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CRISI DI COPPIA E PRIMA CONVIVENZA

Problemi di coppia (15/05/2020)

Salve, sono una giovane ragazza di ... anni, fidanzata da quasi … mesi. Superata la prima fase idilliaca, ho notato che una breve convivenza di due settimane ha dato luogo a litigi costanti, dovuti ad incomprensioni, causati SEMPRE da me, che mi offendo per ogni cosa, perché ho aspettative ben oltre la norma (vorrei che rispondesse sempre come desidero, che mi rincorresse sempre e che non si offendesse mai, anche se ne ha il diritto). So di avere un carattere molto difficile e i traumi familiari subiti mi hanno reso la persona insicura, suscettibile e permalosa che sono oggi. Vorrei riuscire ad accettare il mio fidanzato per come è, e non trattarlo male, perché in quel momento ho la paura e la para (immotivata) di non essere abbastanza per lui. Sfogo la mia frustrazione su di lui, che non ha colpe. Come posso dialogare con la parte di me che non controllo e che mi rende intrattabile?

terapeuta Chiara Navarra

Dott. Chiara Navarra

Risposta del 15/05/2020

Milano

Buongiorno,

da ciò che scrivi emerge una notevole consapevolezza dei meccanismi che ti portano a reagire eccessivamente nei confronti del tuo fidanzato. Tale consapevolezza può essere un buon punto di partenza nella gestione della situazione ed anche una risorsa. Bisogna vedere come poterla utilizzare. Qui di seguito provo a darti qualche spunto che spero ti possa essere utile.

 

CRISI DI COPPIA E PRIMA CONVIVENZA. COME AFFRONTARLA

Mi pare che il meccanismo che descrivi si possa riassumere in questi passaggi: insicurezze > paura (di non essere abbastanza) > aspettativa (di essere sempre rassicurata) > frustrazione (dolore-delusione) > reazione di critica e rabbia (attacco aggressivo).
Provo a darti qualche rimando al riguardo, per riflettere su come affrontare al situazione che ti sta mettendo in difficoltà:

  1. È possibile che la reazione finale di critica e rabbia sia contraddistinta da una certa impulsività (reagisco subito) e da una eccessiva reattività (faccio fatica a controllarmi), cosa che aumenta il rischio di escalation nei litigi, cioè quando una semplice incomprensione porta ad uno scontro molto duro.
  2. Inoltre, mi sembra che la vostra vita, tua e del tuo fidanzato, abbia avuto un’accelerazione notevole in concomitanza della convivenza. Come se ci fosse un momento molto pieno ed intenso legato alla convivenza h24, e alla vicinanza emotiva che ne deriva.
  3. Di solito, in una relazione, l’inizio della convivenza può essere un momento delicato, bello, ma impegnativo da tanti punti di vista. Mi viene spontaneo considerare anche due elementi in relazione a questo: il momento di emergenza sanitaria che stiamo vivendo a causa del Coronavirus ed il fatto che la vostra è una relazione relativamente giovane, dato che siete assieme da alcuni mesi. Insomma, mi sembrano tante novità tutte assieme. È possibile che stiate sentendo un po’ di pressione in relazione a questa complessità?
  4. Forse potrebbe essere utile rallentare? Creare più spazio e meno urgenza? Proprio nell’ottica di creare uno spazio concreto ed anche mentale per provare a “dialogare con la parte di te che non controlli”.
  5. Posso ipotizzare che la tua “parte fuori controllo” abbia bisogno di essere molto rassicurata, e che tu possa mettere eccessivamente questa aspettativa sul tuo fidanzato. In questi casi, un passaggio utile è quello di passare da una posizione di attesa (legata all’aspettativa di essere rassicurata dall’esterno) ad una posizione più proattiva.
  6. Che cosa si intende per “posizione proattiva”? È legata alla possibilità di attivarsi per procurarsi ciò di cui si ha bisogno, ad esempio auto-rassicurarsi, non per forza facendo tutto da sola, ma magari invece di attendere o pretendere comprensione, chiederla in modo più dialogante e fiducioso.
  7. Mi chiedo se tu abbia avuto modo di parlare con il tuo fidanzato di quanto ci hai raccontato nella tua richiesta: la tua storia familiare, i traumi, le paure, le aspettative. “Spiegarsi, raccontarsi, conoscersi” potrebbe essere un modo per evitare fraintendimenti litigiosi. Ad esempio, spesso può accadere che quando si ha paura, la reazione evidente possa essere più connotata con rabbia ed aggressività (per difendersi). Ciò conduce alla conseguenza esattamente contraria a quella che vorremmo, cioè: allontaniamo, inibiamo le persone, invece di avvicinarle. Creiamo tensione e fraintendimento, invece di comprensione e accoglimento.

 

MOMENTO DI CRISI? UN PENSIERO IN Più SU CIò CHE STAI VIVENDO

La tua richiesta è molto ricca di spunti che potrebbero essere approfonditi meglio in qualche colloquio psicologico. L’approfondimento sarebbe utile per formulare un quadro più preciso della tua/vostra situazione, nell’ottica di trovare un maggiore equilibrio con la parte di te che senti fuori controllo e ti rende intrattabile. Ad esempio, quando ci parli del tuo “carattere difficile”, dei “traumi familiari”, l’insicurezza, il non “essere abbastanza”, il voler essere sempre capita.
Mi sembra inoltre che ci possa essere da parte tua una tendenza a colpevolizzarti (“litigi SEMPRE causati da me”), che forse potrebbe incastrarti nella posizione della ‘cattiva’ e nei relativi sensi di colpa. Questo potrebbe impedirti di trovare possibili soluzioni per riparare eventuali tuoi passi falsi. Perché di solito chi si sente cattivo, non si da’ molte possibilità di redenzione.

Colgo l’occasione per dirti che se tu desiderassi qualche approfondimento ulteriore, siamo ovviamente disponibili con uno (o più se necessario) colloqui anche in videochiamata.

Un caro saluto.