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INSEGNANTI STRESSATI ALLA RIAPERTURA DELLE SCUOLE

Stress sul lavoro (01/10/2020)

Sono un’insegnante, mi sto domandando come posso aiutare i bambini? Mi sento molto stressata all’idea di ricominciare, orari tutti da definire, incertezza… e poi, a livello educativo, ho le competenze? Come si aiutano i bambini in questa situazione?

terapeuta Claudia Maspero

Dott. Claudia Maspero

Risposta del 01/10/2020

Milano - Cantù

RIAPERTURA DELLE SCUOLE E STRESS DEGLI INSEGNANTI

Cara insegnante,
da qualche settimana, almeno in Lombardia, si è tornati a scuola.
Dopo mesi di interruzione, dopo una lunga chiusura mai così prolungata e diffusa in tutto il nostro Paese, bambini e ragazzi hanno ricominciato ad abitare le classi delle scuole in un clima di generale incertezza, tutto è cambiato nuove regole, nuovi spazi, orari e modalità differenti rispetto a quello cui erano abituati.
È un cambiamento maestoso che riguarda alunni, insegnati e famiglie , e credo sia normale sentirsi preoccupati e stressati.

 

QUALI SONO I MOTIVI DI STRESS PER GLI INSEGNANTI?

Molti insegnanti manifestano forte preoccupazione riguardo il Covid-19: la gestione dei contagi, l’applicazione dei protocolli di sicurezza, il rispetto delle indicazioni date da ogni singolo istituto, e poi il doversi sottoporre ai test sierologici, l’uso della mascherina, il rischio di tampone, il rischio di quarantena.
Sappiamo però che non sono gli unici fattori di preoccupazione.
Molti insegnanti chiedono confronto:

  • sulle conseguenze della distanza fisica tra alunni e colleghi;
  • sul bisogno di ristabilire una quotidianità / normalità;
  • su come trovare un equilibrio tra la didattica e il tempo da dedicare ai bisogni emotivi dei bambini;
  • su come gestire eventuali difficoltà di concentrazione, irritabilità dei ragazzi.

Perciò la tua domanda mi pare molto adeguata.

 

COSA SI PUO’ FARE PER AIUTARE I BAMBINI E I RAGAZI A TORNARE A SCUOLA NEL MODO PIU’ SERENO POSSIBILE?

È importante a scuola:

  • trovare uno spazio per rielaborare l’esperienza vissuta, provare a dare un significato e un senso a quello che è successo, trovare le giuste parole, adeguate all’età degli studenti, per raccogliere le emozioni che hanno provato.
  • Fare attenzione allo stato psicologico di bambini e ragazzi e farsi attenti osservatori, così da intercettare eventuali segni di malessere e fragilità. Attenzione ad esempio, se un bambino riporta gesti ossessivi rispetto alla cura della persona e se i comportamenti igienico sanitari diventano portatori di tormentosa angoscia
  • Dare tempo ai ragazzi per interiorizzare le regole nuove. Una regola imposta dall’alto e non spiegata, sarà difficile da comprendere e da rispettare.
  • Condividere emozioni e pensieri. Uno strumento operativo utile potrebbe essere il circle time per condividere e promuover e l’inclusione di tutti. È importante far comprendere agli studenti il significato di queste procedure. L’utilizzo della mascherina ad esempio è una misura di sicurezza, una forma di protezione reciproca, non una punizione. Il distanziamento dall’Altro non è tale perché se ne ha paura ma è un modo per prendersene cura: “io porto la mascherina per proteggere me, ma soprattutto i miei compagni!”.

Siamo consapevoli che il ritorno sui banchi in un clima incerto richiede grandi capacità di adeguamento, ma siamo certi che i più giovani, se sostenuti nella maniera adatta, sono in grado di sviluppare queste capacità e stupirci. I bambini hanno molte risorse se ricevono adeguate spiegazioni, se le loro domande vengono ascoltate e accolte, possono vivere questa nuova e complessa situazione in modo costruttivo e non traumatico.

 

L’IMPORTANZA DI CHIEDERE AIUTO

E laddove lei e i suoi colleghi doveste intercettare segnali di malessere, regressioni o disagio potreste chiedere a vostra volta aiuto, ad esempio, se presente a scuola, allo Psicologo Scolastico. Un altro modo di affrontare la situazione è parlare con i genitori e raccontare loro quali segnali avete intercettato a scuola, in modo che si possa creare una collaborazione tra scuola e famiglia. Soprattutto in questo momento storico è fondamentale che le varie agenzie educative si parlino e condividano l’utilità di ricorrere (quando necessario) a interventi specifici a supporto della crescita. a Per famiglie e alunni in difficoltà spesso può essere utile chiedere il parere di uno Psicologo esperto di età evolutiva o di adolescenza. All’interno dell’equipe di Risolvere ad esempio ci sono colleghi preparati sui temi della scuola, dello stress e dell’ansia.