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SEXTING: L’USO DEI SOCIAL MEDIA IN ADOLESCENZA

Difficoltà infanzia-adolescenza (24/08/2019)

Buongiorno, sono la mamma di una ragazzina di 15 anni. Durante le vacanze di Natale ho scoperto che mia figlia mandava sue foto mezza nuda tramite whatsApp e altri social a ragazzi, alcuni della scuola, altri conosciuti sul pullman.  
Sono arrabbiata, ma soprattutto preoccupata. Le ho tolto il telefono ma non sono riuscita ad affrontare con lei la cosa. Non mi sento tranquilla, non so cosa fare.  
Come può non capire quanto è pericoloso quello che fa? Non mi fido più a ridarle il telefono, eppure questa situazione non fa altro che peggiorare i rapporti in casa, lei è arrabbiatissima… 
Cosa posso fare? 
Lorena 

terapeuta Marta Grossi

Dott. Marta Grossi

Risposta del 24/08/2019

Milano

SEXTING - LA PAROLA AL NOSTRO PSICOTERAPEUTA.  

Cara Lorena, quello di cui tu parli nella tua domanda si chiama sexting (parola che nasce dall’unione di due termini inglesi, sex (sesso) e texting (pubblicare un testo/un documento). 
Il sexting è l’invio e/o la ricezione/condivisione di testi, video e, molto spesso, immagini dal contenuto esplicitamente o implicitamente sessuale. 
Dal momento che parliamo di una ragazzina di 15 anni, è necessario comprendere il senso di quello che ha fatto. Il valore che hanno per lei queste immagini. La prima ipotesi che posso fare è che tua figlia abbia utilizzato queste foto per attirare l’attenzione di chi le sta attorno. Forse senza essere consapevole che nel farlo compie contemporaneamente un atto lesivo del valore di Sé, della propria dignità, della propria sicurezza, anche emotiva. 
E il papà? Che ne pensa di quello che è accaduto? Tieni conto che in queste situazioni può essere opportuno unire le risorse di padre e madre, per affrontare assieme la situazione.  
Trovo che valga la pena approfondire la cosa. Se siete in difficoltà fatevi aiutare da un professionista che possa inquadrare in modo realistico l'accaduto. 

 

COME INTERVENIRE SU EPISODI DI SEXTING 

  • Sei delusa, arrabbiata e spaventata. Di solito la prima cosa che viene da fare è toglierle il cellulare.  Ma la situazione non si risolve. Anzi le tensioni in casa crescono. 
  • Non concentrarti troppo sull’utilizzo dei social. Non sono di per sé sbagliati, ma il problema è come si usano 
  • Tieni conto che l’identità dei ragazzi è spesso inscindibile dai social: eliminarli non porta di solito a buoni risultati, ma genera solamente rabbia, frustrazione, isolamento e incomprensione.  
  • In questo momento è molto importante non fermare il dialogo con tua figlia, ma anzi intensificarlo quanto più possibile, per comprendere cosa sta succedendo. 
  • Sei sicura che lei abbia capito la ragione delle tue azioni? Se pensa che sia ingiusto quello che fai, ti vedrà come un nemico, e non potrà comprendere il senso dell’accaduto. Sembra arrabbiata con te, e con tutta probabilità pensa di aver subito un torto. 
  • Hai provato a parlarle con sincerità? Dille le tue preoccupazioni e le ragioni che ti hanno spinto a eliminare il cellulare.  Avere un confronto esplicito e sincero è molto importante. 
  • Concordate nuove regole per l’utilizzo del cellulare. Quando, quanto, perché. Magari inizialmente con il patto di poterlo tenere sott’occhio anche tu. Tieni conto che per tua figlia può essere molto importante tenere il contatto con il suo mondo amicale attraverso il cellulare. E non sapere per quanto tempo durerà “l’isolamento” può generare ansia e fissazione rispetto a questo. 
  • Per gli adolescenti l’incertezza è molto difficile da sopportare. E l’agitazione che genera può non aiutarla a concentrarsi su quello che è accaduto (pubblicazione delle foto).  
  • Cerca di comprendere il suo mondo e quello dei suoi amici. Conosci più che puoi di questo modo di stare in relazione, cercando di frenare critiche e pregiudizi. Conoscere e approfondire l’uso che i figli fanno del web ci permette di valutare i rischi, e intervenire in caso di difficoltà. 
  • Tua figlia sta vivendo un momento di difficoltà legato anche all'adolescenza. E’ importante non lasciarla sola ad affrontare tutto questo. 
  • Non credo sia una buona idea in questo momento punirla togliendole le cose che le piacciono, soprattutto se si tratta di buone alternative all’uso del cellulare. Ti faccio degli esempi: fare sport, vedere delle amiche. So che sembra strano dirlo. Ma è importante che non resti isolata. Ad esempio potresti consentirle di invitare le amiche a casa? 
  • E’ importante sostenerla a stare nelle relazioni non mediate dai social. Magari tua figlia non sa tanto come fare nelle relazioni con gli altri? Magari non ha ancora individuato un suo modo nell’approcciare le altre persone e nel farsi conoscere. 

