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FOBIA SOCIALE E RELAZIONI DIFFICILI

Ansia-Fobie-Paure (17/03/2020)

Buongiorno,

sono una ragazza di 21 anni e scrivo perché sono molto in difficoltà. Ho paura ad uscire di casa. Non so dire come mai. Sono sempre stata una ragazza schiva. Ma ultimamente se devo pensare di uscire di casa mi piglia il panico. Nelle occasioni in cui per forza devo uscire, faccio un grosso sforzo. Più il numero delle persone aumenta attorno a me e più mi agito. Mi sono venuti pure degli attacchi di panico. Nel migliore dei casi, sudo e balbetto. Ho spesso timore di parlare con gli altri, soprattutto in pubblico, preferirei scomparire. Ormai è un problema andare a fare la spesa, o parlare con il portinaio. Non vivo più. Mi potete aiutare? 
G. 

terapeuta Chiara Navarra

Dott. Chiara Navarra

Risposta del 17/03/2020

Milano

PROBLEMI RELAZIONALI, LA FOBIA SOCIALE: IL PARERE DEL NOSTRO PSICOTERAPEUTA 

Gentile G.,  
ti ringrazio per averci contattati.  
Le relazioni con gli altri non sono sempre facili da gestire e a volte ci creano dei motivi di sofferenza. Possono essere conflittuali, a volte ci sembra di non piacere abbastanza, a volte abbiamo paura del giudizio, altre volte restiamo molto delusi dagli altri tanto che ci viene solo voglia di ritirarci, altre volte ancora ci sentiamo addosso delle aspettative che non ci corrispondono.   
Purtroppo, proprio perché le relazioni sono così importanti, spesso possono scatenare svariate paure. Abbiamo timore di essere rifiutati, feriti, abbandonati oppure giudicati. Questi timori possono essere intensi oppure più lievi e in base al loro grado di pervasività si può anche sviluppare un disturbo più strutturato come ad esempio la fobia sociale, che potrebbe essere il disturbo che ti affligge. 
Infatti, questo disturbo comporta uno stato di terrore pervasivo ed irrazionale rispetto alla possibilità di incontrare le persone.  Spesso tale condizione si associa a bassa autostima, timore del giudizio esterno e fissazioni (anche paranoie) su quello che pensano gli altri, in particolare di noi. 

Pensi potrebbe essere la tua situazione? Sarebbe utile avere qualche informazione in più su come è andata la tua vita fino a questo momento e se è successo qualcosa in particolare che ha scatenato questo tuo “stato panico” rispetto al mondo esterno.  
Qui di seguito ti do qualche altra informazione al riguardo. 

 

FOBIA SOCIALE E SUPPORTO PSICOLOGICO: QUANDO E COME INTERVENIRE 

La vita delle persone inzia ad essere parecchio scombussolata quando ad esempio le relazioni sociali più che fonte di benessere diventano la maggior parte delle volte causa di disagio e paura. Infatti, in questi casi, aumentano i divieti conseguenti alla forte paura che si prova (non uscire, non incontrare più di una persona per volta, evitare di parlare con le persone, evitare le telefonate, evitare di entrare in un negozio dove si ha un contatto diretto con una persona, ecc). Anche le cose più semplici possono diventare complicate, come andare a fare la spesa. Per disperazione si tende ad isolarsi sempre più. 
Generalmente chi soffre di fobia sociale è consapevole di avere un problema ma non riesce, non può cambiare le cose. È più forte di lui. Spesso si desidererebbe una vita relazionale soddisfacente, per questo arriva la frustrazione e il vuoto come conseguenze della situazione. Fino a che non si rinuncia del tutto. 

Può essere utile, prima di rinunciare, chiedere un supporto psicologico, in modo che un professionista esterno alla tua situazione possa aiutarti a rendere più comprensibile cosa sta accadendo.  
È importante trattare la situazione il più precocemente possibile, per evitare che si cronicizzi o che si correli ad altri disturbi come: depressione, disturbo d’ansia, ritiro sociale. 
Nella mia esperienza alcuni dei temi sui quali potrebbe essere utile riflettere sono: 

  • percezione del mondo esterno 
  • intimità con gli altri 
  • paura dell’abbandono 
  • sfiducia/fiducia nelle relazioni interpersonali  
  • percezione del valore di sè
  • timore del rifiuto 

 

