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ESSERE SINGLE E VIVERLO MALE

Difficoltà relazionali (03/12/2019)

Buongiorno, 
ho trentasette anni e sono single da tre. Vivo malissimo questa mia condizione. Credo che gli altri pensino di me che sono una sfigata: le mie amiche si sposano, fanno figli, mentre io non trovo nessuno. Mi è capitato di uscire con qualche ragazzo, ma la frequentazione non ha mai portato ad una storia. Abito in una grande città, ho diversi amici, una vita sociale piena ed un lavoro che mi piace, ma spesso mi sento sola. Quando torno a casa e non trovo nessuno, mi deprimo. Non capisco perché faccio così fatica a trovare un compagno. Mi domando cosa ho che non va, forse uno psicologo potrebbe aiutarmi a capirlo? 
Nicoletta 

terapeuta Nisia Cosenza

Dott. Nisia Cosenza

Risposta del 03/12/2019

Milano

CERCARE UN FIDANZATO E NON TROVARLO - IL PARERE DEL NOSTRO PSICOTERAPEUTA  

Gentile Nicoletta, 
sembra proprio che tu viva con sofferenza l’essere single, e il modo in cui gli altri possono giudicare la tua condizione (“da sfigata”). Essere single, soprattutto nelle grandi città, rappresenta una realtà in aumento negli ultimi anni. C’è chi afferma di essere soddisfatto di questa condizione. E chi come te esprime malcontento. 
Dalla tua richiesta posso ipotizzare che tu sia in una posizione piuttosto rinunciataria e disillusa rispetto al non trovare il compagno giusto per te. Forse hai dovuto affrontare qualche delusione. Magari per aver creduto in uno o più incontri, che non hanno portato a nulla.  
Ammetto che il senso di sfiducia non aiuta di solito a mettersi nella posizione d’animo utile all’incontro. Nel senso di dare qualche possibilità a te stessa ed ai tuoi interlocutori. Potresti correre il rischio di essere ipercritica, e di rimanere sulla “soglia della porta”, pronta a scappare via al primo campanello di allarme. Infatti, se sei alla ricerca del tuo lui da un po’ di tempo è possibile essere esigenti o al contrario troppo accondiscendenti e disponibili. Due estremi che rischiano di non aiutare ad inquadrare la situazione. 

 

COME AFFRONTARE IL MAL D’AMORE PER UNA STORIA CHE (ANCORA) NON ESISTE 

  1. Prenditi cura della tua solitudine. 
    Il vissuto di solitudine e il senso di depressione non sono mai da sottovalutare, perché possono incidere molto sulla vita di una persona, e sul modo di percepire le occasioni che si presentano.  Nel tuo caso, parli però anche di un lavoro che ti appaga e di una vita sociale piena. Questo senza dubbio è una risorsa importante per te. Nella quale può essere utile rifugiarsi di tanto in tanto. E cercare consolazione. Fai inoltre accenno al timore di essere vista “sfortunata”. Ne hai parlato con le persone che hai vicino? O è un segreto? Nella tua situazione in effetti credo che i segreti non ti aiutano a superare le tue difficoltà. Anzi cerca conforto e supporto da chi ti sta attorno. 
    Se senti di aver bisogno di un aiuto maggiore, o hai delle remore a confidarti su tutto con le persone che ami, allora puoi chiedere un consulto psicologico. Rivolgiti ad uno psicologo-psicoterapeuta, che ti aiuti a dipanare i tuoi dubbi. 
  2. Metti un freno alle critiche se puoi. 
    Quando sembra che vada tutto male, si tende ad essere molto critici nei confronti di tutto e di tutti (compresi se stessi). 
    Uno studio di qualche anno fa metteva in luce come le persone non andassero a cena o al cinema da sole, non perché non lo desiderassero, ma per timore di come gli altri li avrebbero giudicati. Quindi ad esempio potresti essere convinta che gli altri pensano male di te, visto che sei la prima a pensare di “avere qualcosa di sbagliato”.  
  3. Quanto incide l’aspettativa sociale? 
    Ad esempio l’aspettativa sociale per cui esiste un sentiero già tracciato (uscire di casa, fidanzarsi, sposarsi, avere dei figli), che ti fa sentire sempre più fuori strada. Gli altri, le persone vicine, senza accorgersene, mandano magari messaggi in tal senso. Un genitore, ad esempio, che parla di quanto gli farebbe piacere diventare nonno/a. Una conoscente che parlando di figli ti dice. E tu cosa aspetti? Oppure un amico: “Eh, ormai Nicoletta è una single convinta!”. Sono affermazioni buttate lì, senza tanto pensarci, ma che possono ferire la persona che le riceve.  
  4. Bilancio tra dovere e volere 
    Credo sia utile distinguere tra ciò che “si dovrebbe fare” come da programma, da ciò che “desideri fare tu” in questo momento della vita. Magari è la giusta occasione di aggiornare i programmi, e farne di nuovi, senza rimanere per sempre in attesa del sogno, che non si riesce a realizzare. Credo che ad un certo punto sia molto utile provare a fare progetti il più possibile in linea con la realtà che vivi oggi e non con quella vissuta ieri, o suggerita dai modelli sociali/familiari. Ma mi raccomando: non rinunciare all’amore. 

 

COME PUO’ AIUTARE UN CONSULTO PSICOLOGICO 

Per aiutarti, sarebbe utile avere qualche informazione in più sulla tua storia personale: come sono andate le tue precedenti storie? Ne hai avute? Ti hanno toccata? Come? Sei mai stata ferita? Hai vissuto un grande amore? O al contrario storie piuttosto tiepide? Tradimenti? E altro ancora. 
In generale, incontrare uno psicologo in una situazione di mal d’amore simile alla tua può aiutare ad affrontare temi e riflessioni difficili da considerare in completa autonomia. La riflessione si potrebbe focalizzare su differenti aspetti a seconda delle specificità del racconto.
Ad esempio:
 

  1. Elaborare ferite subite in relazioni precedenti. Quando ti senti scottata, e qualcosa del passato ostacola nuovi incontri e conoscenze. Magari tendi a pensare che gli uomini si comporteranno tutti come ha fatto il tuo ex. E non riesci a conoscere e guardare l’altro per quello che è. 
  2. Affrontare la solitudine: quando hai la sensazione di non riuscire a stare bene da sola, di avere assolutamente bisogno di qualcuno. Oppure al contrario quando ti accorgi che ti fai andare bene qualcuno”, pur di non stare sola. Ma non sei innamorata.  
  3. Mantenere la speranza, quando non si ha più fiducia di trovare la persona giusta.  Potresti avere insicurezze, o bassa autostima. Ciò potrebbe condizionare la percezione di quanto meritiamo di essere amati e il senso di ciò che hai da dare all’altro. 
  4. Gestire il proprio desiderio. Quando c’è tanto desiderio (di amare, di essere amati) è possibile che venga espresso in modo dirompente ed esplosivo. È possibile che questo possa intimorire l’altra persona, o addirittura farla scappare. Ogni nuova relazione ha i suoi tempi e le sue giuste attese, utili a far crescere il desiderio e l’attrazione anche in modo graduale.  

 

I SINGLES IN ITALIA: QUALCHE DATO STATISTICO 

Sembra che dal 2001 ad oggi, Istat e Censis abbiano registrato un raddoppiamento della percentuale di single. In particolar modo nelle grandi città: a Roma raggiunge il 47,5%; mentre a Milano il 52,8%, circa il doppio rispetto a chi si trova in coppia. Tra le persone censite, le donne rappresentano il 58%. 

Un saluto.