Bulimia nervosa: sintomi e cura | Risolvere

Domande e risposte

BULIMIA NERVOSA E DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA)

Disturbi Comportamento Alimentare-DCA
24/08/2019

Salve, 
Ho 30 anni e soffro di bulimia da quando ero ragazza. Nel passato ho visto uno psicologo ma poi avevo interrotto perché mi sembrava di sentirmi meglio. Il problema poi si è ripresentato e ci convivo da anni. Questo disturbo mi tormenta, non riesco più a controllarmi e mi rendo conto che influisce sulla mia vita quotidiana anche se lo nascondo più che perfettamente. Vorrei un consiglio da voi perché non riesco più ad andare avanti così. 
A.

terapeuta Claudia Macaluso
risponde
Dott. Claudia Macaluso
Psicologia dell’adolescente, giovane adulto, adulto e coppie

LA RISPOSTA DEL NOSTRO PSICOTERAPEUTA: BULIMIA NERVOSA 

Gentile Alessandra, 
ti ringrazio per averci contattati. La bulimia (definita scientificamente Bulimia Nervosa) fa parte dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), cioè disregolazione dell’assunzione di cibo, nel senso o di privazione o di consumo esagerato degli alimenti. Ci sono casi in cui questi estremi (digiuno – abuso) si combinano, nel senso che la persona passa da momenti di totale astinenza a momenti di abbuffate incontrollate. Le motivazioni che spingono una persona a tali comportamenti sono di origine psicologica-emotiva, anche se non è sempre evidente per la persona la motivazione che la spinge ad agire in questi modi. Le protagoniste psicologiche di questa condizione possono essere il senso di colpa, bassa autostima, bisogno di controllo, la frustrazione. 
Avendo tu già fatto un percorso psicologico in passato, forse questi dettagli li sai già. Ma preferisco comunque condividere con te un minimo di inquadramento della situazione, per partire da una base condivisa. 
Anche perché è molto importante sapere come funzionano i tuoi ritmi rispetto all’assunzione di cibo, anche per capire come aiutarti. 

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Puoi fissare un appuntamento di persona con uno dei nostri terapeuti. Ti aiuterà a dare forma al tuo problema ed individuare le giuste vie di uscita.
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BULIMIA E PESO FORMA 

Chi soffre di bulimia può riuscire a mantenere il suo peso costante e nella norma. Cosa che facilita nel nascondere agli altri che c’è un problema.  Questo è possibile grazie al fatto che praticamente ogni abbuffata è seguita da comportamenti compensatori (ad esempio: digiuno, vomito, esercizio fisico, utilizzo di lassativi, diuretici). 
Immagino la fatica nel gestire la situazione da sola e per tutti questi anni.  

 

COME AFFRONTARE LA SITUAZIONE: 

  • E’ bene rivolgersi ad uno specialista in Disturbi del Comportamento Alimentare. Spesso i professionisti che lavorano in questo ambito non lavorano da soli, ma in collaborazione con colleghi che si occupano sia dell’aspetto psicologico, sia dell’aspetto fisico-corporeo (medici, endocrinologi, nutrizionisti, psichiatri). E’ molto importante lavorare su entrambi i fronti: mente e corpo. Per trovare una relazione più costruttiva tra i due. 
  • Talvolta sono utili dei percorsi corporei esperienziali, che uniscano il movimento al pensiero. Può aiutare ad affrontare il sentirsi “brutta e grassa”. Occorre ripensare il corpo e riesplorarlo. 
  • Occorre provare a fare delle ipotesi su quali siano le motivazioni psicologiche che ti fanno star male. Alcune delle componenti emotive più diffuse nei disturbi bulimici sono: 
  • Senso di inadeguatezza, che ti rende spesso molto legata al tuo ambiente di vita (amicale - lavorativo) e molto sensibile alle delusioni. 
  • Bassa autostima, il senso del valore di te stessa è inesistente. Ti senti un “nulla”; 
  • Cerchi la valorizzazione personale attraverso il tuo aspetto fisico. Peso e forma del corpo diventano fondamentali. 
  • Senso di frustrazione, e convinzione dell’impossibilità di cambiare le cose. 
  • Disgusto per il proprio corpo, che non è mai nemmeno decente. Ma che talvolta appare deforme. Ma che rimane l’unico strumento per mantenere un minimo di parvenza di valore. 

