×
DOMANDE&RISPOSTE PROFESSIONISTI FAI UNA DOMANDA CHI SIAMO

OBESITA’: COME AFFRONTARLA, COME CURARLA

Disturbi Comportamento Alimentare-DCA (20/11/2019)

Buongiorno, 
sono una donna di quarantacinque anni. Dall’adolescenza sono molto in sovrappeso. Negli ultimi dieci anni però questo problema è peggiorato ed ora la mia condizione è stata definita dai medici di obesità 
So che dovrei perdere peso, sono stata seguita negli anni da diversi dietologi, ma senza successo. Mi vergogno, non riconosco il mio corpo 
Ho difficoltà con gli uomini. Da sempre è così. Chiedo dimostrazioni d’amore continue, mi dispero quando non le ricevevo. Con l’ultimo compagno abbiamo provato ad avere dei figli, senza riuscirci. Probabilmente anche a causa del mio sovrappeso. La relazione poi è finita ed io ho cominciato a mangiare ancora di più. 
Sono consapevole di non poter trattare questo problema unicamente ricevendo un aiuto medico. Ma faccio fatica ad occuparmi della parte psicologica. 
Voi potete aiutarmi? Beatrice 

terapeuta Nisia Cosenza

Dott. Nisia Cosenza

Risposta del 20/11/2019

Milano

COME INTERVENIRE PER LA PREVENZIONE E LA CURA DELL’OBESITA’ - IL PARERE DEL NOSTRO PSICOTERAPEUTA 

Cara Beatrice, 
l’obesità è un problema complesso, che ha bisogno di una presa in carico multifocale perché l’intervento sia efficace. 

  1. Consulenza medica sulla situazione di salute che il sovrappeso comporta. E’ utile un medico di fiducia, specializzato nel trattare problemi di obesità. 
  2. Consulto ginecologico, parli di una difficoltà nel rimanere incinta a causa dall’obesità. Forse varrebbe la pena consultare un medico ginecologo che possa darti delle indicazioni su questo aspetto. Anche per sciogliere eventuali dubbi ed avere la situazione un po’ più chiara. 
  3. Intervento psicologico, che tenga conto di chi sei tu, della tua storia, delle tue abitudini, delle difficoltà che in questi anni hai incontrato. Può aiutarti a lavorare sul piano della motivazione, affrontando assieme a te i blocchi emotivi che non ti permettono di mettere in atto il cambiamento che desideri. Molto spesso questi blocchi sono legati ad aspetti di disistima di sé e delle proprie capacità. Si presentano meccanismi di dipendenza (come quello nei confronti del cibo), ma che si possono ritrovare anche nelle modalità relazionali con le persone a cui vuoi bene. 
  4. Intervento nutrizionale e dieta, quindi un supporto che ti segua nel migliorare il tuo regime alimentare per raggiungere i risultati di maggiore benessere che ti poni. Essi hanno a che fare con il peso, ma anche ad esempio con il livello energetico percepito, che può avere a che fare con una buona o cattiva digestione. 
  5. Allenamento fisico, è importante riattivare il corpo anche sul versante del movimento. Inizialmente potrebbe aiutarti affidarti ad un personal trainer, oppure trovare dei corsi ad hoc rispetto alle tue esigenze. Infatti, è bene poter cominciare molto gradualmente, ma cominciare. Ad esempio potresti cominciare a fare delle passeggiate. Per certe persone è stimolante essere in compagnia di qualcuno. 
  6. Abitudini quotidiane, A volte le condizioni di forte sovrappeso generano odio o disprezzo per il proprio corpo. La persona può tendere a lasciarsi andare, non uscire di casa e curarsi sempre meno. Si perde il piacere di vedere le persone e di fare le cose con piacere. Tutto ruota attorno al cibo, ai pasti, che diventano il fulcro delle giornate in modo ossessivo e totalizzante. So che non è facile recuperare abitudini di vita di verse, e che forse anche i più piccoli cambiamenti in questo momento sembrano impossibili. Ma pensa a cose semplici, come andare al cinema, andare dal parrucchiere, dall’estetista. So che ci sono persone che vengono anche a casa per svolgere questi servizi. A volte prendersi cura di sé in modi semplici e quotidiani può fare la differenza. 

