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DISTURBI DELLA PERSONALITA’: COSA SONO

Disturbi di Personalità (11/12/2019)

Buongiorno, sono molto preoccupata per mia mamma, che ha continue crisi di rabbia. Da sempre ci sono litigi in famiglia, da che io mi ricordi. I miei che litigano, urlano. È mia mamma soprattutto che comincia, è violenta, tira oggetti, urla. Ce l’ha con tutti anche con me. Critica sempre tutti. Si chiude in camera per tanto tempo. Poi si calma, ma non dura mai troppo. Bisogna sempre stare molto attenti con lei. Basta una parola per farla scattare. Ho il dubbio che mia mamma stia male. Forse è bipolare. Non so cosa fare.  
C.

terapeuta Chiara Navarra

Dott. Chiara Navarra

Risposta del 11/12/2019

Milano

DISTURBI DELLA PERSONALITA’ - LA PAROLA AL NOSTRO PSICOTERAPEUTA 

Cara C.,  
rispetto all’ipotesi di disturbo bipolare, al momento non avrei abbastanza elementi per confermare la tua ipotesi. Il disturbo bipolare rientra nel quadro dei disturbi di personalità. E considerando l’intensità delle reazioni di tua mamma, durata e frequenza degli episodi che vivete in famiglia, credo però varrebbe la pena fare un’indagine più approfondita per capire se si tratta di disturbo di personalità e con quali caratteristiche.  
Cercherò comunque di darti sull’argomento qualche indicazione che spero possa esserti utile. 

 

DISTURBO DI PERSONALITA’: COSA È 

Ognuno di noi ha uno stile di personalità, ossia un insieme di processi psichici interni (motivazioni, capacità di adattamento, pensieri, emozioni prevalenti, modalità relazionali, ecc.) che, combinandosi tra loro, contribuiscono a determinare ciò che siamo. 
Si parla di disturbo di personalità quando l’intensità con cui lo stile di personalità si manifesta è tale da compromettere il funzionamento personale in modo rigido, stabile e significativo, causando sofferenze e difficoltà a se stessi e agli altri. 

 

COME AFFRONTARE I DISTURBI DI PERSONALITA’ 

  • Farsi aiutare. Per un familiare di una persona che soffre di disturbo di personalità è molto utile non prendere completamente su di sé la responsabilità della gestione pratica ed emotiva della situazione. È importante chiedere aiuto a dei professionisti, ma anche se possibile condividere con altri familiari le preoccupazioni, e confrontarsi sul da farsi 
  • Coinvolgere chi sta male, quando e quanto possibile. Ad un certo punto sarà necessario iniziare a coinvolgere la persona che soffre di disturbi di personalità, esplicitando la preoccupazione che le cose non stanno funzionando. Esprimere la necessità di fare qualcosa e rivolgersi ad un professionista per un consulto iniziale. È bene sensibilizzare la persona, e sviluppare gradualmente sempre maggiore consapevolezza del suo stato. È anche necessario non forzare la mano, e cercare di rispettare i tempi e i modi della persona sofferente. Se la persona avesse qualche resistenza iniziale, sarebbe utile rassicurare e se necessario attendere un po’ perché la persona possa trovare o essere rinforzata nella motivazione. 
  • Cercare un professionista (psicologo-psicoterapeuta) per una consultazione diagnostica: è utile inquadrare la situazione attraverso colloqui psicologici e test psicodiagnostici di personalità. La consultazione (dura circa 5-6 incontri) ha la finalità di fare ipotesi e cercare di comprendere cosa sta succedendo. Serve per fare una prima ipotesi della tipologia di disturbo col quale si ha a che fare, si evidenziano le caratteristiche, lo specifico funzionamento emotivo, i meccanismi mentali e relazionali che vengono messi in atto e le conseguenze per la persona, ma anche per chi le sta attorno. È importante che la persona accetti questa proposta e che possa collaborare il più possibile con i professionisti che incontrerà. Per questo è utile essere molto chiari ed onesti nel condividere con lei eventuali proposte su come affrontare la situazione.  
  • Il contributo dei familiari, è un aspetto che va valutato con attenzione: come, quando e se coinvolgerli. Ad esempio, ci sono persone che non gradiscono “l’interferenza” dei familiari ed altre che invece preferiscono fin da subito essere supportati dalla famiglia. In ogni caso è molto importante inquadrare bene il significato di eventuali colloqui familiari, e dare ad essi la giusta funzione, tempismo e durata. E’ comunque una valutazione che è opportuno fare caso per caso. 
  • Creare una buona alleanza tra paziente-terapeuta e con i familiari. E’ fondamentale curare molto bene fin da subito questo aspetto, cioè la quota di fiducia iniziale indispensabile per un buon lavoro di cura, che molto spesso può essere influenzata anche dall’atteggiamento dei familiari (supportivo oppure no, indipendentemente dal fatto che i familiari incontrino o meno il professionista di riferimento). 

Tutto ciò è utile e propedeutico ad individuare la giusta cura da proporre. 

 

GUARIRE DA UN DISTURBO DI PERSONALITA’: È POSSIBILE? 

