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DEPRESSIONE POST PARTUM: COME AFFRONTARLA.

Depressione (11/10/2019)

Circa due mesi fa è nata la mia bambina, Arianna. La amo. 
Vorrei occuparmi di lei, ma sono stanca, non riesco a riposare, non ho le forze…Non ce la faccio. Mi ritrovo a piangere con lei, invece che consolarla…cosa posso fare? 
Carlotta 

 

terapeuta Marta Grossi

Dott. Marta Grossi

Risposta del 11/10/2019

Milano

DEPRESSIONE POST-PARTUM: IL PARERE DEL NOSTRO PSICOTERAPEUTA 

Gentile Carlotta, 
la nascita di un figlio è un evento molto impegnativo da un punto di vista fisico ed emotivo. Ritmi e abitudini della famiglia sono stravolti. Ma in particolare chi si occupa principalmente del nuovo nato può trovarsi in difficoltà. A molte neo-mamme può capitare di attraversare un periodo di depressione post partum (depressione post-natale). Potrebbe essere il tuo caso? 
Si parla di depressione post partum quando dopo circa 3-4 settimane dal parto si manifesta profonda tristezza, accompagnata da sensazione di non farcela, fatica, piantoQuesti sintomi sono duraturi e compromettenti il benessere generale della mamma e del bambino. 
Diverso è parlare di maternity blues: oscillazioni dell’umore lievi e transitorie, che non necessariamente danno esito ad un vero e proprio disturbo depressivo. 

 

COSA FARE? 

  • Non minimizzare ciò che stai vivendo: la depressione post-natale è un disturbo serio, che è necessario curare, e che incide sul benessere mamma-bambino e sulla vostra relazione; 
  • Non vergognarti per come ti senti: tristezza, stanchezza, insicurezza sono fisiologiche alla maternità. Soprattutto nei primi periodi. Questo non significa essere una cattiva madre 
  • Non giudicarti: se sei incerta, insicura, a volte spaventata non vuol dire che non ce la puoi fare. Essere sempre e solo felici e realizzate è un miraggio che non ha a che fare con la realtà; 
  • Prenditi cura di te: è la cosa migliore che puoi fare, in questo momento, per te e per la tua bambina. 
  • Chiedi aiuto, perché in queste situazioni non è affatto facile farcela da soli. Condividi con qualcuno il momento difficile che stai vivendo: non rimanere da sola. 

 

A CHI CHIEDERE AIUTO? 

  • Consulto psicologico: è un valido aiuto per affrontare la depressione post partum. Parlare con un professionista ti aiuterà a sentirti meno sola, e a chiarire meglio ciò che sta succedendo. Confrontarti sui dubbi che hai, In modo da capire quali aiuti ti possono essere utili in questo momento. Ci sono aspetti concreti di cui curarsi (ad esempio scegliere tra allattamento a richiesta o allattamento programmato). Ma anche aspetti emotivi (ad esempio il timore di non dare abbastanza, il dubbio di non riuscire a capirla, il timore che possa stare male). 
  • Incontri a casa con Ostetrica - Puericultrice: può essere utile l'aiuto di un’esperta della primissima infanzia, che ti aiuti e ti consigli nella gestione delle attività quotidiane con la tua bambina (ad esempio nanna-sonno-pappa) Nei bambini così piccoli alimentazione e nanna sono strettamente connessi. E’ utile dare ai bambini fin da subito buone abitudini e buoni ritmi, in linea con le loro esigenze, ma anche con le tue. 
  • Consulto psichiatrico: un medico specializzato nella prescrizione di farmaci (ad esempio stabilizzanti dell’umore) potrà valutare se e quale cura farmacologica sia adatta a te in questo momento. Ti aiuterà ad affrontare questo difficile momento. 
  • Lo psicologo home visiting: lo psicologo viene a casa tua, in tempi e modi concordati, per prendersi cura della relazione tra te ed il tuo bambino nel vostro ambiente di vita quotidiana. 

