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DEPRESSIONE AD ALTO FUNZIONAMENTO

Depressione (26/11/2019)

Buongiorno,  
sono una donna di 34 anni e credo di avere bisogno di aiuto. Convivo da ormai più di 8 anni con un senso di stanchezza perenne che mi porta a sentirmi sempre affaticata mentalmente e fisicamente. Ho sempre meno desiderio di uscire, stare assieme agli altri. Sono spesso di cattivo umore. Vado tutti i giorni a lavorare, ho raggiunto una buona posizione lavorativa però non mi soddisfa nulla.  Ho pensato che potrei essere depressa, ma di fatto non mi è mai capitato di stare chiusa in casa. Secondo voi si potrebbe parlare di depressione? Cosa potrei fare? 
Ester 

terapeuta Claudia Macaluso

Dott. Claudia Macaluso

Risposta del 26/11/2019

Milano

DEPRESSIONE AD ALTO FUNZIONAMENTO - IL PARERE DEL NOSTRO PSICOTERAPEUTA 

Gentile Ester, 
ti ringrazio per averci contattati. Nella tua situazione sentendoti parlare di depressione, stanchezza, indesiderabilità di relazioni sociali, calo dell’umore ed insoddisfazione, pur mantenendoti lavorativamente e quotidianamente attiva, potrei fare l’ipotesi di una depressione ad alto funzionamento.  
La depressione ad alto funzionamento è differente dalla depressione classica, che in psicologia viene denominata depressione maggiore, che credo sia quella cui fai cenno quando parli dello “stare chiusa in casa”. Qui di seguito le caratteristiche principali di questi due tipi di depressione: 
Le persone che soffrono di depressione ad alto funzionamento convivono con unassenza di motivazione e una mancanza di piacere di vivere, pur riuscendo a svolgere tutte le mansioni quotidiane. Spesso per fare questo è necessario mettersi una maschera, così che nessuno si accorga del proprio malessere. Di fatto questa maschera se da un lato funge da protezione verso il mondo eterno, dall’altro non permette di chiedere aiuto a nessuno. Inoltre, costringe a non essere mai veramente se stessi. Questo può generare il desiderio progressivo di stare da soli, per evitare di reggere la farsa che "tutto vada bene”. 
La depressione maggiore, invece è un disturbo del tono dell’umore che è costantemente basso a prescindere dalle situazioni esterne. Genera intensi stati di tristezza e insoddisfazione, sensazioni di vuoto e irritabilità e un progressivo ritiro dal mondo e dalle attività 

 

DEPRESSIONE AD ALTO FUNZIONAMENTO: COME AFFRONTARLA E COME INTERVENIRE  

Cara Ester, nella tua situazione e dati tutti gli interrogativi che hai sulla tua situazione ti indicherei di consultare uno psicologo-psicoterapeuta, con cui confrontarti e fare un quadro della tua situazione, anche rispetto all’ipotesi di depressione che sto condividendo con te. Infatti, andrebbero approfonditi alcuni aspetti rispetto al quadro che descrivi nella tua richiesta.  
Ad esempio: 
Le persone che soffrono di depressione ad alto funzionamento possono far fatica a riconoscere, ammettere e raccontare lo stato di malessere in cui vivono. Forse si ha paura di sentirsi stigmatizzati, si teme di uscire allo scoperto e mostrarsi fragili. Capita anche a te? Ti dico fin da ora che, se questo fosse il tuo caso, saresti in buona compagnia, dato che in generale mostrare le proprie fragilità è un fatto delicato per la maggior parte delle persone (depresse e non).   
Una delle caratteristiche della depressione ad alto funzionamento può essere la puntigliosità, la meticolosità, che porta ad alte prestazioni sul lavoro. Inoltre, si può avere la tendenza ad una certa disponibilità. Per questo spesso si finisce per essere apprezzati, ma anche essere oggetto di possibili invidie, ad esempio sul lavoro o anche in ambito familiare. In questi casi, lo sforzo da compiere è alto, perché tutto dentro di te ti porterebbe in un'altra direzione: lasciare perdere, non incontrare più nessuno, chiuderti nel tuo mondo. 
Non svelare mai come ti senti veramente, costringe ad uno sforzo quotidiano per continuare a svolgere in modo eccellente tutte le attività (lavorative e non), senza fra trapelare alcuna “anomalia”. Per questo è molto importante consultare uno Psicologo e iniziare a prenderti cura di te stessa, senza doverti preoccupare di farti vedere sempre in piena forza. Tutti hanno diritto a concedersi un po’ di tregua quando ne sentono la necessità. Questo aiuta a recuperare le energie per stare successivamente meglio. 
In caso di quadro depressivo il lavoro con uno psicologo può essere utile per: 

  • condividere ed affrontare il senso di tristezza 
  • vedere il bicchiere mezzo vuoto, ma anche mezzo pieno quando lo è 
  • concedersi di essere se stessi, anche con le proprie difficoltà 
  • recuperare fiducia e speranza  
  • lavorare sull’autostima quando necessario 
  • accettare che, come tutti, si può non essere impeccabili 
  • affrontare l’eventuale tendenza all’autocritica e alla ripetizione di pensieri negativi nei confronti di se stessi e degli altri 
  • quando il malessere è pervasivo, è utile valutare l’eventuale ausilio di una terapia farmacologica 

 

CAUSE DELLA DEPRESSIONE AD ALTO FUNZIONAMENTO  

La depressione ad alto funzionamento di fatto non è presente nel DSM (il manuale statistico diagnostico dei disturbi emotivi), ma nonostante ciò si verifica che sempre più persone vivano questa condizione. Si tratta di una forma di depressione ben celata. Chi ne soffre vive sempre a metà e chi gli sta intorno spesso non si accorge di nulla perché queste persone riescono a vivere una vita apparentemente adeguata 
Come per la depressione maggiore non esiste una causa univoca ma si parla di una combinazione di fattori differenti da persona a persona: 

  • psicologici (bassa autostima, fragilità del sé)  
  • esperienziali (esperienze primarie deficitarie o traumatiche nella relazione con le principali figure di riferimento nell’infanzia o in adolescenza)  
  • traumatici (lutti, separazioni, cambiamenti dello stile di vita significativi) 
  • fisici (problemi ormonali, malattie croniche) 
  • genetici (predisposizione genetica) 

  

COME CAPIRE SE SOFFRI DI DEPRESSIONE AD ALTO FUNZIONAMENTO  

La depressione ad alto funzionamento si manifesta con le seguenti caratteristiche: 

  • disforia cronica (tristezza ed inquietudine costanti) e senso di inadeguatezza 
  • tendenza a mostrare efficienza e normalità 
  • tendenza a essere molto esigenti con se stessi 
  • tendenza al perfezionismo 
  • tendenza a un’autocritica su ogni aspetto di sé, mettendo in evidenza ogni possibile errore in qualsiasi ambito 
  • paura di mostrarsi vulnerabili e fragili  
  • paura di fallire o di avere dubbi 
  • tendenza ad essere molto irritabili e a reagire alle fonti di stress in maniera spropositata 
  • quotidiani sentimenti infelicità e apatia  
  • pessimismo e tendenza a criticare se stessi e gli altri 
  • tendenza a incolparsi e sentirsi responsabile delle cose negative che accadono 
  • presenza di notevoli risorse psicologiche 
  • capacità di usare i talenti e le energie in modo efficace e produttivo  
  • presenza di intuito psicologico  
  • capacità di suscitare simpatia negli altri  
  • capacità di mantenere relazioni significative  

Cara Ester, spero che questa risposta ti sia stata utile. Un saluto