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GENITORI E CRISI ADOLESCENZIALE IN LOCKDOWN

Difficoltà infanzia-adolescenza (03/06/2020)

Siamo io e mia moglie, e siamo molto in crisi per via di nostro figlio. Ha 14 anni, e da almeno un anno a questa parte, ci da’ molti molti problemi. Con questa emergenza Coronavirus la situazione non ci sembra peggiorata, ma nemmeno migliorata. E soprattutto siamo molto preoccupati per il futuro. Senza scuola, senza amici, senza sport, ci chiediamo come andrà. Noi non sappiamo come gestire la situazione. Mia moglie è molto stanca, le viene spesso da piangere, temo che rinunci. Ma per me vale la pena fare tutto quello che possiamo per cambiare quello che ci sta capitando. Mio figlio non vuole andare dallo psicologo. Dice che ci vanno i pazzi e lui non è pazzo. Avete un consiglio da darci?
S.

terapeuta Chiara Navarra

Dott. Chiara Navarra

Risposta del 03/06/2020

Milano

Caro S.,
nella tua richiesta ci parli in generale dei molti problemi che tu e tua moglie avete con vostro figlio da almeno un anno. Sarebbe utile approfondire un po’ meglio di quali problemi si tratta. Posso ipotizzare, dall’età di vostro figlio, che vi potreste trovare in piena crisi adolescenziale. Infatti, è frequente che all’esordio dell’adolescenza, cioè intorno ai 13 anni, cominci un periodo complesso che può mettere a dura prova l’adolescente ed anche i suoi genitori. L’adolescente si trova ad affrontare più o meno improvvisamente una fase di grande cambiamento: del corpo, della rappresentazione di sé, dell’identità sessuale, delle relazioni con i pari e con gli adulti di riferimento. Non sempre fila tutto liscio, e talvolta si apre una fase caratterizzata da conflitti e malessere.
Lo spaesamento dei genitori è frequente in questi momenti. Come credo possa essere successo nel vostro caso, si può diventare preoccupati e perdere fiducia che le cose possano migliorare.

 

EMERGENZA CORNAVIRUS: GENITORI E CRISI ADOLESCENZIALE

In particolare, in questo momento di emergenza Covid-19, con la situazione di forzata reclusione, le energie diminuiscono e le preoccupazioni aumentano per tutti (grandi e piccini). È un momento in cui le situazioni problematiche già presenti, possono apparire più preoccupanti perché si ha la sensazione di avere molte meno possibilità di prima del lockdown. Meno relazioni, meno sport, meno scuola, meno aiuto in generale. Devo dire che gli adolescenti hanno risorse nascoste e spesso ci stupiscono per la loro resistenza e adattabilità al nuovo (resilienza). Forse, da un certo punto di vista, erano più pronti al regime di auto-reclusione. Pronti, e più ben disposti di noi, ad usare tutti i dispositivi di connessione a disposizione: ludici, relazionali, didattici. È vero però che il protrarsi di questa situazione preoccupa tutti, ed aumentano gli interrogativi sul futuro, e certo i genitori hanno tante responsabilità in più rispetto a prima del lockdown. La famiglia, infatti, si trova più sola e spesso nell’emergenza di gestire una vita familiare in cui ci sono molteplici aspetti: lavoro, quotidianità della casa, figli, coordinamento tra questi differenti ambiti. A peggiorare il quadro c’è il fatto che da un certo punto di vista abbiamo perso parzialmente il ruolo di supporto delle agenzie educative di riferimento (come la scuola, le organizzazioni sportive, ecc.) perché, per quanto i contatti e le attività vengano mantenute da remoto, non è certo la stessa cosa rispetto a prima.

 

GENITORI ALLE PRESE CON ADOLESCENTI IN LOCKDOWN: COME INTERVENIRE

I genitori sono chiamati in questo momento ad una grande sfida. Ci sono alcuni aspetti che può essere utile mettere a fuoco in relazione alla situazione che state vivendo a casa:

