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GLI EFFETTI DEL DISTANZIAMENTO SOCIALE SUGLI ADOLESCENTI

Difficoltà infanzia-adolescenza (07/07/2020)

Buongiorno, sono la mamma di una ragazzina di …. anni, che è particolarmente introversa. Ha poche amicizie e l’isolamento forzato imposto dalla situazione di quarantena è stato un duro colpo per lei. Aveva da poco trovato uno sport che le piaceva e dove sembrava trovarsi bene con le compagne di gioco, ma ha dovuto abbandonare tutto. La vedo rassegnata, spesso sta chiusa in camera sua e non parla con nessuno, mi chiedo se sia il caso di preoccuparsi. Vorrei un consiglio da voi, non so come aiutarla e mi chiedo se abbia bisogno di uno psicologo. Grazie, G.

terapeuta Claudia Macaluso

Dott. Claudia Macaluso

Risposta del 07/07/2020

Milano

CORONAVIRUS E ISOLAMENTO IN ADOLESCENZA: QUALI CONSEGUENZE?

Gentile G.,
Porti un tema sul quale noi Psicologi stiamo molto riflettendo in questo periodo di Covid, cioè quello degli effetti psicologici del lockdown sugli adolescenti.
La quarantena e l’isolamento forzato in casa in qualche modo rischiano di diventare una sorta di regressione evolutiva.
Cosa si intende? Stare forzatamente in casa con i propri famigliari, potrebbe far sentire gli adolescenti “tirati indietro”. Come se in qualche modo potessero sentirsi “più piccoli” rispetto all’inizio del lockdown. Restare in casa con la loro famiglia può essere fonte di sofferenza e insofferenza.
Nel vostro caso mi pare di capire che questa situazione di isolamento forzato abbia esasperato una situazione di fragilità pregressa. Da quello che scrivi (“è particolarmente introversa – ha poche amicizie”) e credo si possa trattare di una situazione di difficoltà relazionale, che potrebbe sabotare il bisogno evolutivo di avere amici e sperimentarsi nelle relazioni. La tua domanda quindi mi pare più che pertinente: la vedi chiusa in se stessa e forse rassegnata, come se avesse perso le speranze, triste. Come aiutarla?

 

ADOLESCENTE IN CRISI E LOCKDOWN: COME POSSONO INTERVENIRE I GENITORI?

Mi sembra dalla tua richiesta che tua figlia sia una ragazzina che nel passato sia uscita poco e con pochi amici. Poi stava per transitare in una fase di cambiamento, e di possibile sblocco delle sue difficoltà. Mi sembra di intravedere dalle tue parole il desiderio di confrontarsi con i pari, ma la difficoltà nel trovare il gruppo giusto. Quando finalmente sembra trovarlo, forse più pronta, arriva il Covid e lei deve tornare dove non vorrebbe più stare, in casa isolata dai suoi coetanei. Posso comprendere che si possa sentire frustrata e abbattuta. Come se questa emergenza l’avesse ricondotta su di un terreno depressivo, dove era stata precedentemente. Tale sofferenza potrebbe avere a che fare con una forte insicurezza e magari timore del confronto con gli altri.
Questi sono temi in parte anche tipici dell’età e come genitori potrebbe essere utile cercare di comprendere se si tratta di:

  • una sofferenza evolutiva (legata ai cambiamenti fisiologici alla crescita);
  • una sofferenza che forse sfugge di mano e rischia di divenire un aspetto di perdita di speranza e fiducia in sé (legata ad un momento di crisi e di blocco nella crescita).

In alcuni casi, quando la sofferenza è troppo, si corre il rischio di sconfinare nel versante depressivo.
Mi rendo conto che per un genitore possa non essere facile comprendere la situazione. Per questo, talvolta, può aiutare chiedere un consulto genitoriale ad uno Psicologo dell’adolescenza. È importante sostenere tua figlia in questa fase di vita, anche perché da come descrivi la situazione, sembra progressivamente rassegnarsi e chiudersi in se stessa.
Perché non chiedere una consulenza online? Terminata la fase di emergenza, i colloqui potrebbero proseguire di persona nello studio del terapeuta.

