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COPPIA IN CRISI PER L’ARRIVO DI UN ANIMALE DOMESTICO

Problemi di coppia (16/07/2021)

Buongiorno, vivo da molto tempo con mia moglie e abbiamo 2 figli 7 e 11 anni , mi capita ora di affrontare un problema relativo ad un nuovo componente in famiglia: un cane. Da circa un anno chiedo alla mia compagna di non prenderlo, perchè entrambi lavoriamo e io non li sopporto. Da circa 2 settimane me lo ha fatto trovare in casa. Mi sono arrabbiato molto; il cane morde abbaia già delle 6 del mattino ecc. abbiamo deciso di restituirlo, ora lei mi scrive: Questa brutta esperienza mi ha fatto capire come io e te siamo diversi .....dobbiamo vivere nella stessa casa va bene ma per me sei e resterai un estraneo .....non voglio una persona come te .....mi spiace che le bambine imparino da te l'egoismo e la cattiveria .....non sono arrabbiata solo finalmente ti conosco per quello che sei..... Chi non ama gli animali e si preoccupa solo di se stesso non voglio abbia niente a che fare con me ....mi spiace solo di aver avuto due figlie con te a cui tu stai purtroppo insegnando il tuo ego.

terapeuta Marta Crespi

Dott. Marta Crespi

Risposta del 16/07/2021

Milano

QUANDO IN FAMIGLIA SI HANNO PUNTI DI VISTA DIFFERENTI

Buongiorno,
immagino sia stato e sia ancora un periodo complicato per te. Improvvisamente ti sei trovato a gestire più difficoltà contemporaneamente: l’arrivo inaspettato e non gradito di un nuovo membro in famiglia, il senso di esclusione e di non considerazione in questa decisione e la reazione della tua compagna. Infatti, la rabbia è stata l’emozione principale che sembra tu abbia provato.

  • Un nuovo membro: l’arrivo di un cane come nuovo membro della famiglia ha sicuramente comportato dei cambiamenti nella tua giornata, nelle tue abitudini: per esempio, svegliarsi prima la mattina perché abbaia, avere la casa maggiormente in disordine perché gioca, e, da quanto racconti, anche qualche danno in più perché morde. Come sempre, un nuovo arrivo non passa inosservato, a maggior ragione se non è desiderato. In questi casi possono emergere numerose emozioni: avversione, disprezzo, disgusto, rabbia nei confronti dell’oggetto del nostro malessere. E, come racconti, anche nei confronti di chi ha causato questa situazione. Immagino, inoltre, che anche il tempo libero, tuo e della tua compagna, a disposizione sia stato riorganizzato: meno libertà, meno tempo da trascorrere insieme, e più tempo da dedicare a lui, al gioco, alle passeggiate. In sostanza, più lavoro, più responsabilità. Credo che cambiare la tua routine non sia stato piacevole, anche perché non voluto.
  • Esclusione e non considerazione: sentirsi esclusi fa male e fa arrabbiare, a maggior ragione se la persona che ci ha escluso è quella con cui si condivide la propria quotidianità da diciannove anni. Immagino che, oltre alla rabbia, ci siano stati anche diversi pensieri rispetto a quello che è accaduto: magari potrai aver pensato “ma come si permette?”, “e io in tutto ciò?”, “non conto nulla, quindi?”, “non sono stato rispettato!”. Pensieri che, probabilmente, avranno aumentato ancor più il tuo malessere e la tua rabbia. Hai provato a interrogarti sul motivo che ha spinto la tua compagna a prendere questa decisione senza consultarti e andando contro il tuo volere? Magari capirlo potrebbe aiutarti a dare un significato a quanto ti ha scritto.
  • Risposta della tua compagna: reazione che, da quanto sembra, ti ha spiazzato e preso alla sprovvista. In seguito alla scelta di restituire il cane, ha manifestato delle riflessioni e degli stati d’animo molto forti, mettendo in discussione il vostro rapporto e mostrando preoccupazione per il modello educativo che potresti fornire alle vostre figlie (“mi spiace che le bambine imparino da te l'egoismo e la cattiveria”). Non mi è chiaro il motivo per cui la tua compagna ha insistito così tanto per prendere un cane: lo desiderava lei? Oppure era pensato per le vostre figlie? Avrebbe dovuto avere un significato educativo per loro?

 

COPPIA IN CRISI: UN CONFLITTO IN PRIMO LUOGO DA CAPIRE

Sembrerebbe che il cambiamento dato dall’arrivo di un nuovo membro in famiglia sia stato l’elemento scatenante che ha fatto emergere la vostra crisi di coppia. I cambiamenti, non solo negativi ma anche positivi, come la nascita di un figlio, un nuovo lavoro o nuove abitudini, possono incrinare la relazione se non vengono affrontati con sincerità e consapevolezza verso se stessi e verso la coppia, portando distanze e mancanza di comprensione. Pensi possa essere successo anche a voi? Non è chiaro se la vostra relazione avesse già dei problemi, delle zone d’ombra, dei non detti. Questo potrebbe spiegare la sua reazione? Forse eravate in un “momento di stallo”, in cui la crisi non è ancora evidente, ma incominciano a serpeggiare malumori e insoddisfazioni. Inoltre, sembrerebbe che le aspettative della tua compagna nei tuoi confronti fossero diverse da come poi sei apparso ai suoi occhi e che questa consapevolezza sia arrivata con tutta la sua forza in questa circostanza, disilludendola (“non sono arrabbiata solo finalmente ti conosco per quello che sei”). Ne avete mai parlato? Si può anche intuire che la tua compagna abbia un amore molto spiccato verso i cani e, in generale, gli animali. Con la decisione di restituire il cane, potrebbe essere venuto meno un suo bisogno, un suo desiderio? Magari, un desiderio non solo o esclusivamente personale ma anche di carattere educativo, di trasmissione di certi valori alle vostre figlie: amore, responsabilità, impegno, dedizione, sacrificio.

 

COSA FARE IN CASO DI DIFFICOLTA’ CON IL PROPRIO PARTNER

Sembrerebbe che la situazione attuale possa essere dipesa da problemi di comunicazione e di comprensione reciproca: tu non hai percepito la reale importanza della richiesta della tua compagna e lei non ha valutato quanto per te fosse difficile vivere con un cane; lei aveva o stava maturando delle riflessioni rispetto al vostro rapporto e non te ne ha parlato oppure l’ha fatto ma tu le hai sottovalutate. Una comunicazione utile ed efficace, all’interno di un rapporto, presuppone due dimensioni indispensabili:

  • riuscire a esprimere le proprie emozioni, esigenze personali e di coppia in modo comprensibile all’altro, sia a livello verbale che non verbale;
  • riuscire a comprendere i bisogni e le emozioni dell’altro attraverso un atteggiamento di ascolto e osservazioni reali, in assenza di pregiudizio.

Questi aspetti della comunicazione della coppia non sono semplici da perseguire, soprattutto perché bisogna mantenere una costante attenzione alla salute del rapporto. Se queste risorse non ci sono o sono “dormienti” da tempo a causa delle incombenze quotidiane – avete due figlie e lavorate entrambi, un gran da fare! – a volte può essere difficile ristabilire una comunicazione che assicuri un contatto genuino con la persona amata e spesso rivolgersi a uno psicologo-psicoterapeuta esterno alle dinamiche di coppia può costituire un concreto aiuto.