiara Navarra

Risposta del 02/07/2021

Milano

COME REAGIRE A PREPOTENZA E SPINTONI

Cara mamma,
certo quando si vedono i propri cuccioli in difficoltà e magari maltrattati da altri coetanei, sale un grande allarme e si vorrebbe vederli subito reagire in modo deciso e netto, cosa che rassicurerebbe noi genitori. Ad esempio, rispetto alla paura che il proprio figlio, non sappia difendersi o reagire di fronte alle avversità.
Il tema di “come porsi e reagire alle difficoltà della vita” è un tema molto importante, che incide in modo rilevante sulla vita della persona, sulle scelte e i progetti futuri. Per questo è preferibile affrontarlo con attenzione e delicatezza, lasciando a ciascun ragazzino i giusti tempi per trovare il suo modo di affrontare le situazioni.
Tieni conto che ci potrebbe essere una prima fase di osservazione e poi magari dei momenti di azione, magari con passaggi incerti. E ci potrebbero essere episodi in cui tuo figlio ti sembrerà insicuro e altri in cui ti sembrerà più sicuro, magari sulla base di quello che farà.
Il “fare”, l’azione, non nego che abbia il suo peso negli scambi relazionali, in particolare tra ragazzini. Ma c’è un altro aspetto di grande rilevanza: cioè il tipo di credenze interne che tuo figlio costruirà gradualmente dentro di sé. Cioè a cosa crede, quali sono i suoi valori, cosa é importante per lui. Ad esempio, "si deve avere sempre ragione", “meglio lasciar perdere”, "vince il più forte".
Per arrivare a focalizzare una propria teoria su questi interrogativi esistenziali, ci vorrà un po’ di pazienza e di tempo, ed ognuno avrà il suo tempo e il suo stile.

 

COME POSSO AIUTARE MIO FIGLIO

Nel caso specifico di tuo figlio provo a condividere con te delle riflessioni, anche se potrebbe essere utile raccogliere delle informazioni aggiuntive sulla situazione.

  • avete provato a chiedergli come mai non vuole tornare al campus? E cosa significa per lui? Magari: vergogna, paura, disinteresse, fatica per la situazione?
  • Parli di “ragazzini”, sarebbe utile sapere l’età di tuo figlio, perché in queste faccende potrebbe cambiare di molto la posizione degli adulti di riferimento. Ad esempio, vete pensato di parlare con chi gestisce il campus? 
  • Se si tratta di adolescenti, c’è il tema dell’autonomia (me la sbrigo da solo) e della reputazione sociale (cosa pensano gli altri di me, che figura faccio). Infatti, tali questioni per tuo figlio in questo momento potrebbero essere molto importanti. Quindi attenzione a come ci si muove, e a non entrare in modo troppo diretto nel suo campo di azione, per evitare di farlo sentire a disagio soprattutto di fronte agli altri coetanei.
  • Parli di centro estivo, quindi posso immaginare che non sia uno dei suoi contesti di vita abituali. Cioè sono ragazzini che conosce già e che frequenta anche altrove (quindi in qualche modo fanno parte della sua vita)? Oppure sono ragazzini che non conosce e che non rivedrà praticamente più dopo il campus estivo? In base a questa variabile, ci sarebbe la possibilità che per lui non valga la pena affrontare la cosa. Magari potrebbe preferire lasciar perdere, ritendo che non ne valga la pena, magari perché é un contesto a cui non tiene. Al contrario, se fosse un suo contesto di riferimento, la cosa andrebbe approfondita, per aiutarlo a non perdere questo contesto a causa magari dell'esperienza negativa vissuta.
  • Chissà da dove nasce “l’accusa” che vi fa di non capirlo. Anche su questo sarebbe utile comprendere meglio la sua posizione. Per intervenire in un modo che per lui sia utile e supportarlo.
  • Questa situazione é l'occasione per fare importanti riflessioni su di sé, del tipo: quando mi trovo davanti ad un prepotente, lo affronto con la sua stessa moneta? Oppure posso trovare delle alternative? La disputa in oggetto è una cosa importante per me sulla quale “tenere duro”? O posso lasciare perdere? Questo tipo di interrogativi aiutano i ragazzini a pensare prima di agire e a valutare quale possa essere il comportamento migliore per loro in un determinato momento e non in senso assoluto.

Cara mamma, ti lascio con una riflessione: siamo sicuri che reagire attivamente sia la cosa migliore sempre? Forse, in quest’epoca che sostiene il mito delle grandi prestazioni sociali, dell’invincibilità e della forza, potrebbe essere molto importante per i ragazzini avere uno spazio familiare in cui sentirsi liberi di prendersi il proprio tempo per capire come reagire alle esperienze che stanno vivendo. Nei difficili momenti della crescita, in famiglia é molto utile: non bloccare il dialogo, fare domande, cercare di capire l'uno il punto di vista dell'altro.

Spero che questa riflessione possa esserti stata utile e che tuo figlio scelga la cosa giusta per lui!
Se desideri approfondire ulteriormente l’argomento, ti segnalo questa risposta già data ad un papà e pubblicata sul nostro portale: BULLISMO IN ADOLESCENZA

Un saluto.