 

LA CONSULENZA PSICOLOGICA CON L’ADOLESCENTE ED I SUOI GENITORI

Ci sono molti approcci di intervento differenti, ma le caratteristiche generali di una consultazione psicologica con l’adolescente ed i suoi genitori credo dovrebbero avere le seguenti caratteristiche:

  • La consulenza online è strutturata in modo similare alla consulenza de visu e dovrebbe consistere in una serie di colloqui conoscitivi (circa 4 o 5), volti a inquadrare la situazione e assumere le informazioni necessarie per affrontare il problema portato all’attenzione dello Specialista.
  • La consulenza con gli adolescenti non può prescindere dal coinvolgimento dei genitori. Sono utili alcuni colloqui con i genitori per raccogliere il punto di vista di ciascuno, e per poi procedere con i colloqui con l’adolescente.
  • Al termine della consultazione lo psicologo restituisce ai genitori gli elementi emersi, fornendo la lettura dei motivi del blocco e delle sue difficoltà.
  • Si valuta come e se intervenire ulteriormente, sulla base degli elementi emersi e sulla base delle riflessioni che emergeranno durante la restituzione stessa.

 

IN CHE MODO LA CONSULENZA DI UNO PSICOLOGO PUO’ ESSERE UTILE

Cara G., è possibile Per questo, supportarla ora potrebbe aiutarla, una volta terminato il periodo di restrizioni, a riprendere in mano la sua vita da dove l’aveva lasciata.
Mi sembra che gli aspetti di fragilità di tua figlia potrebbero essere:

  • autostima fragile
  • scarsa fiducia in sé
  • perdita di speranza nel futuro
  • competenze relazionali
  • sicurezza nelle relazioni sociali

 

COME SOSTENERE I GIOVANI ADOLESCENTI IN EMERGENZA CORONAVIRUS

Cara G. di seguito proverò a fornirti alcune indicazioni per fronteggiare questo periodo così complesso.

  • In questo momento storico di ritito forzato, è fondamentale non impedire ai giovani di utilizzare i mezzi informatici. Sono l’unica fonte di contatto con il mondo esterno e soprattutto con i pari (chat di classe, chat di gruppi sportivi o di amici, giochi on line, blog vari). Questi consentono di mantenere le amicizie e sperimentarsi nelle relazioni.
  • Si può comunque limitarne l’uso, se ci sembra che l’utilizzo stia diventando troppo pervasivo e superi le ore utili al preservare la socialità.
  • Cercate di mantenere per il giovane una routine stabile di attività, con orari e impegni da rispettare. Aiuta a non perdere il contatto con la realtà e a non lasciarsi troppo andare.
  • fate svolgere ai figli dei piccoli compiti quotidiani di aiuto e collaborazione famigliare (cucinare, ordinare, pulire).

Per supportarli ed eventualmente gestire le emozioni:

  • aiutare i giovani a relativizzare le difficoltà del periodo, ricordando loro che la fase di restrizione non durerà per sempre.
  • Infondere fiducia e speranza, prestare attenzione ai nostri stati emotivi, momenti depressivi e cercare di non trasmettere troppo ai figli le nostre paure.
  • non inondarli di informazioni e notiziari sul Coronavirus, è importante restare aggiornati, ma è altresì importante dedicare all’informazione una parte limitata della nostra giornata.
  • prestare attenzione anche alla qualità dell’informazione che i nostri figli ricevono.
  • prendersi un tempo anche per delle attività di svago da svolgere in famiglia e se possibile si può anche sfruttare questo periodo per un accrescimento culturale (in base ai propri interessi, ad esempio film o documentari da guardare insieme)

Ti lascio anche il link a questa risposta caricata sul nostro portale che tratta tematiche simili, magari può esserti da spunto: 
COVID 19, conseguenze per adolescenti e genitori chiusi in casa

Un caro saluto