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NON MANGIARE E PAURA DI CADERE NELLA TRAPPOLA DELL’ANORESSIA NERVOSA

Disturbi Comportamento Alimentare-DCA (15/11/2019)

Salve,
ho 18 anni e studio danza a livello professionale. Sono
preoccupata, questo è un periodo molto stressante perché a breve avremo degli esami e ho paura di non venire promossa e dare una delusione alla mia famiglia. Sono molto tesa e la scorsa settimana mi è capitato di non mangiare, non mi andava giù nulla. Anche questa settimana provo un rifiuto del cibo, ho già perso 2 kg, ma mi sento in forze. Temo di non potermi controllare e che la situazione vada sempre peggio, ho visto alcune mie compagne dimagrire troppo, stare molto male e scivolare piano piano nell’anoressia. Con i miei genitori non ho molta confidenza. Non so cosa mi stia succedendo, vorrei capire se la mia situazione è grave. 
Grazie, 
L.

terapeuta Chiara Navarra

Dott. Chiara Navarra

Risposta del 15/11/2019

Milano

STRESS, TENSIONE, PAURA DI NON FARCELA: POSSONO CAUSARE MANACANZA DI APPETITO? - IL PARERE DEL NOSTRO PSICOTERAPEUTA 

Cara L., 
È saggio ascoltare i segnali di allarme che percepisci: stress, paura e mancanza di appetito, infatti, possono essere considerati sintomi di uno stato di tensione. Da quello che tu racconti non posso dire si tratti di un vero e proprio squilibrio alimentare o emotivo, ma è bene non sminuire il tuo star male. Immagino tu sia sottoposta ad alte richieste prestazionali, che spesso possono caratterizzare l’ambiente competitivo sportivo. Gli atleti, in certi momenti del loro percorso formativo e professionale, possono sentire il bisogno di essere supportati emotivamente. Infatti, vi è richiesta una grande efficienza emotiva e corporea, i costanti allenamenti, la competizione, la prestazione, sono tante le cose da gestire Mi chiedevo se non ci fosse nella tua accademia un servizio psicologico al quale poterti rivolgere, per avere un primo punto di riferimento immediato. A volte parlare con uno psicologo può aiutare a rimettere un po’ in ordine i pensieri.  
Dalla tua richiesta intuisco il timore che il malessere si possa strutturare in qualche cosa di più grave: parli di anoressia. Intervenire precocemente sulla tua situazione credo possa aiutarti ad affrontare questa paura e scongiurare il timore di sviluppare un vero e proprio Disturbo del Comportamento Alimentare. 

 

COME AFFRONTARE LA SITUAZIONE - CONSULTO PSICOLOGICO 

Se pensi di essere a rischio di sviluppare un disturbo alimentare o semplicemente senti di avere bisogno di un supporto in questo momento è davvero importante che tu ti rivolga ad uno psicologo-psicoterapeuta. Date le premesse, credo possa essere utile rivolgerti ad uno psicologo-psicolterapeuta specialista in disturbi del comportamento alimentare. Così potrai affrontare il malessere che senti e trovare supporto anche rispetto al tuo percorso formativo e professionale.  
A volte nei percorsi di aiuto per le problematiche legate al cibo è utile coinvolgere anche altre figure professionali che si occupano della parte corporea, (nutrizionista, endocrinologo, psichiatra). Infatti, i DCA possono provocare danni severi ed irreversibili all’organismo. 
E’ certo una cosa da valutare, ma dopo essere entrati più nel merito della situazione. Ma credo, dalla tua richiesta, che questo potrebbe non essere il tuo caso. 
Inoltre, accenni ad una situazione di poca confidenza con i tuoi genitori, e forse su questo fronte sarebbe utile approfondire un po’ di più il discorso. Infatti, i genitori ed il modello familiare di riferimento possono influenzare molto la situazione della persona che soffre di DCA. 
Tra gli aspetti emotivi cruciali nel trattamento psicologico dell’anoressia nervosa troviamo:  

  • fare esperienza del bisogno, cioè incontrare le proprie fragilità senza scappare. È necessario per prendersi cura di sé nei momenti difficili.
  • Pensare le proprie paure, aiuta a ritrovare interesse nel cambiamento, senza mettersi alla prova in modi così estremi. 
  • Incontrare la realtà per quello che è, e fare i conti con le proprie imperfezioni. 

 

CHE COSA È L’ANORESSIA NERVOSA 

L’anoressia nervosa, è un Disturbo del Comportamento Alimentare e comporta: la disregolazione dell’assunzione del cibo in senso di privazione, mancanza di appetito e calo significativo del peso. Insorge di solito in adolescenza, ha origini psicologiche, per questo viene definita anoressia nervosa. 

 

CRITERI PER STABILIRE SE SI SOFFRE DI ANORESSIA NERVOSA: QUALI SINTOMI? 

  • Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale per l’età e la statura (tutti sono preoccupati, il rischio è di perdere tutto ciò che conta, ma il desiderio di dimagrire è più forte); 
  • intensa paura di acquistare peso o di ingrassare, anche quando si è sottopeso (frequentissime pesate, conteggio delle calorie ingerite, costante attività sportiva); 
  • alterazione del modo in cui la persona vive il peso e vede la forma del suo corpo (grasso, impresentabile, difettoso); 
  • eccessiva influenza di peso e forma del corpo sull’autostima (se dimagrissi ancora due chili, so che non mi sentirei più a disagio con le persone)
  • nelle femmine assenza di ciclo mestruale per almeno tre cicli consecutivi (amenorrea); 
  • iperattività e dispercezione degli stimoli corporei (mancanza di fame, freddo, stanchezza, dolore); 
  • isolamento relazionale, tendenza a non dire ciò che si pensa davvero, mentire; 
  • talvolta disregolazione anche su altri fronti: comportamenti sessuali disinibiti, assunzione di alcool e droghe. 