 

L’INTERVENTO DELLO PSICOTERAPEUTA  

Cara Beatrice, è comprensibile che tu faccia “fatica a occuparti della parte psicologica”. Per molte persone il momento iniziale del consulto psicologica può essere difficile, ma ti suggerisco comunque di provarci, data l’incidenza degli aspetti psicologici sui problemi di obesità. Trova un professionista di tua fiducia, esperto in Disturbi del Comportamento Alimentare. Puoi chiedere una consultazione iniziale. Si tratta di qualche incontro per inquadrare la tua situazione e capire come ti trovi a parlare con una persona esterna alla situazione, ma competente e affidabile. Potresti sentirti sollevata, ed in caso contrario potrai condividere con lo psicologo le tue difficoltà per capire come affrontarle. 
Alcuni aspetti che potrebbero essere oggetto della riflessione con lo psicologo: 

  • Aspetti motivazionali, per sostenere il cambiamento del tuo stile di vita. Ogni cambiamento, per diventare proficuo e duraturo, necessita delle spinte giuste. La motivazione, che funge da motore in questo senso, può cambiare nel tempo. Inizialmente, ad esempio, può essere perlopiù connessa a ridurre alcuni problemi di salute. Nel tempo, va a consolidare l’acquisizione di uno stile di vita sano e del senso di cura e di valore di sé; 
  • Autostima, riflettere sulla percezione del proprio valore, e sulle proprie capacità. Spesso si associano allo stato di obesità sentimenti di vergogna, frustrazione e impotenza. Può essere utile occuparsi di corpo e mente, cercando connessioni e scissioni possibili. Ad esempio potrebbe essere utile approfondire la sensazione di "non riconoscerti”, di cui parli nella tua richiesta.  
  • Relazioni. E’ un tema vasto che ha a che fare con la famiglia, le amicizie, l’amore, il lavoro. Dalla tua richiesta leggo che in particolare le tue preoccupazioni riguardano la sfera amorosa. Fai accenno ad una dinamica di coppia che tende a ripetersi, rispetto al bisogno di rassicurazione. Credo che varrebbe la pena affrontare questo tema, e le tue eventuali insicurezze. Trovare un modo per vivere le relazioni in modo più libero e meno preoccupato.   

 

POSSIBILI CAUSE DI SOVRAPPESO ED OBESITA’ 

In psicologia l'obesità può essere vista come un comportamento volto a mettere in atto un meccanismo di difesa, cioè un modo di reagire difensivamente ai pericoli (affettivi e relazionali) percepiti nella vita.  
Ad esempio: 

  • “mangiare molto” può essere un modo di riempire un senso di vuoto affettivo, una profonda solitudine. La solitudine percepita può non essere legata (soprattutto all’esordio dei problemi di sovrappeso) ad uno stato di isolamento reale, ma invece ad un estremo bisogno di relazione, che non si riesce ad appagare nemmeno quando si sta in compagnia 24h su 24h. La causa di questa condizione può essere legata all’esperienza di vivere in contesti di estrema vicinanza familiare, o addirittura di simbiosi con alcuni membri della famiglia anche fin dall’infanzia. Per questo può essere molto difficile successivamente affrontare le separazioni e tollerare la distanza fisica e affettiva.  
  • "mangiare molto” può essere connesso ad esperienze traumatiche, mortificanti e deprivanti rispetto al valore di Sé.  L'aumento di peso può coincidere con il tentativo estremo e disperato (magari non del tutto consapevole) di scomparire, proteggersi dal mondo esterno e mettere una distanza invalicabile tra sé e il mondo. 

 

LA SITUAZIONE IN ITALIA 

Il Ministero della Salute ha recentemente diffuso i dati su sovrappeso e obesità in Italia. Dal comunicato emerge che quattro italiani su dieci hanno un problema di peso. Il 32% della popolazione adulta è sovrappeso. L’11% presenta problemi di obesità 

Un saluto.