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CRISI DI COPPIA: FIGLI, CONFLITTI, CALO DELL’INTIMITA’. COME AFFRONTARLA?

Problemi di coppia (09/10/2019)

Buongiorno,
vi scrivo per chiedervi un consiglio a riguardo della relazione con mia moglie. Sono in un momento di difficoltà, da qualche anno lei è sempre più distante, parliamo poco e solo di nostra figlia di 5 anni. Litighiamo e non esistono più momenti di intimità sessuale. La situazione sia cominciata a peggiorare quando é nata nostra figlia. Mia moglie era tutta per la bambina, che all’inizio piangeva molto. Eravamo sfiniti. Mia moglie per stanchezza e per comodità dormiva con lei e io nella sua cameretta. Ancora oggi è così.... mia moglie dice che è ancora presto per cambiare le cose. Ma io rivorrei il mio letto e mia moglie accanto a me. Ormai penso solo al lavoro e ai miei amici. Lei non viene mai, e si lamenta: che non ci sono, e sto sempre zitto. Ma appena parlo...iniziamo a litigare. Lascio correre? Le cose miglioreranno da sole? 
Mi rimetto a voi per un vostro consiglio.  
Cordiali saluti, M. 

terapeuta Claudia Macaluso

Dott. Claudia Macaluso

Risposta del 09/10/2019

Milano

CRISI DI COPPIA IN CORSO? COME CAPIRLO E COME AFFRONTARE LA SITUAZIONE 

Gentile Signor M., 
Mi sembra che la vostra relazione presenti i segnali di una crisi di coppia, questo anche per il perdurare delle difficoltà di cui lei parla nel corso di alcuni anni. Mi sembra sia difficile per voi trovare un nuovo punto di partenza. E spesso la nascita di un figlio è un evento impegnativo per la coppia da tanti punti di vista. Occorre trovare nuovi equilibri, fare spazio al nuovo arrivato, cercando di non perdersi come coppia.  
Qui di seguito qualche approfondimento sulla crisi di coppia e sulle strade possibili per affrontarla. 

 

CRISI DI COPPIA: VARI ASPETTI DA AFFRONTARE 

  • L’arrivo di un figlio: trasforma la relazione a due (marito e moglie) in una relazione a tre (mamma, papà, figlio). Così, alla coppia coniugale, si affianca la coppia genitoriale con ruoli e responsabilità differenti da prima. La sfida che viene richiesta alla coppia è di riassestarsi e dare uno spazio al nuovo arrivato, senza dimenticarsi di tenere vivo anche il rapporto a due.  
  • Coppia coniugale, da non dimenticare! Superato il primo complesso periodo della nascita, soprattutto, del primo figlio, è molto importante dedicarsi alla coppia. Ad esempio ritagliarsi degli spazi, anche allontanandosi dal proprio bambino. Ad esempio trovare degli affidabili sostituti genitoriali, che possano occuparsi temporaneamente del vostro bambino, per uscire una sera a cena, fare una passeggiata, andare al cinema. Ritagliarsi degli spazi di intimità di coppia giova ai genitori ma anche ai figli che sperimentano le loro nuove autonomie. 
  • Silenzio: da gestire. Quando le cose in famiglia non vanno bene da tempo uno dei primi aspetti che salta è la possibilità di parlare di ciò che accade. Spesso i coniugi, ormai stanche e sfiduciati della possibilità di un miglioramento. Tacciono. Caro Sig. M., forse è proprio quello che è successo anche a voi. Tale “tattica”, produce un apparente miglioramento, perché sembra di litigare meno. Ma alla lunga svuota la relazione di affetti, contenuti, e desiderio reciproco. E’ come una “lenta morte” della relazione. 
  • Conflitto: da affrontare. Litigare sempre o troppo è insostenibile, occorre assolutamente trovare una via alternativa. La prima cosa importante è recuperare la possibilità di ascoltarsi. Perché certe volte quando si litiga si perdono i contenuti che l’altra persona sta dicendo. Magari contenuti importanti. Invece rimangono magari frammenti poco importanti, o gli sfoghi dolorosi che si dicono presi dall’ira, ma che non sono veri. Ad esempio, “Non ti amo più”, “me ne vado e non torno più”.  