  1. La cosa importante da fare in tutta questa incertezza è cercare di coltivare il più possibile la collaborazione tra i membri della famiglia, il cui contributo è fondamentale, soprattutto in questo momento di emergenza. È utile che ciascuno abbia la su parte di responsabilità nella gestione della situazione.
  2. Al centro di questa manovra c’è il dialogo, non in senso per forza benevolo, ma che possa portare ad un sincero confronto, per arrivare alla formulazione di accordi possibili. È importante capire gli uni il punto di vista degli altri, anche se diversi.
  3. È un bene che non abbiate notato peggioramenti in seguito al conclamarsi dell’emergenza Coronavirus, ma la situazione non è da sottovalutare ed occorre mettersi nella prospettiva che le cose sicuramente sono cambiate e nel futuro cambieranno. Dovremo dirigerci assieme verso una nuova normalità, ancora tutta da immaginare. È proprio in relazioni a queste incertezze e alle perdite (amici, scuola, uscite, sport) di questo momento, che occorre aiutare i ragazzi ad esprimersi, a trovare delle alternative possibili e inventare nuovi modi per vivere la loro vita comunque.
  4. Per i ragazzi può essere difficile immaginare da soli quali possibilità potrebbero esserci per il futuro. Potrebbero aver bisogno di essere sostenuti dagli adulti che hanno accanto. I genitori diventano, così, uno “specchio” Cioè un interlocutore che può condividere con loro le idee, soluzioni possibili, alternative, oppure sostenerli nel rendere più sopportabile questa attesa.
  5. Può essere utile per gli adulti provare a mettersi nei loro panni, per capire il loro punto di vista sulla realtà attuale ed il valore che danno alle cose. Ad esempio, in questo momento i ragazzi potrebbero avere intensificato il tempo passato on-line, ma non solo per riempire il tempo, ma piuttosto per connettersi con gli amici, passare del tempo assieme, come se stessero facendo una passeggiata nel mondo virtuale.
  6. Questo ci preoccupa? Passano troppo tempo davanti al video? Certo, è una preoccupazione legittima da parte dei genitori, ma è utile in questo momento riguardare con attenzione limiti di tempo e modalità di connessione, in funzione del ruolo che assolve lo stare on-line. Perché è una delle poche possibilità che hanno in questo momento. Può essere utile ricontrattare con loro nuove regole e abitudini rispetto all’utilizzo del web, più adatte alla situazione straordinaria in cui ci troviamo. Se ci riflettiamo, anche per noi adulti la tecnologia è al momento la nostra finestra sul mondo sia lavorativa sia relazionale. È importante, comunque, tenere sempre sott’occhio il pericolo della sovraesposizione alla connessione on-line.
  7. È utile, inoltre, cercare un nuovo senso anche alla convivenza familiare. Avere dei ruoli, anche espliciti, che possano far sentire inclusi, utili, valorizzati tutti i membri della famiglia.
  8. Utile anche preservare una routine familiare, con orari dei pranzi o piccole mansioni distribuite in famiglia, la serata film o telefonata agli zii, nonni, amici di famiglia. Ci sono mille possibilità in teoria, bisognerebbe vedere come calarle nella realtà specifica di ogni casa.
  9. Rimanere tutto il giorno chiusi ciascuno in una stanza differente, non aiuterà nessuno ed aumenterà l’isolamento, la preoccupazione e la noia. Nello stesso tempo occorre rispettare gli spazi di ciascuno, compresa la voglia di solitudine (quando ad esempio i ragazzi si chiudono in camera per delle ore).

UN AIUTO AI GENITORI PER AFFRONTARE LA CRISI ADOLESCENZIALE: IL CONSULTO PSICOLOGICO

È molto importante provare a fare delle ipotesi su cosa possa essere successo a tuo figlio, cercando di intercettare le ragioni concrete e affettive che hanno portato alla crisi. Spesso i ragazzi non conoscono le risposte a queste domande. Ma è utile affrontare l’argomento, per riavviare il percorso di crescita in una maniera meno turbolenta e conflittuale.

Che vostro figlio cominci un percorso personale di supporto psicologico può essere, data la sua attuale opposizione, un obbiettivo da raggiungere in un secondo momento. Il pensiero che “lo psicologo curi i pazzi” è uno dei più antichi pregiudizi sulla nostra professione. E credo che possa segnalare la difficoltà a mettersi in discussione ed approfondire le proprie difficoltà.

Capita comunque sempre che i genitori siano i primi a vedere lo psicologo. Infatti, per svolgere l’attività di supporto psicologico con un minorenne, è necessario avere il consenso scritto di entrambi i genitori per incontrare successivamente il minore.

Ma è soprattutto utile raccogliere la testimonianza di mamma e papà, per cominciare a costruire un primo quadro della situazione.

In questo articolo trovate qualche informazione in più su come funziona lo spazio di consultazione psicologica con i genitori.

Caro S., spero che questi spunti ti possano essere d’aiuto. Un saluto.