 

GLI OBIETTIVI DEL CONSULTO PSICOLOGICO 

Lo psicologo ti aiuterà a: 

  • occuparti di te, delle emozioni e stati d’animo relativi al momento di vita che stai vivendo, senza il timore di essere giudicata;
  • gestire le difficoltà che stai incontrando come madre, sostenendoti nella ricerca di possibili strategie per affrontarle; 
  • aiutarti a trovare il giusto equilibrio nella relazione di accudimento mamma-bambino, senza perdere di vista te stessa;
  • sostenerti all’interno delle relazioni familiari, per integrare la tua nuova identità di mamma con quella di donna; 
  • valutare la gravità del tuo malessere, così da aiutarti ad attivare una rete di supporto che preveda il coinvolgimento di altri professionisti (ad es., psichiatra, psicologo home visiting, ostetrica, puericultrice, consultorio servizio prima infanzia); 
  • darti qualche indicazione concreta, quando necessario. 

 

QUALCHE ACCORGIMENTO CONCRETO NEL QUOTIDIANO 

In concreto, ecco cosa ti consiglio di fare: 

  • cerca di riposare meglio che puoi, di seguire, per quanto possibile con un bambino piccolo, dei ritmi sonno – veglia che ti permettano di ricaricarti; ad esempio, impegnati a riposare quando anche Arianna dorme, senza farti sopraffare dalle altre cose da fare 
  • alimentati in modo sano e corretto: le energie della tua mente passano anche dal tuo corpo; 
  • prenditi del tempo per te: organizzati con il tuo partner o con i tuoi familiari affinché tu possa ritagliarti dei momenti da dedicare a te stessa. Ad esempio, un lungo bagno caldo, una passeggiata, la lettura di alcune pagine di un libro; 
  • parlane con il tuo partner: anche lui è appena diventato genitore. Parlarne insieme potrebbe farvi sentire più uniti nell’affrontare i cambiamenti in corso, e potrebbe farvi ritrovare intesa; 

 

I SINTOMI DELLA DEPRESSIONE POST PARTUM 

Si parla di depressione post partum quando, a distanza di circa un mese dalla gravidanza, la neomamma comincia manifestare alcuni di questi sintomi: 

  • umore depresso, tristezza 
  • labilità emotiva, facilità al pianto 
  • mancanza di piacere nel fare le cose, soprattutto nel prendersi cura del bambino 
  • pensieri e vissuti di colpa 
  • tendenza al ritiro, all’isolamento 
  • sensazione di non avere energie (astenia) 
  • ansia intensa e persistente 
  • disturbi dell’alimentazione (assenza di fame, o all’opposto desiderio di mangiare molto) 
  • disturbi del sonno  
  • disinteresse per la sessualità 

 

CAUSE E CONSEGUENZE 

La nascita di un bambino è un evento che cambia profondamente gli equilibri personali e familiari. 
Cambia il modo di percepire se stessi, cambia la relazione con il proprio partner. 
Un bambino che ha bisogno mette in contatto con aspetti di dipendenza molto forti, e può anche riattivare vissuti personali molto intensi. 
Ogni neo mamma si trova alle prese con una profonda ridefinizione di sé, che avviene però in un momento di grande stress, sia fisico (il parto, l’allattamento, le variazioni ormonali, le alterazioni del ciclo sonno/veglia) che mentale (il pianto del bambino, l’essere privata dei propri spazi e tempi, la momentanea rinuncia del lavoro, il cambiamento nella relazione con il partner). 
Questi fattori aiutano a spiegare il perché della frequenza con cui le donne vanno incontro a momenti di crisi nel periodo perinatale, fino ad una vera e propria manifestazione depressiva. 
Naturalmente, la depressione post partum è un fenomeno clinico complesso, non riconducibile ad un’unica causa, ma è il risultato di molteplici fattori che si combinano tra loro. 
Soffrire di depressione post-natale compromette il benessere della donna, ma anche del bambino, poiché ostacola l’instaurarsi di una buona relazione madre – bambino, fondamentale in questi primi momenti di vita perché possa esserci una crescita sana di quest’ultimo.  
È quindi di fondamentale importanza curare un eventuale stato depressivo durante tutto il periodo perinatale, partecipando anche a campagne e interventi preventivi di informazione e supporto. 

 

LA SITUAZIONE IN ITALIA 

  • dati recenti stimano che in Italia tra il 10 e il 15 % delle donne va incontro a depressione post-natale/depressione post partum 
  • la probabilità di attraversare un periodo di maternity blues coinvolge, invece, circa il 70% delle donne durante la settimana successiva al parto. 

Cara Carlotta, come vedi non sei sola. 
Stai affrontando un periodo molto complesso. Non avere paura di chiedere aiuto, il benessere tuo e di Arianna viene prima di tutto. 
Un saluto.