 

QUANDO E PERCHE’ CHIEDERE AIUTO AD UNO PSICOLOGO? 

Gli argomenti appena esposti possono essere difficili da affrontare 

Per i genitori è un momento difficile. E' possibile essere disorientati, non sapere come intervenire. La cosa non è resa semplice da come vi sentite, magari spaventati, arrabbiati e delusi rispetto all’accaduto.  
Vorresti parlarne, ma non trovi le parole. Oppure fai mille tentativi, ma tua figlia non apre bocca. Con te non vuole parlare. Si arrabbia. 

Per tua figlia è un momento difficile. Chissà come si sentirà? Un misto di sentimenti di preoccupazione, rabbia, confusione, solitudine e magari vergogna 
Inoltre, c’è in gioco tanto della sua vita: le relazioni con le altre persone. 

Quando sei in difficoltà e ti accorgi che parlare non è possibile, o non basta, può essere il caso di chiedere aiuto ad uno psicologo. 
L’ingresso in scena di un terzo (lo psicologo), esterno alla situazione, può rendere più facile: 

  • comprendersi reciprocamente 
  • attenuare il conflitto 
  • aiutare ad affrontare l’emergenza della situazione. 

I punti di fragilità su cui intervenire sono. 

  • Il valore di sé. La capacità di prendersi cura di se stessi ed anche degli altri. Parlo del “volersi bene”, della possibilità di proteggersi e mantenere quella distanza di sicurezza nelle situazioni incerte e di pericolo (concreto e relazionale). Per poi lasciarsi andare quando ne vale la pena (perché trovi una persona da amare e che ti ama; perché trovi un buon amico di cui ti puoi fidare). La fiducia va data, ma magari non a tutti. 
  • Riservatezza e intimità. Non è così scontato avere il senso di ciò che è privato, intimo, tuo e magari di nessun altro. Arrivare a comprendere il diritto proprio e altrui al rispetto della propria riservatezza e intimità.  

Questi due concetti sono sesso il presupposto per un utilizzo sano e consapevole dei social. 

 

MA PERCHÉ LO FA? 

Forse la cosa difficile di questo momento è provare a mettersi nei panni di tua figlia. Capire perché si comporta in questo modo, così distante dal buon senso. 
Provo a darti qualche spunto che spero ti sia utile: 

  • Viviamo in un mondo tecnologico, dove video e schermi sono dappertutto. L’essere visti, ammirati, di successo, piacere sembra essere molto importante. Molto dipende dallo sguardo esterno di chi osserva, che quasi definisce chi si è. Per molti essere di successo è importante: avere molti followers sui social, molti “mi piace” sulla propria pagina.  
  • Tua figlia è nel bel mezzo di una fase molto delicata della definizione del “chi sono” e attinge da molti canali di ispirazione. La rete probabilmente è una di quelli. 
  • L’esibire se stessi, il proprio corpo, può essere un modo per entrare in relazione con gli altri. In primo piano ci sono: attirare l’attenzione, sentirsi desiderata, guardata, ammirata. Forse nel web e nei social cerca conferme di sé, del suo corpo, della sua persona. 
  • In questo c’è inconsapevolezza, immaturità rispetto alla protezione di sé, rispetto al proprio valore di donna, di essere umano. Troppo facilmente si aprono le porte della propria intimità, dei propri segreti fisici, ma non solo.

 

SEGNALI DI ALLARME 

Non si tratta di demonizzare la rete, ma di non sottovalutare i segnali che i ragazzi possono dare. 
In particolare, potresti avere bisogno di aiuto se ti accorgi che per tuo figlio: 

  • la rete diventa il luogo da cui dipende il suo senso di identità (ad esempio, prova profondo e intenso sconforto se non riceve sufficienti like, sente di non farcela se ha problemi con la connessione, ecc.) 
  • la rete diventa un rifugio assoluto che esclude sempre di più dalla sua esperienza il contatto e le relazioni con il mondo reale: gli amici, lo sport, la scuola. 
  • la rete diventa luogo per sperimentare una sessualità estrema, in cui riporre la propria intimità, mossi da un profondo senso di insicurezza nella vita reale e/o dal desiderio di avere conferme rispetto alla propria bellezza e desiderabilità. 

Cara Lorena, capisco la tua preoccupazione. 
E’ ormai assodato che ogni giorno siamo costretti a confrontarci con la realtà virtuale: quella parte della nostra identità che prende forma e vita su internet, e in particolare sui social (whatsapp, instagram, facebook, twitter…) 
Tua figlia sta crescendo ed entra in questo mondo. Si allontana da casa e dalla sua protezione. E' momento difficile, di separazione, e non è facile capire il confine tra un limite troppo rigido, e uno troppo fragile. 
Spero che questa risposta possa aiutarti ad orientarti, così da poter trovare per te e tua figlia il miglior aiuto e supporto possibile. 
Un caro saluto.