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AGGRESSIVITÀ E PRIMA INFANZIA: CHE RABBIA!

Difficoltà infanzia-adolescenza (11/09/2019)

Buongiorno, 

Sono una mamma di un bambino di 1 anno e 10 mesi (Leonardo), e mi sento in grande difficoltà. In questo periodo Leonardo è davvero ingestibile…fa i capricci, piange in continuazione e io non riesco a capire come mai… 
Quando giochiamo insieme mi lancia addosso i giochi, a volte facendomi male. 
Mi sento una madre degenerata ma ogni tanto mi capita di pensare: “Non lo sopporto più! Oggi proprio non ce la faccio!”. 
Non ho avuto il coraggio di parlarne con nessuno… 
Da circa cinque mesi va al nido. Forse questo potrebbe essere il motivo di questi cambiamenti?Cosa posso fare per tornare a sentirmi bene con mio figlio? 

Silvia 

terapeuta Marta Grossi

Dott. Marta Grossi

Risposta del 11/09/2019

Milano

LA PAROLA AL NOSTRO PSICOTERAPEUTA DELL’INFANZIA 

 

Cara Silvia, 
I sentimenti di cui mi parli, rivolti al tuo bambino, possono far parte della normalità della relazione madre-bambino. 
Tu e il tuo bambino state attraversando un’importante fase di crescita. Il tuo bambino sta imparando tantissime cose nuove (ad es. il linguaggio, l’eliminazione del pannolino, e spesso del ciuccio, la possibilità di confrontarsi con altri bambini…). Tu forse ti stai riappropriando del tuo tempo e del tuo spazio cui potresti aver rinunciato nel primo anno di vita del tuo bambino.  
Forse Leonardo vive momenti in cui è spaventato e arrabbiato (e forse anche tu con lui!). 
Come forse ti sarai già accorta la crescita è anche questo: passare necessariamente attraverso momenti di rabbia, aggressività e frustrazione 

 

COME AFFRONTARE L’AGGRESSIVITA’ TUA E DI TUO FIGLIO? 

I bambini, anche molto piccoli, cercano di comunicare all’adulto le emozioni che sentono. E ci riescono. Infatti, spesso, se il tuo bambino è nervoso ed insopportabile, facilmente anche tu diventerai presto nervosa. Vero? 

Come affrontare rabbia e aggressività che si sperimentano nella relazione con i bambini? 

  • Accettarla, e non solo gestirla. E’ importante non spaventarsi troppo. Pensa che ha un significato e che spesso è una reazione momentanea a cambiamenti in corso. 
  • Resisti: può essere utile sopportare la rabbia del tuo bambino. Il tuo bambino può essere spaventato e non capire quello che succede. La prima cosa che puoi fare è “resistere”, anche solo rimanendo con il tuo bambino, o ritornando sempre dopo piccoli momenti di distacco. Per lui scoprire che la sua rabbia non ti mette in crisi (cioè non ti distrugge) è la cosa più importante. 
  • Chiedi aiuto. Se sei troppo stanca, o ti senti sola, può essere che tu abbia la sensazione di non resistere a quelle emozioni forti che il tuo bambino ti suscita. Chiedi a qualcuno di darti il cambio quando senti che la giornata è stata troppo faticosa, concediti un momento di pausa…e soprattutto, non giudicarti per questo! Anche le mamme hanno il diritto di staccare. 
  • Prova a dare nome alle emozioni. Il tuo bambino non sa ancora che quello che sente si chiama ‘rabbia’, ed è un’emozione. Anche se ti sembra ancora piccolo, vale la pena di spiegargli cosa sta provando. Metti in parola il suo sentire (‘sei arrabbiato perché la mamma oggi non c’era’, ‘che rabbia questo bambino!’). Così lo aiuterai a capire quello che accade. 
  • Provate a sperimentare le emozioni. Quale modo migliore del gioco? Leggete una storia in cui i personaggi si arrabbiano, costruite torri per poi buttarle a terra, lanciate una pallina di stoffa sul muro…il tuo bambino, e tu con lui, scoprirete come sia possibile sfogare la rabbia, dando ad essa un senso e una forma molto meno spaventosa. 

Forse questi spunti ti potrebbero essere utili per condividere con il tuo bambino anche altre situazioni. 

 

QUANDO E’ IL CASO DI CHIEDERE AIUTO A UNO PSICOLOGO 

  • Se ti senti sopraffatta dalla fatica (es. non riesci più a svolgere le attività quotidiane, non riesci mai a staccare, sei tesa e nervosa, non riesci a riposare) 
  • Se ti accorgi che non riesci a tollerare l’aggressività del tuo bambino (es. ti senti esasperata, provi un profondo senso di fastidio nei suoi confronti) 
  • Se rispondi alla sua rabbia (es. con percosse, lo scuoti, urli molto spesso, ti metti a piangere, o non riesci a intervenire quando piange) 
  • Se la rabbia del tuo bambino è motivata da eventi esterni oggettivi (es. un abbandono, la perdita di uno dei due genitori…) 

Allora potrebbe essere il caso di parlarne con uno psicologo – psicoterapeuta che può aiutarti a: 

  • sentirti meno sola; 
  • trovare un confronto, in uno spazio neutrale in cui non essere per forza la mamma perfetta; 
  • focalizzare e chiarire gli aspetti o le situazioni che ti creano maggiore difficoltà e sofferenza. E capre come affrontarle; 
  • cercare soluzioni che ti aiutino a gestire, anche praticamente, il tuo bambino (cosa potresti dire, cosa potresti fare, quali risorse inutilizzate ci sono attorno a te); 
  • aiutarti a metterti nei panni del tuo bambino, capendo che cosa accade dentro di lui e perché si comporta in questo modo. 

 

PERCHE’ I BAMBINI SONO AGGRESSIVI? 

Non c’è un’unica risposta. 
L’aggressività fa parte di noi, così come la rabbia è una delle nostre emozioni. 
L’errore sta nel darne un’interpretazione esclusivamente negativa, associandole a qualcosa di distruttivo. 
Rabbia e aggressività ci permettono di proteggerci (hai mai visto il video di una leonessa che difende il proprio cucciolo?), ma anche di crescere e di evolverci. 
Mano a mano che il tuo bambino cresce, dovrà scontrarsi con il fatto che tu non sei sempre lì a disposizione per lui con cure e nutrimento, come accade invece nelle primissime fasi di vita.  
Questo lo farà arrabbiare, e gli verrà voglia di tornare piccolo! 
Ma solo tollerando questa rabbia potrà sperimentare, e tu con lui, i vantaggi di un cambiamento, della crescita (ad esempio, non mangerà più solo latte, potrà esprimere nuove preferenze, diversificare le sue esperienze.) 
Essere arrabbiati, a volte, è normale, e fa bene quando abbiamo la possibilità di esprimere quello che sentiamo.  
Possiamo imparare, e insegnare ai nostri bambini, ad accettare questa emozione, viverla e superarla. Far sperimentare come sia possibile arrabbiarsi e fare pace. Perché le cose si risolvono. Perché continui a volergli bene anche quando sei arrabbiata con lui. Mostrargli che quando si è arrabbiati può essere utile stare un po’ da soli, e non c’è nulla di male in questo. Pensi sia difficile farlo con un bambino così piccolo? Forse all’inizio, perché dovrete trovare un vostro modo di comunicare. Le parole non bastano? Provate ad usare la creatività, il gioco, i disegni, i libri ed ogni cosa che ti sembra utile. Così “arrabbiarsi” può essere un’esperienza di crescita, complicata, ma molto utile.  

Un caro saluto.