Genitori e bugie dei figli adolescenti: come gestirle
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GENITORI E BUGIE DEI FIGLI ADOLESCENTI

 

INDICE

  • Bugie in adolescenza: come gestirle?
    Perché mentire può avere una funzione evolutiva
  • Le bugie come meccanismo di evitamento
    Paura di deludere, imbarazzo e sovraesposizione
  • Il ruolo dei genitori davanti alla bugia
    Decodificare prima di reagire
  • Come un genitore può affrontare le bugie di un figlio
    Alcuni orientamenti educativi

 

 

 

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BUGIE IN ADOLESCENZA: COME GESTIRLE?

In adolescenza mentire può rappresentare un tentativo di differenziarsi, di proteggersi dal giudizio oppure di gestire emozioni che non sono ancora pienamente mentalizzate.
Le bugie vengono spesso interpretate come trasgressione o opposizione all’autorità. Tuttavia, in molti casi esse raccontano qualcosa di difficile da esprimere in modo diretto e possono costituire un tentativo di autonomia psicologica rispetto alle indicazioni e alle aspettative del mondo adulto.

 

LE BUGIE COME MECCANISMI DI EVITAMENTO

La bugia può funzionare come una soluzione rapida per evitare vissuti di ansia, imbarazzo o paura di deludere.

Non sempre gli adolescenti riescono a mettere a fuoco il motivo del proprio mentire. È frequente che i genitori parlino di “bugie inutili”, soprattutto quando si tratta di situazioni che, dal punto di vista adulto, sarebbero state comprensibili o facilmente affrontabili.

Le bugie possono essere comprese come una strategia di evitamento che si attiva nel momento in cui qualcosa appare difficile da sostenere o da comunicare apertamente. In questa prospettiva, esse possono essere lette come espressione dell’attivarsi di meccanismi di difesa finalizzati ad aggirare sentimenti sottostanti, quali il timore di deludere o la difficoltà nel gestire situazioni di esposizione.

 

IL RUOLO DEI GENITORI DAVANTI ALLA BUGIA

Prima di reagire, è opportuno interrogarsi su ciò che la bugia comunica e sulla posizione genitoriale più adeguata da assumere.

Comprendere il significato della bugia non equivale ad accettarla senza conseguenze, ma implica un processo di decodifica che consenta di orientarsi: arrabbiarsi, preoccuparsi o lasciare correre non sono reazioni neutre, ma scelte che andrebbero ponderate.

È utile chiarire il senso della propria posizione rispetto alla situazione: concedere tempo? intervenire perché il figlio necessita di aiuto? esprimere delusione o preoccupazione?

La questione centrale non è soltanto stabilire se il figlio abbia mentito, ma comprendere cosa stia cercando di ottenere attraverso quel comportamento e quale funzione stia svolgendo per lui.

 

COME UN GENITORE PUÒ AFFRONTARE LE BUGIE DI UN FIGLIO

Affrontare le bugie richiede pazienza, capacità di tollerare l’incertezza e disponibilità a riconoscere e gestire le proprie reazioni emotive, quali rabbia, delusione o preoccupazione. Di seguito vengono proposti alcuni orientamenti utili.

  1. Concedere tempo

Prima di allarmarsi può essere opportuno concedersi e concedere al figlio un tempo di attesa. È possibile che l’adolescente stia cercando il momento in cui sentirsi pronto ad affrontare la situazione. L’attesa implica la capacità di tollerare l’incertezza. Talvolta la situazione può evolvere spontaneamente; in altri casi sarà necessario decidere se e come intervenire, alla luce delle riflessioni maturate sul significato del mentire.

  1. Non interpretarla come un attacco personale

La bugia non dovrebbe essere letta automaticamente come un attacco o un tradimento, ma come una possibile modalità adolescenziale di fronteggiare un momento difficile o di prendere una certa distanza dai genitori. È consigliabile evitare reazioni immediate e drastiche.

  1. Evitare mortificazioni e sensi di colpa

Qualora si scelga di affrontare la questione, è importante non ricorrere a modalità mortificanti né attivare sensi di colpa eccessivi, poiché tali atteggiamenti rischiano di consolidare il silenzio e la chiusura. Il confronto dovrebbe piuttosto promuovere una maggiore consapevolezza e configurarsi come occasione di maturazione.

  1. Privilegiare il dialogo con domande aperte

Un dialogo fondato su domande aperte e neutrali può favorire un clima meno giudicante. Formulazioni come “Com’è andata?”, “Come ti senti?”, “Cosa sta succedendo?” permettono di mantenere uno spazio di ascolto senza introdurre interpretazioni precostituite. È preferibile evitare consigli immediati, sostenendo invece l’adolescente nella ricerca di una propria modalità di affrontare la situazione.

  1. Riconoscere il valore del tempo

Qualora il figlio riesca ad affrontare la situazione in un secondo momento, secondo i propri tempi, la bugia può aver svolto una funzione di protezione temporanea. In tali circostanze potrebbe non essere necessario tornare nel merito della menzogna, considerandola un escamotage funzionale al prendersi il tempo necessario.

  1. Affrontare il silenzio quando diventa eccessivamente gravoso

Se il silenzio si protrae e diventa difficile da sostenere, può essere opportuno parlarne. In tali situazioni sono preferibili comunicazioni semplici e dirette. L’imbarazzo può rappresentare un vissuto significativo e il silenzio può costituire, per l’adolescente, un rifugio temporaneo.

 

SEZIONE FAQ: BUGIE IN ADOLESCENZA

Le bugie in adolescenza sono normali?

Sì. In molti casi rientrano nel processo di crescita e di differenziazione dal mondo adulto.

Conviene smascherare subito una bugia?

Non necessariamente. Può essere più utile comprendere la funzione che la bugia svolge prima di intervenire.

Quando è opportuno parlarne apertamente?

Quando il silenzio diventa troppo gravoso o rischia di compromettere la relazione tra genitore e figlio.

 

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