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ANORESSIA DI LUNGA DURATA IN ETA’ ADULTA

Disturbi Comportamento Alimentare-DCA (03/04/2020)

Salve, ho trent’anni e da quando sono adolescente ho problemi col cibo.  Da sempre sono terrorizzata di ingrassare per cui faccio lunghi ed estenuanti digiuni. Se capita di mangiare un po’ di più, ricorro al vomito oppure mi impongo workout sfinenti in palestra 
Questo mio problema è un segreto, ma le persone più vicine se ne sono accorte. Ultimamente mi sento molto sola: ho pochi amici e non ho un compagno. Ho avuto alcune storie importanti. Quando ci siamo lasciati, il mio rapporto col cibo è diventato ancora peggiore.  
Non mi piace la mia immagine allo specchio, mi dicono che sono molto sottopeso, io vedo solo che sono orrenda.  
Ho l’amenorrea e ho anche alcuni problemi epatici. Mi sono spaventata ed ho pensato di non poter andare avanti così. Vorrei capire se una consulenza psicologica potrebbe aiutarmi a cambiare qualcosa. 
N.

terapeuta Nisia Cosenza

Dott. Nisia Cosenza

Risposta del 03/04/2020

Milano

ANORESSIA DI LUNGA DURATA E DIFFICILE RAPPORTO CON IL PROPRIO CORPO 

 

Cara N.,  
in base agli elementi che dai, capisco che tu potresti soffrire di anoressia da diversi anni.  Una condizione che riguarda il rapporto col cibo, ma anche e soprattutto con l’immagine di sé, cioè come ti vedi (“Non mi piace la mia immagine allo specchio”). Immagino non sia una condizione transitoria. Forse è nata come la risposta ad una situazione di difficoltà in adolescenza ed ora rappresenta qualcosa con cui convivi stabilmenteche potrebbe assumere a lungo andare i tratti un disturbo di personalità 
Dici che è un segreto, immagino non sia facile parlarne, forse ti senti non capita. Ma questo potrebbe accentuare uno stato di solitudine, che credo sia importante non sottovalutare. Infatti, stare con gli altri può diventare sempre più faticoso, per cui magari scegli di evitarlo. Così può crescere l’isolamento.  
Il fatto che in concomitanza della fine di relazioni importanti il sintomo anoressico si sia aggravato, può corrispondere ad una reazione difensiva al dolore che hai provato in quei momenti. Un modo per cercare di controllare ciò che stava succedendo. 
Quello che ora sembra averti allarmato sono i danni al tuo corpo. Amenorrea e problemi epatici sono segnali importanti che il corpo non ce la fa ad andare avanti in questa situazione di privazione alimentare. Un segnale forte, una richiesta di aiuto.  
Comprendo quanto possa essere difficile per te da sola cambiare qualcosa con cui convivi da diversi anni. Provo a suggerirti una riflessione su alcuni degli aspetti che hai descritto e magari trovare un modo diverso di occuparti di ciò che ti fa soffrire. 

  

ANORESSIA DI LUNGA DURATA: COME INTERVENIRE PER CAMBIARE  

Un cambiamento, anche quando avvertito come necessario ed urgente, richiede una gradualità. Soprattutto quando si parla di comportamenti di deprivazione consolidati nel tempo. Per fortuna esistono tappe intermedie da attraversare, che aiutano gradualmente a cambiare prospettiva: 

  • Comunicazione, condivisione e fiducia: certo, ammettere le proprie fragilità non è semplice. Consegnare la propria vulnerabilità è un atto di coraggio e fiducia. Forse in questo momento ti sembra difficile affidarti agli altri, ma da soli è molto difficile uscire da queste situazioni. A volte, proprio le persone vivine sembra ci giudichino male o siano disinteressate. In realtà, possono essere spaventate, o non sapere cosa fare. Forse hai avuto qualche esperienza del genere e ti sei chiusa per questa ragione? Vale la pena continuare la ricerca dell’interlocutore giusto. Perché parlarne può aiutarti a mettere a fuoco meglio ciò che ti fa soffrire. E’, inoltre, indispensabile nel recuperare un certo grado di fiducia negli altri, ma anche in te stessa. 
  • Cura della salute, cura del corpo: in senso medico, per iniziare. Mi pare tu abbia già iniziato questa strada di cambiamento, facendo le visite per l’amenorrea. Forse finora sei stata più abituata a guardare il tuo corpo nei termini bello/brutto, grasso/magro. Lo hai pensato più per come lo vedi da fuori. Prova a cambiare prospettiva. Si tratta ora di concentrarsi sulla sua funzionalità. Occupatene dal punto di vista della salute. Facendo gli esami e le visite necessarie ad approfondire i sintomi fisici che destano in te preoccupazione. Cerca degli specialisti che ti diano informazioni chiare e complete e che ti possano seguire nel tempo per monitorare la situazione. Può rappresentare un primo passo per ripensare il tuo corpo in un’ottica di cura 

 

LA CONSULENZA PSICOLOGICA NEI DISTURBI ALIMENTARI 

Una consulenza psicologica serve inizialmente ad avere un quadro più completo della dinamica difficoltosa tra “te e il cibo”. La finalità è quella di: 

  • supportarti a migliorare il rapporto con la tua immagine reale: potenziali difetti, confronto con standard ideali e relative aspettative, sentimenti di inadeguatezza 
  • Occuparsi della fiducia in te stessa e non solo del tuo corpo, per trovare un senso di competenza e valore su aspetti più stabili e duraturi; 
  • Riflettere sull’opportunità di rinunciare alle relazioni: perché talvolta si tende a prendere le distanze da ciò che è importante, per la paura di essere delusi o feriti. Allora, in questo caso, varrebbe la pena rivedere la questione e non rinunciare a qualcosa di importante.  
  • Prendersi cura del rapporto col cibo. Puntare su un concetto di alimentazione che non abbia solo a che fare con regole, obblighi, punizioni o premi. Esistono anche desideri che si possono appagare, senza pericolo, come la fame. Sensazioni che si possono accogliere senza timore come la sazietà, tentando di ridurre più che si può le condotte compensatorie (vomito, digiuno o allenamenti eccessivi), che fanno molto male alla salute. 

Cara N., 
spero che questi spunti possano averti aiutato a fare almeno un po’ di chiarezza. Se vorrai, siamo disponibili ad approfondire ulteriormente. 
Un saluto. 

 

BIBLIOGRAFIA 

Fabiola De Clercq, Tutto il pane del mondo. Cronache di una vita tra anoressia e bulimia, Bompiani. 
Umberto Galimberti, Il corpo, Feltrinelli. 
Massimo Recalcati, L’ultima cena, Bruno Mondadori.