GIOVANI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: COSA STA CAMBIANDO NELLA RELAZIONE CON LA TECNOLOGIA?
INDICE
- Giovani e intelligenza artificiale: cosa sta cambiando
come la trasformazione del mondo digitale modifica le relazioni e i punti di riferimento dei giovani - I rischi della relazione con l’intelligenza artificiale
intimità simulata, isolamento relazionale e perdita del pensiero autonomo - Cosa può fare il mondo adulto
accompagnare i giovani verso un uso consapevole delle tecnologie
LA RELAZIONE DEI GIOVANI CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Oggi parlerò della relazione dei giovani con la tecnologia e in particolare con l’Intelligenza Artificiale.
Se vuoi comprendere cosa sta cambiando, quali possono essere i rischi di questi cambiamenti e quali sono le sfide che il mondo adulto deve affrontare, questo contenuto può offrire alcuni spunti di riflessione.
Sono la dott.ssa Chiara Navarra, psicologa e psicoterapeuta. Mi occupo di percorsi psicologici rivolti ai giovani e alle loro famiglie.
COSA È CAMBIATO?
Prima di tutto sono cambiate le caratteristiche del mondo moderno, con i suoi profondi cambiamenti sociali, economici, ambientali e tecnologici.
Questo ha una grande ricaduta sui giovani, che si trovano in una fase delicata della vita. Devono separarsi dalla famiglia di origine, lasciare i riferimenti dell’infanzia e dell’adolescenza per costruire un progetto di vita che abbia senso.
Per farlo sono fondamentali il mondo esterno e i nuovi punti di riferimento che in esso si trovano: gli amici, il contesto di studio o lavorativo e le relazioni amorose.
Tra questi nuovi interlocutori dobbiamo includere oggi anche l’intelligenza artificiale.
L’IA è stata accolta con facilità dai giovani, nati nell’era digitale e abituati a una forte ibridazione tra sé e la tecnologia. Non esiste più una grande distinzione tra vita online e vita offline: giocare, studiare, parlare e chiedere consigli online è normale.
Con le app si dialoga quotidianamente, anche in modo intimo e personale.
Se vuoi approfondire il rapporto tra giovani e tecnologie digitali puoi leggere anche questo contenuto
QUALI SONO I RISCHI?
Oggi l’Intelligenza Artificiale ha introdotto grandi cambiamenti. Parliamo di un’IA interattiva e conversazionale, capace di improvvisazione, personalizzazione e simulazione dell’empatia.
Può darci l’illusione di essere profondamente capiti.
Questo può portarci a instaurare una relazione di intimità e affidamento verso l’IA, quasi come fosse un amico, un confessore o un confidente con cui condividere i pensieri più intimi.
L’IA è sempre disponibile: non abbandona, non tradisce, non delude. Mostra un interesse costante e può fare domande che ci spingono ad aprirci sempre di più.
È anche plasmabile: può adattarsi ai nostri bisogni e assumere la personalità desiderata. In un certo senso possiamo crearla “a nostra immagine e somiglianza”.
Per questo è facile scivolare in una relazione gemellare protettiva, cioè una relazione in cui si percepisce l’altro come estremamente simile e sintonizzato con noi.
Può diventare una relazione perfettamente rispecchiante, che convalida continuamente ciò che pensiamo o sentiamo. Si crea così la sensazione di trovarsi davanti all’amico ideale, capace di farci sentire sempre al sicuro, quasi un mentore o un dispensatore di consigli.
Il rischio è un progressivo allontanamento dalle relazioni reali, che sono invece imprevedibili, complesse ed espongono a diverse possibilità di conflitto o delusione.
Potremmo andare verso nuove forme di isolamento e solitudine, sostenute da modalità onnipotenti (“ce la faccio da solo”) e neganti (“non ho bisogno di nessuno”), rassicurati dalla presenza dei nostri oggetti tecnologici.
Eppure qualche rischio relazionale reale bisogna correrlo. Non si può essere sempre perfettamente accolti nei propri bisogni, nemmeno nelle relazioni più sicure. Accettare questo rischio è una condizione fisiologica del vivere insieme agli altri.
Un altro rischio dell’affidamento all’IA riguarda la possibile perdita di un pensiero proprio. È importante preservarlo per evitare il pericolo di una eccessiva omologazione o di una progressiva passivizzazione di fronte a un nuovo potenziale oracolo dispensatore di verità.
Su questo tema può essere utile leggere anche questo contenuto.
COSA PUÒ FARE IL MONDO ADULTO?
Gli adulti sono cresciuti in un mondo diverso da quello dei giovani di oggi. I riferimenti sono cambiati.
Per questo il mondo adulto si trova nella necessità di integrare nuove prospettive, cercando di mantenere una posizione affidabile e autorevole.
Questo non significa avere tutte le risposte o tutte le soluzioni.
Anzi, in un mondo dove sembra che tutto sia possibile, diventa ancora più importante parlare con i giovani di ciò che non può essere ottenuto subito o risolto immediatamente.
Significa parlare del limite.
Perché le cose non vanno sempre come vogliamo. Spesso vanno proprio come non vorremmo.
Sarebbe però un errore sia demonizzare sia normalizzare completamente i nuovi sviluppi tecnologici.
È più utile promuovere una riflessione aperta, per non lasciare i giovani soli di fronte a queste esperienze e per aiutarli a sviluppare un uso consapevole della tecnologia, capace di tenere insieme potenzialità e rischi.
APPROFONDIMENTI SU RISOLVERE.ORG
Per approfondire questi temi puoi leggere anche:
- Dipendenze tecnologiche
- Genitori con figli adolescenti che usano (troppo) internet
- Ansia da tecnologia e intelligenza artificilae
FAQ sulla relazione dei giovani con L’IA
Le domande che seguono riprendono alcuni dubbi frequenti sul rapporto tra giovani e intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale può diventare una sorta di amico per i giovani?
Sì, perché l’IA conversazionale è progettata per essere sempre disponibile, rispondere in modo personalizzato e simulare empatia. Questo può far nascere una relazione di fiducia e intimità.
Qual è il principale rischio psicologico dell’uso dell’IA?
Uno dei rischi è il progressivo allontanamento dalle relazioni reali. Le relazioni umane sono imprevedibili e complesse, mentre l’IA tende a rispecchiare e confermare ciò che pensiamo.
L’intelligenza artificiale può influenzare il modo di pensare dei giovani?
Sì, esiste il rischio che l’IA venga percepita come una fonte di verità o come un “oracolo”. Per questo è importante mantenere e sviluppare un pensiero personale.
Cosa possono fare gli adulti davanti a questi cambiamenti?
Il compito degli adulti non è demonizzare la tecnologia ma accompagnare i giovani a riflettere sui suoi rischi e sulle sue possibilità, promuovendo un uso più consapevole degli strumenti digitali.