 

PERCHÉ SI DIGIUNA? PERCHÈ SI AGISCE IN QUESTO MODO? 

Le ragioni profonde all’origine dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono complesse e necessitano di essere considerate con grande attenzione in funzione del caso specifico. 
Qui di seguito verranno messi a fuoco alcuni dei temi che possono essere strettamente connessi allo scatenarsi della situazione di crisi: 

  • tenere il controllo di se stessi, del proprio corpo, della propria volontà, ed anche il più possibile del mondo esterno; 
  • gestire l’insicurezza, la bassa autostima, la paura di non farcela, mettendosi alla prova in modi così estremi, per testare la propria resistenza; 
  • evitare la dipendenza da tutto (persino dal cibo) e da tutti, coltivando un’immagine di sé del tutto autonoma e onnipotente; 
  • le delusioni possono essere molto difficili da tollerare, perché diventano al contrario la testimonianza della propria fragilità. 

 

FATTORI DI RISCHIO DELL’ANORESSIA NERVOSA 

Qui di seguito i fattori che possono aumentare la vulnerabilità a sviluppare questo disturbo: 

  • L’adolescenza è un periodo molto delicato della vita. È la fase compresa tra i 14 e i 18 anni circa, quando il corpo cambia ed è necessario costruire una nuova identità psichica e corporea. 
  • Dinamiche famigliari. Di solito sono sistemi familiari chiusi e fusionali, che non lasciano molto spazio alle differenze rispetto al modello educativo e culturale proposto. Lo stile di accudimento è spesso volto alla critica o all’eccessivo perfezionismo con richieste di standard elevati di realizzazione personale. 
  • Storia di sovrappeso e di diete in età infantile, con una possibile conseguente fissazione all’infanzia e a forme infantili di dipendenza e controllo. 
  • Fattori micro e macro sociali e valori culturali. Il rischio di sviluppare questa patologia è maggiore nei paesi industrializzati, dove prevale il modello di riferimento corporeo improntato sulla magrezza. Anche certi ambienti sportivi agonistici possono essere citati, quando prevale una competitività esasperata, con la richiesta di prestazioni straordinarie e viene esaltata la forma fisica. 

 

PERCHÈ L’ANORESSIA INSORGE IN ADOLESCENZA? 

L’adolescenza è un periodo complesso della vita, caratterizzato da profondi cambiamenti fisiologici e sociali. È il momento in cui i ragazzi sono chiamati a ridefinire l’identità e fare i conti con le proprie caratteristiche fisiche e psicologiche, le risorse, i talenti e anche le fragilità. Ci si lascia alle spalle l’infanzia in vista della costruzione di qualcosa di nuovo. Un processo davvero difficile, che spesso mette in tensione i ragazzi e a volte può portare a situazioni di crisi adolescenziale.  
La famiglia gioca spesso un ruolo importante: il modello educativo familiare, il modo di reagire ai cambiamenti adolescenziali, e l’esserci in modo supportivo o critico sono alcuni degli aspetti che possono certe volte incidere su questa delicata fase. 
L’adolescente in crisi spesso utilizza delle modalità agite”, cioè mette in atto dei comportamenti volti ad affrontare e risolvere i problemi della sua vita. Non sempre la modalità scelta funziona, ed anzi talvolta ha delle conseguenze molto negative sulla sua vita. 
Ad esempio l’anoressia (e più in generale le problematiche alimentari) può essere uno dei comportamenti descritti qui sopra. Come un modo di tenere la situazione sotto controllo, ad esempio controllando ciò che entra e che esce dal corpo. La sensazione di sapere esattamente cosa ti serve per vivere, cioè quasi nulla, quando riesci a ridurre molto la quantità di cibo che mangi. In questo caso molte ragazze hanno la sensazione di bastare a se stesse. Si entra nell’illusione di non aver bisogno di nessuno, di potercela fare da sola.  
Spesso purtroppo però questa strategia porta molte ragazze allo strenuo delle loro forze, arrivando ad un punto in cui la loro vita si ferma. 

 

LA SITUAZIONE IN ITALIA 

Per terminare vorrei dirti che in Italia due milioni di giovani (per il 90% di genere femminile) soffrono di Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) e il 40% si manifesta tra i 15 e i 19 anni. Si stima che l’anoressia nervosa progredisca con un ritmo di almeno 8 nuovi casi per 100.000 donne in un anno (Quaderni della Salute-Rapporti ISTISAN del 2016).  
Inoltre, negli ambienti sportivi come ad esempio la ginnastica artistica o l’atletica, il rischio di incorrere in disturbi alimentari è molto elevato. Questi ambienti infatti hanno in comune di richiedere prestazioni elevate, programmi di allenamento rigorosi e severi fin dalla più giovane età e il controllo del peso corporeo. Anche la danza è annoverata tra le attività fisiche che valorizza il controllo del peso e che comporta un maggioro rischio di sviluppare un disturbo dell’alimentazione. 

Cara L., un saluto.