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SMART WORKING, VIDEO-CALL E STRESS DA VIDEO

Stress sul lavoro (21/03/2021)

Buongiorno, ho …. anni. Sto incontrando difficoltà durante le video-call lavorative. ho senso di panico nell'essere guardata, ho paura di parlare in pubblico, di fare brutta figura. Poi mi sento a disagio all’idea di essere a casa, che possano vedere dove abito, le mie cose. Mi è venuto in mente persino di utilizzare quei programmi che migliorino l’immagine, cambiano lo sfondo. Mi sento agitata, non so come fare. avete qualche consiglio? 

terapeuta Laura Viceconte

Dott. Laura Viceconte

Risposta del 21/03/2021

Milano

SONO IN SMART WORKING E LE VIDEO-CALL MI METTONO A DISAGIO

Buongiorno,
posso immaginare la tua difficoltà ad affrontare le giornate lavorative; la sensazione “di essere guardata”, i tuoi colleghi che “entrano” dentro la tua casa e nella tua quotidianità in una modalità che mi sembra tu percepisca come intrusiva. Immagino sia per te una novità: lo è? È la “tua prima volta in video”? Anche sapere che genere di lavoro fai potrebbe essere utile ad inquadrare le tue difficoltà. Comunque, provo a darti qualche spunto che spero ti possa essere utile. Mi sembra tu stia sperimentando paure e incertezze (forse nuove?), che verosimilmente ti possono portare a vivere il lavoro con un forte carico di stress. Il tuo malessere potrebbe essere collegato alla sovraesposizione cui sei “costretta”? Per sovraesposizione intendo essere troppo esposta al video, alle video-conferenze, agli incontri on-line, nei termini di vedere gli altri ed essere visti, essere ascoltati e ascoltare. Credo che i temi dell’esposizione personale e dell’immagine di sé (come mi vedo, come mi vedono gli altri, come mi sento) possano essere rilevanti nell’influenzare il tuo senso di disagio. Forse anche nei termini di sentire la situazione che ti sfugge di mano, non sotto controllo: come mi vedono? Sono abbastanza in ordine? Sarò stata chiara? Mi sentiranno bene? Avranno visto che sono nervosa? Avrò fatto brutta figura?

 

SMARTWORKING E RIUNIONI ON-LINE: QUANTE DIFFICOLTA’ !

Qui di seguito cerco di mettere a fuoco alcuni degli aspetti che spesso espongono le persone a vivere con difficoltà le riunioni da remoto, on-line. Magari possono darti qualche spunto per inquadrare meglio la tua situazione: cosa provoca disagio?

  • Distanza e intimità: L’introduzione o l’ampliamento del lavoro da remoto ha sicuramente comportato un cambiamento nella modalità di essere in relazione con gli altri. Ad esempio, se per alcuni versi sentiamo molto la distanza fisica, la videocamera entra in maniera invasiva nella nostra vita, rendendo visibile i nostri spazi e i nostri oggetti. Si tratta pertanto di una modalità di incontrarsi che, nonostante l’assenza di contatto dal vivo, può avere sfumature piuttosto intime.
  • Spaesamento virtuale: Questo senso di inadeguatezza e di panico che provi durante le video-call potrebbe essere legato alla difficoltà di percepire cosa avviene dall’altro lato della telecamera. Pertanto, puoi finire con il sentirti da un lato sola nella tua stanza, e contemporaneamente “osservata” da chiunque è presente alla video-call, dall’altro lato del web. Ad esempio, nel momento in cui fai una presentazione o un intervento, mancando un contatto visivo diretto, è difficile percepire un feedback immediato dagli altri partecipanti, feedback che ti consente anche di modulare l’interazione nello stesso istante in cui avviene.
    Così può rimane costante una sensazione di insicurezza, spaesamento, che facilmente si trasforma in paura.
  • Esposizione personale: lavorare con altre persone espone comunque la propria persona, e ci porta ad interrogarci su come ci presentiamo, cosa diciamo e come gli altri ci percepiscono. Non si tratta di una peculiarità solo del lavoro via web, ma il contesto virtuale può accentuare la sensazione di esposizione. Perché? Il contatto frequente con la telecamera ti può portare a vivere proprio quella sensazione di sovra-esposizione; vedersi costantemente nello schermo, in una forma di relazione che forse si fa fatica a comprendere completamente, perché sono tante le sfumature che si perdono (un’espressione, uno sguardo, un sorriso, uno sguardo interrogativo, ecc.). Sei così più facilmente portata a preoccuparti di come gli altri ti possano vedere o percepire.
    Forse potresti provare a porti alcune domande: Come vivevo le relazioni con i colleghi quando lavoravo in presenza? Come mi sentivo in contesti come riunioni, presentazioni o lavori in team? Riflettere anche su questi aspetti potrebbe aiutarti a comprendere meglio il disagio che vivi al momento.

