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COVID-19 E DONNE TRA CASA E LAVORO: EQUILIBRI DIFFICILI MA NECESSARI

Difficoltà relazionali (15/09/2020)

Mi chiamo M., sono una libera professionista, architetta e mamma di due bambine di 4 e 7 anni.
Ora che le bambine sono dai nonni per brevi vacanze mi rendo conto di quanto io sia stanca e preoccupata pensando al futuro.
Districarmi tra casa e lavoro è stato praticamente impossibile, mi sono sentita una cattiva mamma e una pessima professionista, con progetti in ritardo e mai abbastanza presente per le bimbe.
E ora sembra che a settembre niente cambierà, lo smart working pare la rivelazione dell’anno, ma per me è stato solo un problema aggiuntivo.
Mi sento continuamente male, insofferente; ho la sensazione che non riuscirò a ripartire…
C’è qualcosa secondo voi che potrei fare?

terapeuta Marta Grossi

Dott. Marta Grossi

Risposta del 15/09/2020

Milano

COVID-19 E DONNE IN SMART WORKING: IL PARERE DELLO PSICOLOGO

Cara M.,
ciò che metti in luce con la tua domanda è un problema che riguarda tante donne che si trovano a vivere, come te, un momento complesso legato all’emergenza sanitaria COVID-19.
Costretta a districarti tra la vita familiare e vita lavorativa, sembra proprio che tu non abbia avuto a disposizione il sostegno necessario per vivere i tanti aspetti della tua vita in modo pieno e soddisfacente.
Ciò che più mi ha colpito della tua domanda è il tuo parlare di insofferenza, stanchezza e preoccupazioni; mi sono chiesta se non ci fosse, sottostante, anche una possibile rabbia data dall’esserti sentita sola e, come dici tu, “pessima”.
Credo che riconoscere le emozioni presenti in questa situazione sia un passo necessario per chiarire che cosa sta succedendo dentro e fuori di te e trovare così nuove strade per affrontare la ripartenza.

 

SMART WORKING E FAMIGLIA: AFFRONTARE UN’IMPRESA IMPOSSIBILE?

Se da un lato lo smart working rappresenta la possibilità di conciliare lavoro e famiglia, nella realtà dei fatti per molte donne rimanere a casa ha significato ritrovarsi molto più assorbite dai compiti di cura (dei figli, della casa) e molto più private dei loro spazi personali e di realizzazione professionale. La maggior parte delle famiglie in questa condizione non ce la possono oggettivamente fare. Non per una loro responsabilità, ma per una concreta impossibilità a conciliare organizzativamente, praticamente ed emotivamente un tale carico di compiti, ruoli e occupazioni familiari, lavorative e personali. In questo periodo si è spesso verificato che soprattutto le donne si sono sentite sovraccaricate. Il risultato, nella migliore delle ipotesi, è ritrovarsi stanchissime, nella peggiore è arrivare a una condizione di esaurimento fisico e mentale.
Questa realtà sociale ha un effetto sul mondo interno ed emotivo delle persone, che nella maggioranza dei casi si trovano a doversi confrontare con emozioni e vissuti complessi e difficili da gestire: confusione, rabbia e frustrazione, sfiducia e perdita di iniziativa, senso di colpa nei confronti dei figli, tristezza e demotivazione.

Come ripartire? È utile domandarsi come ci si sente, e provare a dare un senso a quell’insofferenza di cui anche tu parli, considerando sia gli elementi esterni che quelli emotivi che la influenzano.
Ti faccio alcuni esempi:

  • sei in difficoltà con il tuo compagno/a – famiglia allargata perché non c’è un buon equilibrio nella gestione della quotidianità?
  • Sei stata penalizzata al lavoro per un eventuale ‘calo di rendimento’ dovuto alla situazione straordinaria che ci troviamo a vivere?
  • Sei arrabbiata con te stessa perché non riesci a fare tutto come vorresti?
  • Ci sono aspetti specifici che ti preoccupano rispetto alla ripresa a settembre?

 

STRATEGIE PER AFFRONTARE LA SFIDA DELLO SMART WORKING

Focalizzare ciò che provi ti permette di pensare a strategie in grado di contenere il senso di sconforto e sfiducia, che altrimenti rischia di prendere il sopravvento.
Ad esempio potresti:

  • rivedere con i tuoi familiari la gestione della quotidianità: infatti, ora che ne avete fatta esperienza, potreste avere più chiaro quali sono le difficoltà cui si va incontro, qualora il lavoro da casa dovesse perdurare. Forse potrebbe essere utile provare a conciliare il carico familiare con il ritrovamento di spazi per te (es. suddividere la gestione dei figli tra sera e mattina/tra giorni differenti);
  • forse l’essere una libera professionista ti potrebbe consentire di rivedere modi e tempi del lavoro da svolgere, per affiancare vita professionale e impegni familiari;
  • gestire per tempo le sfide di settembre: organizzare meglio gli spazi in casa/postazioni di lavoro; chiedere aiuto ai nonni (dato che, nel tuo caso, sembrano essere figure su cui è possibile appoggiarsi)?
  • lavorare su te stessa: chiederti il possibile e non l’impossibile, riconoscendoti lo sforzo e la fatica che stai facendo. Questo potrebbe implicare, ad esempio, di non essere sempre una mamma perfetta e sempre presente, né una lavoratrice impeccabile e sempre puntuale;
  • non trascurare i tuoi bisogni di donna E mamma: troppo spesso ci si sente costrette a scegliere se essere una O l’altra. Ripartire tu, in prima persona, a reclamare il diritto di essere entrambe le cose, potrebbe aiutarti a trovare tempi e spazi di realizzazione su entrambi i fronti.

Come vedi, dietro al tuo stato d’animo possono nascondersi molteplici motivazioni, più o meno legate alla situazione esterna o ai tuoi vissuti interni: tutto sta nel guardare quale sia la tua personale sfumatura all’interno di questo ampio tema sociale.

 

AIUTO PSICOLOGICO: QUANDO CHIEDERLO E COME FUNZIONA

Potrebbe succedere che, nel farti queste domande, tu senta il desiderio di confrontarti con qualcuno. A volte, infatti, per pensare ad alcune cose che ci riguardano è necessario essere in due.
Lo psicologo è un professionista in grado di:

  • accogliere gli eventuali interrogativi su te stessa e sul momento di vita che stai attraversando;
  • ti può sostenere a stare meglio e ristabilire un equilibrio soddisfacente nella tua vita;
  • aiutarti ad individuare quali siano gli elementi della tua storia e del tuo contesto di di vita e cheti mettono alla prova.

Tieni presente che in questo momento molti psicologi offrono la possibilità di iniziare un percorso online; potrebbe forse essere un primo spazio da prendere per te stessa?

 

Cara M, per finire ti lascio con i link ad alcune risposte pubblicate sul nostro sito, e che penso potrebbero incuriosirti:

Un caro saluto.