Il concetto di “guarigione” è complesso, e quando si parla di sofferenza psichica credo si debba, in tutta onestà, dire che più che pensare ad una “guarigione” nel senso medico del termine, si debba puntare al cambiamento più possibile per la persona che sta male, nello specifico momento della vita in cui si trova.  
Quindi avviare un processo di riparazione, che sostenga la persona a rimettere insieme parti di sé, delle relazioni, della sua vita, nel migliore dei modi, e non nel modo perfetto ed ottimale. Credo sia molto importante riuscire a fare un “esame di realtà” per accettare i propri limiti e le proprie fragilità, non per eliminarli, ma se mai per imparare a gestirli nel modo migliore per sé, e per le persone attorno a sé. 
Gli interventi sui quali focalizzare il percorso di cura sono principalmente due: 

  • Psicoterapia (individuale o di gruppo): è un percorso di cura che mira a riparare e ristrutturare il proprio mondo interno. Facilita il cambiamento e il processo di maturazione personale da un punto di vista emotivo e relazionale. Supporta la persona nel prendere coscienza di sé e delle proprie fragilità. Mira a favorire il più possibile la funzione di esame di realtà, accettando i propri e altrui limiti, alla ricerca di un equilibrio (con se stessi e con gli altri) più realistico e meno ideale. Lo Psicoterapeuta, è uno psicologo o un medico che si è specializzato dopo la laurea in psicoterapia e psicologia clinica attraverso una scuola di specializzazione quadriennale. 
  • Supporto farmacologico: in alcune situazioni l’intervento psicoterapeutico può essere affiancato da un supporto farmacologico, che mira a stabilizzare le oscillazioni emotive e l’impatto dei sintomi sulla vita di tutti i giorni.  
    Numerosi studi di ricerca testimoniano che l’efficacia dei farmaci sul benessere personale è di gran lunga maggiore se integrato con un percorso di psicoterapia. I farmaci sono prescritti da uno psichiatra, che è un medico laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Psichiatria. 

 

DISTURBI DI PERSONALITA’: QUANTI E QUALI 

Non esiste un’unica classificazione dei disturbi di personalità. 
Ti parlo qui dei disturbi di personalità presentati dal PDM 2, il Manuale Diagnostico Psicodinamico  (Lingiardi, Mc Williams, 2018). 
Di seguito descritti in breve i principali disturbi di personalità:  

  • personalità depressive: persone che tendono a criticarsi molto per ciò che accade, e che si sentono profondamente preoccupate nei contesti relazionali e/o in occasione di eventi di perdita (ad esempio lutti, separazioni, ecc.). Facilmente riportano di sentirsi tristi, o di aver provato colpa e vergogna. Sentono di essere sbagliate o inadeguate, e temono il rifiuto. 
  • personalità dipendenti: persone che cercano di mantenere sempre costante il legame con un’altra persona, da cui sentono di dipendere. Ricercano costantemente un sentimento di sicurezza, poiché tendono a vedere se stesse come bisognose, carenti di qualcosa. 
  • Personalità ansioso – evitanti e fobiche: persone che facilmente sperimentano vissuti di ansia e preoccupazione, arrivando a sentirsi costantemente in pericolo anche quando questo non è giustificato dalle condizioni reali. Le relazioni sono difficoltose, poiché gli altri possono essere visti come protettori o, all’opposto, come minacce 
  • Personalità ossessivo – compulsive: persone che tendono a manifestare il bisogno di mantenere il controllo in tutte le situazioni, che tendono a non mostrarsi particolarmente inclini a far emergere le proprie emozioni e i propri affetti. Si tratta in genere di persone molto precise e ordinate, ma che tendono ad essere percepite come rigide e distaccate. 
  • Personalità schizoidi: persone estremamente sensibili e vulnerabili, che tendono ad evitare il contatto con gli altri pur desiderandolo. Presentano una vita emotiva interna molto intensa, tanto da risultare, alle volte, disturbante. È frequente riscontrare una certa tendenza al ritiro. 
  • Personalità somatizzanti: si tratta di persone che tendono a manifestare la sofferenza sul corpo. E’ presente una certa difficoltà a parlare del proprio malessere, che è quindi prevalentemente mostrato. Queste persone tendono a pensarsi come estremamente fragili e vulnerabili, in un mondo che all’opposto sembra essere sempre forte e potente. 
  • Personalità isterico – istrioniche: persone che tendono a manifestare in modo esplicito e a tratti teatrale il proprio malessere. Spesso si riscontrano pensieri o preoccupazioni relative alla propria appartenenza di genere, con la tendenza a svalutare il proprio sesso, percepito come inferiore. 
  • Personalità narcisistiche: persone fortemente incentrate su di sé, che tendono a mostrare al mondo un’immagine di loro stessi potente e vincente. Si riscontra una difficoltà nel tollerare sentimenti di vergogna, e una certa facilità ad andare incontro ad oscillazioni dell’autostima. Sono persone che sentono il bisogno di raggiungere la perfezione, anche a costo di sacrificare relazioni ed affetti. 
  • Personalità paranoidi: persone che vivono intense emozioni di paura e rabbia e che tendono a sentirsi costantemente in pericolo a causa di un mondo minaccioso e ostile. 
  • Personalità psicopatiche: persone che mettono in atto comportamenti antisociali, e quindi non conformi alla legge e/o alle regole civili. Sono mosse da sentimenti di intensa rabbia e invidia e nutrono internamente la credenza di poter fare tutto ciò che vogliono, senza limite. 
  • Personalità sadiche: persone che intrattengono un legame intenso con l’umiliazione, subita o agita. Vi è una difficoltà nel rispettare l’altro, che diventa spesso oggetto di piacere personale. 
  • Personalità borderline: persone che sperimentano frequentemente una certa confusione rispetto alla propria identità. Sono inclini a mettere in atto comportamenti impulsivi e a provare emozioni intense e totalizzanti; spesso vanno incontro a difficoltà relazionali, poiché mossi da un grande bisogno dell’altro ma anche dal timore di un’eccessiva intrusione. Queste persone tendono a sentirsi profondamente confuse e incerte rispetto a loro stesse. 

Cara C., mi auguro che questa risposta possa aiutarti ad orientarti un pochino di più nella difficile situazione che stai vivendo a casa, e che possiate trovare al più presto l’aiuto di cui avete bisogno.