 

STRATEGIE PER GESTIRE IL DISAGIO DELLE VIDEO-CALL

Come è possibile affrontare pertanto questo tipo di interazioni? Come contenere il disagio generale che provi?
Anche qui sarebbe davvero utile avere qualche informazione in più sul contesto lavorativo in cui ti trovi. In ogni caso provo a darti qualche spunto, spero utile:

  • Umanizzare i propri interlocutori: Prova a fare uno sforzo d’immaginazione cercando di calarti in una situazione dal vivo con i tuoi colleghi, aiutandoti con ricordi di una quotidianità lavorativa in presenza. Pensali come persone in carne ed ossa che tu conosci. Questo lungo periodo nelle call da remoto, infatti, corre il rischio di spersonalizzare le relazioni e renderle gradualmente sempre più sfuocate e distanti.
  • Condivisione informale: puoi pensare agli spazi di condivisione informale. Ad esempio, nella tua giornata lavorativa standard ti prendevi delle pause con alcuni colleghi? Prova ad immaginare di creare situazioni simili online; questo potrebbe aiutarti a riprodurre un ambiente lavorativo più reale e magari acquisire un po’ più di sicurezza nella relazione virtuale.
  • Non solo video: può essere inoltre utile che tu abbia, nell’arco della giornata, dei momenti di stacco dal video, in modo da riprendere contatto fisico con lo spazio; prenditi le tue pause, magari facendo delle cose in casa o rilassandoti semplicemente 5 minuti con un caffè in una stanza diversa da quella in cui lavori.
  • Vedere ed essere visti: è utile avere una strumentazione che ti consenta di vedere e sentire bene, come anche essere vista e sentita. Infatti, quando non si vede o non si sente bene il proprio interlocutore diventa anche difficile comprendere, perché è molto faticoso entrare in relazione. Ad esempio, il fatto che le persone arrivino puntuali, che non se ne vadano prima, che attivino i video, aiuta sia gli oratori che gli ascoltatori a rimanere maggiormente in relazione, oltretutto in un contesto (la riunione on-line) in cui è più facile distrarsi.
  • Ambiente virtuale: l’ipotesi di porre alle tue spalle, durante la video-call, un ambiente neutro come sfondo può essere una buona strategia inizialmente per aiutarti a contenere la paura che il tuo ambiente sia troppo visibile. Puoi pensare di usare uno sfondo preimpostato, come avevi in mente, o magari semplicemente collocarti in una zona della casa dove non sono evidenti oggetti, quadri o fotografie, e che quindi rimanga più impersonale. Spesso aiuta acquisire delle abitudini costanti, che creino la tua versione di stanza virtuale.

In ogni caso, potrebbe essere importante esplorare questa paura di non sentirti adeguata e l’ansia legata al pensiero di farti vedere nel tuo contesto di vita abituale. In tal caso, qualora continuassi a sperimentare forte angoscia sul lavoro, potresti valutare di chiedere una consulenza psicologica in modo da approfondire questi tuoi vissuti.

Spero di averti fornito spunti utili, un saluto.