FOBIA SOCIALE E FATTORI PREDISPONENTI 

Ci sono alcuni fattori che possono predisporre a disturbi psicologici strutturati come  la fobia sociale, l'ansia sociale, il ritiro sociale. Essi sono:  

  • fattori legati al temperamento di una persona (ad esempio: sensibilità e vulnerabilità al giudizio altrui, eccessivo senso di vergogna); 
  • maltrattamenti o episodi traumatici subiti nella vita, soprattutto se precocemente ed in modo continuativo;
  • essere cresciuti e vissuti in contesti familiari-relazionali ansiogeni, cioè fortemente caratterizzati da ansia (prestazionale, paure e pericoli, senso di controllo, ecc.);
  • aver vissuto significative esperienze di mortificazione (prese in giro, episodi di bullismo, mobbing o stalking). 

 

SINTOMI DELLA FOBIA SOCIALE 

La fobia sociale è un disturbo che può esordire già in età adolescenziale o nella prima età adulta e si caratterizza per una marcata paura di comportarsi in maniera sbagliata di fronte agli altri e di ricevere per questo un giudizio negativo. Questo porta a provare un forte stato di malessere e ansia quando si deve compiere qualsiasi azione davanti agli altri. Come ad esempio parlare con qualcuno, fare una telefonata, entrare in un negozio, entrare in una sala dove ci sono già altre persone, fare un colloquio di lavoro, parlare in pubblico. Le paure più grandi sono appunto il giudizio per il timore di bloccarsi, apparire goffi, diventare rossi, tremare, mostrarsi impacciati e inadeguati alla situazione.  
La fobia sociale potrebbe essere confusa con un carattere timido e riservato. Per poter fare una diagnosi specifica di fobia sociale è necessario essere in presenza dei seguenti sintomi: 

  • paura significativamente persistente di una o più situazioni sociali che possono esporre al giudizio delle altre persone; 
  • ansia pervasiva di esporsi a possibili situazioni sociali, con conseguenti tremori, arrossamenti del volto, sudorazione eccessiva, nausea, secchezza delle fauci, mal di testa. Tali sintomi potrebbero anche sfociare in un attacco di panico (nella fobia sociale gli attacchi di panico avvengono prevalentemente in situazioni sociali); 
  • si mettono in atto comportamenti di evitamento delle situazioni sociali o prestazionali; 
  • si prova spesso ansia anticipatoria di fronte a possibili situazioni sociali, tanto che questa interferisce significativamente con lo svolgimento delle attività lavorative/scolastiche e sociali; 
  • paura e ansia sproporzionate rispetto alla reale minaccia posta dalla situazione temuta. 

 

FOBIA SOCIALE E DIFFICOLTA’ RELAZIONALI? ECCO LA POSSIBILE ORIGINE 

Gli esseri umani hanno un estremo bisogno di relazioni, di appartenere a gruppi sociali e questo bisogno si esprime fin dai primi anni di vita all’interno della nostra famiglia di appartenenza. L’essere umano è relazionale perché si nutre degli scambi con gli altri e dentro alle relazioni impara a conoscersi e a crescere. Quando siamo piccoli grazie alle relazioni con i nostri famigliari (genitori, fratelli, parenti stretti, amici e più in generale figure di riferimento come insegnanti, ecc.) riceviamo cure e rispecchiamento, che ci aiutano a sviluppare la nostra identità e la nostra autostima. Attraverso gli scambi e i rimandi che fin da piccoli il nostro contesto di riferimento ci invia, iniziamo a capire chi siamo, gli altri infatti ci "fanno da specchio" e ci aiutano a scoprire come appariamo. Via via che cresciamo queste funzioni vengono assolte dall’ambiente sociale, dagli amici, dagli insegnanti, dai partner. Possiamo quindi dire che anche e soprattutto grazie alle interazioni con gli altri costruiamo il nostro sé relazionale, e molte delle credenze che abbiamo su noi stessi si sviluppano sulla base delle interazioni con gli altri. Quando siamo più grandi invece, oltre ai rimandi che riceviamo a livello relazionale, subentra un più complesso processo di valutazione, ed interviene anche la nostra opinione, con un sistema di valutazione interna ed esterna dei risultati che otteniamo e delle risorse che riteniamo di possedere.  
La qualità delle relazioni e delle esperienze sociali contribuisce significativamente a determinare il nostro benessere ed anche il nostro malessere, in termini di valore di sé percepito. 

Cara G., spero che questo scritto possa esserti stato utile. Un saluto.