 

PERCHE' AFFRONTARE LA SITUAZIONE: 

Certo, perché “non ce la fai più a continuare così”, come già ci hai detto nella tua richiesta. E questa mi pare un’ottima motivazione. Tieni conto che oltretutto ci sono anche delle conseguenze rilevanti sulla tua salute fisica, che vale la pena tenere presenti. 
Vorrei dirtene alcune, così che tu ti possa rendere conto dei rischi che corri:  

  • Problemi dentali: la forzatura del vomito può provocare danni allo smalto dentale causato dall’acidità del cibo che risale dallo stomaco; 
  • Alito cattivo, infiammazioni ricorrenti alla gola e rigonfiamento delle ghiandole salivali; 
  • Anomalie del ciclo mestruale; 
  • Problemi sessuali come infertilità nelle donne e disfunzioni erettili negli uomini; 
  • Alterazione della pelle che può divenire secca o assumere il colore giallastro; 
  • Problemi intestinali; 
  • Problemi cardiaci ad esempio il prolasso della valvola mitrale o aritmie cardiache 
  • Squilibri elettrolitici che possono causare un senso di stanchezza ricorrente, debolezza generalizzata e danni renali; 

 

LA CONFERMA CHE SEI DENTRO LA BULIMIA 

Guarda se ti ritrovi in questi PARAMETRI: 

  1. Abbuffate e condotte compensatorie appaiono in media almeno due volte la settimana per almeno tre mesi;
  2. mangi in un breve periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore rispetto a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe;
  3. hai la sensazione di perdere il controllo durante l’abbuffata (episodio bulimico). Non riesci a smettere di mangiare. Controlli cosa e quanto stai mangiando; 

 

FATTORI PREDISPONENTI LA BULIMIA 

I fattori predisponenti i disturbi alimentari sono sia individuali che socioculturali. Ti faccio qualche esempio: 

  1. il genere femminile 
  2. l’età adolescenziale,  
  3. una storia di sovrappeso e di diete in età infantile, 
  4. tratti ossessivi di personalità, difficoltà nel processo di individuazione/separazione (ad esempio quando ti sei allontanata dai tuoi genitori per “diventare grande”), fissazione all’infanzia e forme infantili di dipendenza e controllo, 
  5. fattori sociali-culturali (sono da ricordare tra questi fattori -a titolo esemplificativo e non esaustuvi- anche la competitività esasperata di certi ambienti sportivi, la richiesta di prestazioni straordinarie, l’esaltazione della magrezza) 

 

LA DIFFUSIONE DELLA BULIMIA 

C’è un rischio circa nove volte superiore che la bulimia si presenti nelle femmine rispetto ai maschi. Tra le femmine, la maggior parte dei casi si riscontra nelle adolescenti. 
Tuttavia, è in aumento la comparsa dei DCA anche tra i maschi. 
I DCA possono essere associati a stati depressivi e ansiosi. E a problemi come la tossicodipendenza o l’alcolismo 

 

IN CONCLUSIONE… 

Cara Alessandra, 
immagino che il tuo disturbo ora sia una parte di te in qualche modo. A seconda della pervasività dei tuoi sintomi è probabile che inizi a presentare alcuni dei possibili danni alla salute tra quelli annoverati. Non so cosa ti abbia spinta ad interrompere la terapia che stavi facendo o a non riprenderla quando si sono ripresentati i sintomi però credo che sia davvero importante non sottovalutare il tuo disturbo 
Come hai potuto leggere vi sono delle implicazioni psicologiche ed è proprio su queste che sarebbe opportuno che valutassi seriamente di intraprendere un nuovo percorso. Forse quando eri più giovane sei arrivata dove potevi. Ora che però sei più matura, forse questa potrebbe rappresentare per te l’occasione di continuare da dove hai lasciato, e iniziare una nuova fase della tua vita per proseguire nel tuo percorso di cura. 
Un saluto.

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