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DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE: PUO’ RIPRESENTARSI? PERCHE’?

Disturbi Comportamento Alimentare-DCA (24/09/2020)

Buongiorno,
da due anni ho cominciato l’università e mi sono trasferita in un’altra città. Dal mese di marzo sono rientrata a casa dai miei genitori a causa del lockdown. Questa convivenza assieme a loro ha fatto tornare fuori vecchie cose. Litigi, tensioni. I miei genitori mi stanno molto addosso, in passato ho avuto problemi alimentari, sono molto dimagrita in alcuni periodi, motivo per il quale sono stata in cura con uno psicologo e un nutrizionista. Pensavo di esserne uscita e ora mi ritrovo a controllare le calorie di quello che mangio o a pesarmi sempre. Temo di esserci ricaduta. È possibile? Vorrei un consiglio da voi.
Grazie

terapeuta Claudia Macaluso

Dott. Claudia Macaluso

Risposta del 24/09/2020

Milano

RICADERE NEL DISTURBO ALIMENTARE: IL PARERE DEL NOSTRO PSICOTERAPEUTA

Buongiorno,
tutti noi abbiamo vissuto un periodo davvero complesso causato dal Covid-19, che ci ha costretti a restare chiusi in casa per parecchi mesi.
È stato difficile per tutti e in particolar modo lo è stato per i più giovani, che sono quelli che vivono maggiormente la loro realtà fuori dalle mura domestiche e che sono abituati a frequentare quotidianamente i loro coetanei. Alcuni giovani, come nel tuo caso, sono andati a vivere fuori di casa o in un’altra città e il lockdown può aver costituito una sorta di regressione a periodi di vita precedenti e in certi casi una riattualizzazione di dinamiche famigliari conflittuali, a volte non completamente risolte.
Nella tua lettera parli di tensioni famigliari e di uno “stare addosso”, che fa pensare a invasione dei tuoi spazi e forse dinamiche controllanti, che spesso sono presenti nel contesto familiare di chi soffre o ha sofferto di DCA. In effetti, in questi casi, il modello famigliare di riferimento spesso presenta i uno stile di accudimento improntato alla critica, al controllo o all’eccessivo perfezionismo.
Dici di aver sofferto di disturbi alimentari in passato e fai cenno a dei frequenti dimagrimenti, immagino quindi tu possa avere sofferto di anoressia nervosa, che hai curato grazie all’aiuto di uno psicologo e di un nutrizionista. Ora mi sembri disorientata, forse impaurita all’idea di poterne soffrirne ancora.

 

ANORESSIA NERVOSA E CAMPANELLI DI ALLARME: COME AFFRONTARE LA SITUAZIONE?

La cosa più importante è che tu ti sia resa conto che stai perdendo il tuo equilibrio e che qualcosa non va più.
È possibile che il percorso di supporto psicologico che hai fatto in passato sia stato sufficiente e risolutivo per il momento di vita in cui ti trovavi allora. Ma forse c’è un pezzetto oggi che andrebbe osservato con attenzione, per capire di cosa si tratta e come affrontarlo.
Probabilmente adesso, date le tue esigenze evolutive ed il lockdown vissuto in questo periodo, la situazione di “rientro in famiglia” può starti stretta ed indurti a reagire ricorrendo ad “antiche strategie”, appartenenti a vecchie dinamiche familiari in cui improvvisamente ti sei ritrovata.
Credo possa valere la pena, interrogarsi su questo, e riflettere su quali risorse alternative (più funzionali e vitali) tu possa usare per affrontare ciò che ti accade oggi.

 

PAURA DI RICADERE NELL’ANORESSIA NERVOSA: PERCHE’ RIVOLGERSI ALLO PSICOLOGO?

Ci sono alcuni temi che sono centrali nell’anoressia nervosa. È importante averne consapevolezza, perché in qualche modo possono costituire dei punti di fragilità nelle persone che hanno vissuto questo tipo di sofferenza, anche quando non ci si trova nella condizione di DCA conclamato.
Uno di questi è il controllo. L’anoressia nervosa può essere un modo di esercitare una forte azione di controllo su di sé, sul proprio corpo, sulla propria volontà, sulla propria vita, tanto che questo tipo di forza onnipotente ("ce la faccio completamente da sola") diventa una parte fondante la propria identità.
Può diventare un modo di affermarsi e ritrovare forza. Può essere un modo di sottrarsi al potere delle persone di cui sembra di avere bisogno, da cui ci si sente troppo dipendenti. È un modo per crearsi un’immagine di sé forte e vincente ("sono completamente autonoma, e autosufficiente"), per non sentire il dolore dentro, per gestirlo. Non so se tu ti ritrovi in questi esempi, ma se ti sembra di perdere il tuo equilibrio alimentare ed emotivo, uno Psicologo/Psicoterapeuta può esserti di aiuto per comprendere cosa ti sta accadendo, per sostenerti nell’affrontare questi meccanismi ed aiutarti a trovarne altri più funzionali alla vita. Rivolgersi a un terapeuta può essere utile per capire se sei caduta nuovamente in un disturbo alimentare o se più che altro tu sia ricaduta in una modalità di reazione a dinamiche famigliari conflittuali.
Con lui potrai affrontare meglio il tuo vissuto, rielaborare certe tensioni famigliari e più in generale comprendere l’origine del malessere per intervenire prima che la situazione possa peggiorare. Infatti, le eventuali conseguenze dei disturbi alimentari possono avere severe ripercussioni sulla mente e sul corpo.
Se vuoi approfondire meglio il tema dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) e in particolar modo dell’anoressia nervosa, puoi visionare questo articolo già pubblicato sul nostro sito:
NON MANGIARE E PAURA DI CADERE NELLA TRAPPOLA DELL’ANORESSIA NERVOSA 

Cari saluti.