 

COME PUO’ AIUTRVI UNO PSICOLOGO 

Uscire da una situazione di grande distanza o conflittuale può non essere semplice.  
In questi casi può essere utile la consultazione psicologica con un professionista: 

  • Lo psicologo funge da terzo esterno, e fornisce un terreno neutro per confrontarsi su questioni spinose 
  • Aiuta nell’individuare il funzionamento della coppia, i punti di forza e i punti deboli. 
  • Supporta nel cercare “novità”, quando la coppia è impantanata in meccanismi così consolidati e scontati (abitudini) che difficilmente cercano altro.  
  • Facilita l’individuazione di vie di uscite possibili, quando le coppie in crisi talvolta sono troppo immerse nelle difficoltà che stanno vivendo 

 

SEGNALI DI CRISI NELLA COPPIA 

Qui di seguito riassumo brevemente i segnali più frequenti di crisi nella coppia: 

  • mancanza di dialogo 
  • scarsa fiducia  
  • evitamento dei conflitti  
  • litigi frequenti  
  • critiche e svalutazioni reciproche  
  • sessualità scarsa o assente 
  • carenza di momenti a due 
  • disaccordo sull’educazione dei figli 
  • svago non condiviso

 

FASI EVOLUTIVE DELLA COPPIA 

Le fasi evolutive di una coppia non si presentano così schematicamente come sotto descritto, ma l’intento è quello di fornirle una piccola guida per capire a che punto vi potete trovare lei e sua moglie.  
La coppia attraversa delle naturali fasi evolutive, i legami di coppia non sono statici, come del resto non lo siamo nemmeno noi, le dinamiche non restano immutate ma mutano nel tempo.   
Le fasi evolutive di una coppia sono: 

  • idealizzazione romantica “solo tu mi capisci”: Quando si stabilisce un legame si cerca la persona che in qualche modo risponda ad aspettative idealizzate di relazione e crei l’illusione di compiutezza e di incastro perfetto con l’altro, dove i problemi non esistono.  
    Questa è la fase della simbiosi, la fase romantica in cui non si confligge, si notano le somiglianze e si annullano le differenze, si ripone nell’altro la soddisfazione dei propri bisogni, la coppia diviene un rifugio emotivo per entrambi i partner. 
  • Disillusione “sei diverso da me”: A seguito della simbiosi avviene una fase del disincanto che richiede alla coppia di affrontare il compito evolutivo della differenziazione e individuazione.  
    Questa è una fase cruciale nella vita di una coppia, quando capiamo davvero chi abbiamo di fronte, quando oltre alle somiglianze notiamo le differenze. La sfida sta nell’accettare ed integrare queste differenze. Può non essere semplice, perchè comporta di uscire dall’idealizzazione dell’innamoramento. È una fase in cui è tipico sminuire l’altro e criticarlo, quasi a volerlo punire per non essere la persona che si immaginava fosse all’inizio della relazione. 
    In questa fase prevale la difficoltà di vedere i bisogni dell’altro e si è molto concentrati su di sé e sui propri bisogni, è una fase di conflitto poco costruttivo, di scontro, di distanza tra i due partner.   
  • Riavvicinamento: A seguito di quest’ultima fase, quando tutto procede per il meglio, si giunge a un nuovo equilibrio, ben diverso dalla simbiosi e che porta alla stabilità e all’impegno. Questa fase è quella del riavvicinamento e dell’interdipendenza 
    Si è rinunciato al partner ideale e si impara ad accettare l’altro per quello che è senza doverlo a tutti i costi cambiare. Con un nuovo conquistato equilibrio i due partner riescono a sentire e riconoscere i bisogni dell’altro. Le differenze reciproche vengono accettate e magari si riesce anche ad ironizzare sui reciproci difetti. Si può litigare per risolvere i problemi. Si cambia anche grazie ai contrasti, che danno la possibilità di comprendersi meglio. Si accettano le autonomie individuali.      

 

CRISI, GENITORI E PRIMA INFANZIA 

Nel primo periodo di vita del bambino è difficile mantenere spazi dedicati alla coppia coniugale. Infatti, i bisogni del neonato sono incalzanti, si è molto stanchi e assorbiti dall’accudimento. In questa prima fase sono di solito le madri a vivere in un fisiologico stato di dipendenza reciproca (fisica e psicologica) col bambino. Le loro attenzioni sono quasi tutte rivolte al nuovo arrivato. E’ possibile che delle volte i papà si sentano esclusi, e di fatto è quello che talvolta accade. Ma è invece utile che i padri non perdano una prospettiva attiva rispetto alla situazione, mantenendo il loro ruolo di genitori fin dai primi momenti di vita del neonato. Questo talvolta può essere sottovalutato e perso come risorsa utile in famiglia. Anzi, nel corso della crescita, già nei primi anni di vita del figlio, entrambe le figure genitoriali svolgono un ruolo rilevante. 

 

IN CONCLUSIONE... 

Gentile Sig. M., a volte la coppia è molto spaventata dai cambiamenti. Magari teme il fallimento, non si vedono alternative possibili, e tende piuttosto a restare ferma. Invece, è utile pensare che per forza le relazioni cambiano. E’ possibile che il cambiamento porti una crisi. Ma vale la pena di affrontarla, quando non si sta bene nella situazione in cui ci si trova. Forse la crisi può essere fonte di buoni cambiamenti per la persona, la coppia, e per la famiglia. 

Un caro saluto.