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GRAVIDANZA, PARTO, COVID-19: PAURE

Difficoltà infanzia-adolescenza (30/07/2020)

Buongiorno, sono quasi al termine della mia prima gravidanza. Sono molto stanca e un po’ frustrata, mai mi sarei immaginata una gravidanza così. Così sola, la pancia è ormai cresciuta e per settimane gli unici a vederla cambiare siamo stati io e mio marito. Dalla fine del lockdown ho ricominciato a uscire ma non molto, la mascherina mi infastidisce e tutti mi consigliano di non rischiare. Ma ciò che più mi preoccupa è la possibilità di dover essere sola anche durante il parto e la degenza in ospedale. Ho già affrontato tutte le visite da sola, mio marito non è mai potuto entrare. E se per sfortuna in ospedale dovesse succedermi qualcosa, se sottoposta a tampone covid-19 come il protocollo impone ora, dovessi risultare positiva? Io da sola non ce la farei.
(C., 37esima settimana).

terapeuta Claudia Maspero

Dott. Claudia Maspero

Risposta del 30/07/2020

Milano - Cantù

COVID e GRAVIDANZA

Cara C.,
come non darti ragione, nessuno avrebbe mai immaginato un periodo così, il Covid ha fatto irruzione nelle vite di tutti e in particolar modo ha cambiato le aspettative e le certezze di chi come te vive o ha vissuto una gravidanza. E quello che generalmente è vissuto come un momento piacevole della vita è stato caratterizzato da ansia e paure. La gravidanza è sempre un’avventura, e ogni gravidanza è un’esperienza a sé e l’ansia fa parte dell’avventura, ma lo stato di reclusione in casa, e soprattutto la preoccupazione per i rischi di contaminazione e le restrizioni in ospedale contribuiscono al suo aumento.

Per questo mi sento di rispondere al tuo quesito riportando alcune importanti informazioni aggiornate messe a disposizione dalle istituzioni internazionali e dai ricercatori che si stanno occupando del Coronavirus nelle donne in gravidanza e nel puerperio:

  • allo stato attuale l’infezione da SARS-CoV-2 non sembra essere più grave durante la gravidanza che nella popolazione generale;
  • allo stato attuale l’infezione da SARS-CoV-2 non sembra causare uno specifico danno al bambino durante la via endouterina;
  • non sono stati riportati casi di trasmissione dell’infezione da coronavirus da madre a figlio (trasmissione verticale). I dati recenti riguardo bambini nati da madri con COVID-19 indicano che nessuno di essi è risultato positivo. Inoltre, il SARS- CoV- 2 non è stato rilevato nel liquido amniotico;
  • riguardo l’allattamento: date le informazioni scientifiche disponibili al momento e il potenziale protettivo del latte materno, si ritiene che, nel caso in cui la madre stia facendo gli accertamenti diagnostici o sia affetta da COVID-19, le sue condizioni cliniche lo consentano e lei lo desideri, l’allattamento possa essere avviato e/o mantenuto, direttamente al seno o con latte materno spremuto.
    Va detto infatti che il virus responsabile della COVID-19 non è stato rilevato finora nel latte materno raccolto dopo la prima poppata (colostro) delle donne affette. Il rischio zero non esiste mai, ma ci sono livelli di rischio che rendono un evento più o meno probabile.

 

AFFRONTARE IL PARTO IN TEMPI DI COVID-19
La situazione Covid è in continua evoluzione. Fino a qualche settimana fa, la presenza dei padri o di una persona di fiducia in sala parto era vietata, ora in molti centri nascita la loro presenza è di nuovo consentita. Mi auguro sarà così anche nell’ospedale dove partorirai perché la nascita di un bambino è un’esperienza della coppia non solo del singolo. Ma forse è bene prepararsi anche all’eventualità di dover affrontare tutto questo da sola, tenendo in mente che seppur tuo marito non potrà essere lì fisicamente accanto a te a sostenerti, a stringerti la mano, ad accarezzarti il volto o a passarti delle sostanziose noccioline, sarà poco lontano in attesa con te. Sosterrà il tuo coraggio, accoglierà la tua paura e forse riuscirà a nominare la sua e tu non ti sentirai così sola, anche perché sola in realtà non lo sei più ormai da 37settimane, da quando il vostro bimbo o la vostra bimba abita il tuo grembo. Una coppia di psicoanalisti inglesi, Martha Harris e Donald Meltzer, descrivono in un loro scritto i quattro atteggiamenti necessari che favoriscono la crescita mentale degli individui. Tra questi: generare amore (e la nascita di un figlio altro non è che un gesto creativo di amore) e sostenere la speranza.

 

LETTURE DI APPROFNDIMENTO
Cara C.,
ti segnalo anche questa altra risposta già pubblicata sulla nostra piattaforma, nel caso avessi voglia di avere qualche altro spunto sul tema della gravidanza ai tempi del Coronavirus.

Un saluto.

CORONAVIRUS E GRAVIDANZA: COME AFFRONTARE QUESTO PERIODO DI ATTESA